Un orizzonte alto per l’Europa

Incontro a Bruxelles promosso da Comece ed Epp

“Un’importante opportunità per gli europarlamentari, credenti e non, di riflettere sul contenuto dell’enciclica dal punto di vista della politica, dell’economia e della teologia. Un incontro di profondo significato simbolico e valenza ecumenica. Il primo di questo genere, che, è stato assicurato, sarà seguito da molti altri”. A commentare per SIR Europa il congresso sull’enciclica “Caritas in veritate”, che il Gruppo del partito popolare europeo (Epp) all’Europarlamento e la Commissione episcopati comunità europea (Comece) hanno promosso il 14 settembre a Bruxelles, nella sede dello stesso Parlamento europeo, è Flaminia Giovanelli, sottosegretario del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, che vi ha preso parte.Uniti nella verità. “È la prima volta – osserva Giovanelli – che un incontro di questo genere, ossia una riflessione su un documento a carattere spirituale come quello pontificio, nella quale le considerazioni religiose e antropologiche si sono intrecciate con quelle politiche, economiche e sociali, viene organizzato presso una prestigiosa sede istituzionale come il Parlamento europeo con il coinvolgimento attivo di numerosi parlamentari. Anzitutto il vicepresidente Lászlo Tökés che, insieme al presidente del Gruppo Epp all’Europarlamento, Joseph Daul, e a Othmar Karas, vicepresidente dello stesso Gruppo e responsabile per il dialogo interreligioso e le attività interculturali, ha inaugurato i lavori”. Giovanelli sottolinea inoltre “il significato ecumenico” dell’iniziativa: “Il Gruppo Epp conta diversi appartenenti alle Chiese protestanti. Lo stesso vicepresidente del Parlamento europeo Tökés, che è anche vescovo della diocesi riformata di Piatra Craiului (Romania), ha offerto di fronte a un’aula affollatissima una lettura molto profonda dell’enciclica, confermando l’interesse che il documento ha suscitato anche presso i non cattolici, e la convinzione espressa durante l’incontro da padre Bartolomeo Sorge (gesuita, direttore emerito del Centro culturale S. Fedele di Milano, Italia, ndr) sulla necessità e l’importanza di vivere uniti nella verità pur nella diversità”. Promozione della persona. “Mons. André Dupuy, nunzio apostolico presso l’Unione europea – prosegue Giovanelli -, ha evidenziato che accanto al realismo con il quale nell’enciclica vengono affrontati i drammatici problemi di oggi, resi ancora più complessi dal fenomeno della globalizzazione, c’è uno sguardo di speranza da parte del Papa; uno sguardo che – rileva il sottosegretario del dicastero vaticano – ho ravvisato anch’io, positivo e al tempo stesso propositivo nell’indicazione delle vie da percorrere per un’autentica promozione della persona umana. L’uomo si sente autosufficiente, sembra affermare Benedetto XVI, ma non deve dimenticare di essere stato creato da Dio; da questa realtà nasce la speranza che il cambiamento e lo sviluppo per tutti sono possibili”. Secondo Giovanelli la Caritas in Veritate “suscita interesse in ogni ambiente, anche in uno poco abituato e normalmente poco ‘sensibile’ ai documenti pontifici come il Parlamento europeo, perché mette in luce le tragiche contraddizioni del mondo contemporaneo”.Politica e carità. “Di aspetti antropologici – prosegue Giovanelli – si è parlato soprattutto con riferimento alla famiglia, anche se il contesto generale è apparso più ‘sensibile’ alle questioni sociali che non alla tutela della dignità della persona e della vita umana dal concepimento alla morte naturale”. Forse “non è ancora apparsa in tutta la sua chiarezza l’unità di fondo di questi temi e su questo ci sarà ancora da lavorare”. L’esponente vaticana si sofferma quindi sul nuovo concetto di “responsabilità di tutti, non solo dell’occidente, verso il sottosviluppo e la povertà del Terzo mondo” espressi da Benedetto XVI. Giovanelli è intervenuta al congresso con una riflessione sul rapporto tra migrazioni e sviluppo, “tema reso ancora più complesso dalla globalizzazione, dalla quale è tuttavia possibile trarre profitto”. “Molti migranti – spiega – oltre a partecipare allo sviluppo dei Paesi di accoglienza, contribuiscono allo sviluppo dei propri Paesi d’origine con le loro rimesse, che spesso ne sono la prima fonte di finanziamento. Dunque è benvenuta ogni iniziativa volta ad abbassare il costo di queste ultime”. Al riguardo Giovanelli cita il programma “Tres por uno” avviato in Messico tra gruppi di emigranti, governo federale, governi statali delle varie regioni e municipalità per agevolare l’invio di rimesse che in parte vengono reinvestite in opere sociali nelle comunità d’origine”. Richiamando la visione di Paolo VI della politica come la più alta forma di carità “riproposta da Mario Mauro, capogruppo del Pdl (Italia)”, il sottosegretario del dicastero vaticano conclude auspicando che questo incontro “inauguri davvero una serie di iniziative volte ad ‘aprire’ la politica ad una dimensione spirituale” in grado di offrire “un orizzonte ‘alto’ all’inevitabile azione di compromesso che essa implica”.

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