L’Ue in breve

Consiglio Ue: politica estera e governance economica”Dobbiamo far sapere chiaramente ai nostri partner che le posizioni che difendiamo a livello mondiale hanno il sostegno politico dei 27 Stati membri e non sono solo l’emanazione di decisioni assunte dalle istituzioni di Bruxelles”: Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, ha richiamato i capi di Stato e di governo dei Paesi Ue a una “più stretta collaborazione” per definire “gli obiettivi e gli interessi comuni” da sviluppare su scala internazionale. Per il summit svoltosi nella capitale belga il 16 settembre, Van Rompuy aveva preparato un ordine del giorno concentrato su due temi principali: le relazioni con i partner strategici dell’Unione (anche in vista di una serie di vertici che si svolgeranno nelle prossime settimane: incontro Asia-Europa, summit bilaterali con Cina e India, vertice Onu sugli Obiettivi del millennio, G20) e la governance economica. Le discussioni si sono concentrate – anche alla presenza dei ministri degli esteri – sulle modalità per “imprimere nuovo slancio” alle politiche esterne dell’Ue: in base al Trattato di Lisbona, infatti, il Consiglio europeo ha assunto nuove possibilità di coordinamento in questo settore, nel quale opera anche l’Alto rappresentante per la politica estera (Catherine Ashton) e il costituendo “servizio diplomatico” dell’Unione europea. Circa il rafforzamento della governance economica, Van Rompuy ha invece riferito sui progressi compiuti dalla task force da lui stesso presieduta, istituita dopo il Consiglio del marzo scorso. Le conclusioni del Consiglio europeo saranno discusse con gli eurodeputati durante la sessione plenaria del Parlamento di Strasburgo il 22 settembre.Settimana della mobilità: città senza automobiliUn’intera settimana dedicata alla “mobilità intelligente e pulita”, il cui obiettivo dichiarato è “incoraggiare le autorità locali a promuovere alternative all’automobile, evidenziandone l’impatto negativo sulla salute pubblica e sull’ambiente”. Centinaia di città europee, metropoli e piccoli centri, hanno aderito alla Settimana della mobilità (www.mobilityweek.eu) che si svolge dal 16 al 22 settembre con lo slogan “Muoversi con intelligenza, vivere meglio”. Sono state predisposte iniziative di vario genere volte a incoraggiare l’uso della bicicletta e dei mezzi pubblici, incontri di educazione ambientale, visite ai centri urbani con mezzi alternativi. Siim Kallas, vice presidente della Commissione Ue, che promuove l’iniziativa, ha dichiarato: “Gran parte della popolazione del pianeta vive in zone urbane. La maggior parte dei nostri tragitti quotidiani inizia e finisce all’interno delle città, motivo per cui dipendiamo dai sistemi di trasporto urbano. Tutti noi subiamo gli effetti negativi del trasporto cittadino, quali traffico, incidenti, cattiva qualità dell’aria o rumore, che abbassano sensibilmente la nostra qualità della vita. Questi problemi non si limitano alla dimensione locale ma interessano l’Ue nel suo complesso”. Dopo la Settimana dello scorso anno, cui presero parte oltre duemila comuni, la Commissione calcola che sono state assunte 4.400 azioni concrete volte a limitare l’utilizzo dei mezzi privati e a favorire altre forme di trasporto eco-compatibili. La Settimana si concluderà con la Giornata senza auto, indetta per il 22 settembre. I cittadini europei favorevoli agli aiuti allo sviluppoI cittadini europei “continuano a esprimere un deciso sostegno agli aiuti forniti ai Paesi in via di sviluppo”. Il risultato emerge da un’indagine di Eurobarometro dal titolo “Gli europei, gli aiuti allo sviluppo e gli Obiettivi di sviluppo del millennio” realizzata in vista della riunione ad alto livello delle Nazioni unite su questo tema, che si svolgerà a New York dal 20 al 22 settembre. L’intento di Eurobarometro era di “misurare la disponibilità dei cittadini nei confronti degli aiuti” internazionali “nel contesto dell’attuale crisi economica”. L’indagine “mostra che l’89% degli intervistati considera gli aiuti allo sviluppo importanti o molto importanti”. Due europei su tre “ritengono che l’Ue debba onorare l’impegno di aumentare gli aiuti allo sviluppo allo 0,7% del Prodotto interno lordo entro il 2015, il termine per conseguire gli Obiettivi del millennio, o addirittura accrescere ulteriormente questa percentuale”. Il sostegno, “espresso da una vasta maggioranza di cittadini di ogni nazionalità, è rimasto costantemente alto nonostante la crisi finanziaria e la situazione economica in Europa”. L’istituto demoscopico specifica che “il 76% dei cittadini ritiene a questo proposito che la collaborazione tra i Paesi dell’Unione produca un valore aggiunto, contribuendo a evitare duplicazioni e a garantire l’efficacia degli aiuti”. Andris Piebalgs, commissario per lo sviluppo, ha commentato: “I cittadini hanno inviato a tutti noi un messaggio molto chiaro: nonostante il rallentamento economico, l’Ue deve continuare a dimostrare solidarietà e responsabilità nei confronti di chi ha bisogno”.

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