Sulla strada dell’unità

La nota del Pontificio Consiglio per l'unità dei cristiani

Il viaggio apostolico di Benedetto XVI nel Regno Unito (16-19 settembre) “riveste una grande importanza ecumenica. Esso confermerà i risultati degli intensi contatti tra i cattolici e gli altri cristiani nel corso degli anni e servirà a far meglio conoscere i progressi e le difficoltà insite nella ricerca dell’unità tra i cristiani”. Lo si legge in una nota del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani sul viaggio apostolico di Benedetto XVI nel Regno Unito. (Speciale SIR Europa, in italiano e in inglese, sul viaggio papale: clicca qui).Stretto legame. “Questa – precisa la nota – è la prima visita di Stato di un Pontefice nel Regno Unito, tuttavia essa richiama alla mente il viaggio apostolico intrapreso da papa Giovanni Paolo II nel 1982. Nel corso di quella visita, il Papa e l’arcivescovo di Canterbury pregarono insieme e rilasciarono una dichiarazione comune che inaugurò la seconda fase del dialogo ufficiale tra la Comunione anglicana e la Chiesa cattolica. Da allora, le relazioni tra anglicani e cattolici sono state caratterizzate da una crescente cordialità e amicizia”. Oggi è una realtà che “molte comunità locali vivono insieme momenti di preghiera comune e condividono iniziative pratiche (pastorali e caritative)”; inoltre “si svolgono con successo incontri regolari tra vescovi di entrambe le tradizioni”. La visita di Benedetto attesterà “lo stretto legame tra le comunità cattolica e anglicana, sottolineando la nostra comune fede e missione”. Comunque, vi è anche “un realistico riconoscimento delle difficoltà, storiche ed attuali, che esistono nei nostri rapporti. Le tragiche divisioni, sorte in seguito alla Riforma, avranno un’eco particolare quando il Papa sarà nella Westminster Hall, dove San Tommaso Moro fu processato per la sua lealtà alla Sede di Roma”.Qualche difficoltà. Negli ultimi tempi, “certe problematiche in seno alla Comunione anglicana hanno creato difficoltà nelle relazioni ecumeniche, ed in parte questa situazione ha portato alla recente offerta pastorale da parte di papa Benedetto XVI dell’Ordinariato per anglicani che vorranno entrare in piena comunione con la Chiesa cattolica (Anglicanorum Coetibus)”. Tuttavia, “è importante vedere queste problematiche nel contesto più ampio della testimonianza cristiana comune tra cattolici e anglicani. Questo sarà profondamente simboleggiato ed attuato quando il Papa e l’arcivescovo di Canterbury si incontreranno a Lambeth Palace, ed in seguito pregheranno insieme nella Westminster Abbey davanti alla tomba di sant’Edoardo il Confessore, un Santo venerato in entrambe le tradizioni”. La celebrazione nella Westminster Abbey coinvolgerà rappresentanti di molte altre tradizioni cristiane dell’Inghilterra, della Scozia e del Galles. Questo evento “sarà complementare a quello precedente nella Westminster Hall, quando papa Benedetto parlerà del contributo che la fede può dare alla società e alla vita delle singole persone. Nella Westminster Abbey, le comunità cristiane del Regno Unito saranno sollecitate a lavorare e pregare insieme per assicurare che il messaggio cristiano sia proclamato con convinzione, cosicché la fede possa avere un ruolo creativo nella società britannica”.Momento positivo. La beatificazione del card. John Henry Newman è, secondo il Pontificio Consiglio, “un momento positivo per le relazioni ecumeniche, in particolare con la Church of England”. Certo, nel suo cammino di conversione, il card. Newman ha compiuto nella Chiesa cattolica il suo personale itinerario verso la pienezza della fede. Tuttavia “fu sempre riconoscente verso la Church of England, che – affermò – era stata ‘lo strumento della Provvidenza nel conferire grandi benefici su di me’, e riconobbe la profonda influenza di tanti grandi teologi e uomini di Chiesa anglicani nel suo cammino spirituale”. Alla fine della sua “Apologia”, il card. Newman afferma che, nella sua nazione, “i cattolici devono avere un atteggiamento di ‘assistenza e sostegno’ verso la Church of England, lavorando insieme per annunciare ‘i principi e le dottrine cristiane'”. Questo messaggio è “pienamente valido fino ad oggi, quando anglicani e cattolici riconoscono la necessità di sostenersi a vicenda e collaborare nel compito di proclamare il Vangelo ad una società moderna alquanto complessa”. Nella sua indefessa ricerca della verità, il card. Newman fu guidato “dalla salda testimonianza della Chiesa, proclamata, a volte, con grande sacrificio e non soggetta a mode o convenienze. Il suo esempio incoraggia i cristiani di tutte le tradizioni ad essere coinvolti, anche oggi, con coraggio, integrità e fedeltà al Vangelo, a costruire una società che accoglie, sostiene e promuove tutti i suoi membri”. Anche se è onorato soprattutto dalla comunità cattolica, il card. Newman rappresenta “la grande tradizione della fede, del rigore intellettuale e del ‘cuore’ che sono eredità di tutto il popolo britannico”. I temi del viaggio apostolico del Papa nel Regno Unito sono di “interesse e importanza per tutti i membri della società britannica”. Di qui l’auspicio che “gli aspetti più profondi e reali della visita non siano oscurati dal sottolineare elementi meno attinenti al vero scopo della visita stessa”.

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