I tre “segni buoni”

Viene dal territorio il segnale più forte della ripresa

Un incontro, il prossimo 13 novembre, con tutti gli amministratori locali provenienti dall’Azione Cattolica "per mostrare i ‘segni buoni’ presenti sul territorio costituiti da chi, nonostante le difficoltà, le polemiche e gli scandali, continua a porsi con serietà e coscienza al servizio delle città e delle persone", e quindi "assume quotidianamente la forma ‘eucaristica’ della vita che si esprime nella relazione con gli altri, nella condivisione e nella corresponsabilità". Ad annunciare l’appuntamento al SIR è il presidente nazionale di Ac, Franco Miano, tracciando il bilancio del convegno dei presidenti e degli assistenti diocesani "Eucaristia e vita quotidiana. La responsabilità dell’Ac verso la XIV Assemblea", che si è chiuso il 12 settembre ad Ancona ad un anno esatto dal Congresso eucaristico che si terrà nella stessa città nel settembre 2011.

Che cosa, in particolare, è emerso dalla riflessione?
"Nel corso dei lavori è stata diffusa una nota della presidenza nazionale – elaborata in uno dei momenti più rappresentativi dell’intera vita associativa e pienamente condivisa dai partecipanti – con l’obiettivo di lanciare una provocazione: basta disperdersi in sterili personalismi o polemiche inutili e fuorvianti. Occorre da parte della politica il massimo sforzo per offrire risposte adeguate alle preoccupazioni e ai problemi reali dei cittadini. Una tradizione dell’Ac – espressa, ad esempio, anche nel documento sulla situazione politica del Paese consegnato dalla presidenza nazionale il 2 aprile 2008 al capo dello Stato Giorgio Napolitano in occasione di un’udienza al Quirinale – e un modo per dire, pur evitando il carattere estemporaneo degli avvenimenti contingenti, che i laici di Azione Cattolica vivono la propria esperienza non nella separatezza, ma pienamente immersi nella vita di tutti condividendone preoccupazioni e speranze, hanno a cuore il bene del Paese e ne ‘accompagnano’ vicende e percorsi".

Per la rigenerazione della classe dirigente del nostro Paese, da più parti auspicata, è indispensabile la formazione/promozione di una rinnovata coscienza civile…
"Senza dubbio. Ritengo inoltre necessaria una nuova classe di cattolici impegnati nella sfera pubblica. Per questo l’Ac intende continuare ad inserire nella formazione ordinaria l’attenzione al magistero sociale della Chiesa, intesa non come capitolo marginale o a parte, ma come aspetto centrale della formazione del laico, strettamente connesso a tutti gli altri. Un impegno che pur non dando risultati immediati è essenziale: senza la formazione di una rinnovata coscienza civile ogni forma di inserimento in realtà di tipo politico o amministrativo rischia di essere congiunturale e di fermarsi ad episodi del momento. Questa diffusa e sempre più capillare ed esigente formazione deve tuttavia accompagnarsi alla necessità di far crescere competenze specifiche. Occorrono in altri termini persone che si qualifichino in settori ben precisi e fondamentali della vita sociale, politica ed economica. Di qui il contributo dell’attività culturale svolta dalla rivista Dialoghi, dagli Istituti Bachelet e Toniolo, e dalle altre forme proprie dell’associazione".

Perché l’incontro del 13 novembre?
"Un ulteriore passo di questo percorso è la promozione di buone prassi, ambito nel quale partiamo da esperienze positive in atto tra i soci di Ac, molti dei quali sono già impegnati a vario titolo nella vita politica e nelle amministrazioni locali. Riunire per la prima volta in quella data tutti gli amministratori locali che si sono formati nelle file dell’associazione e proporne la testimonianza ha una valenza fortemente simbolica perché intende esprimere concretamente la nostra attenzione al territorio e, al tempo stesso, l’idea che nell’Ac la formazione è permanente. Non dobbiamo lasciare soli coloro che si spendono con impegno e dedizione nella vita pubblica al servizio del Paese; queste persone, da parte loro, devono avvertire l’esigenza di continuare a camminare all’interno della comunità ecclesiale. In tale orizzonte un ulteriore segno significativo è l’appuntamento del 2 ottobre quando, in occasione dei 100 anni della nascita di Carlo Carretto, verrà inaugurata la casa di Spello con il convento san Girolamo dove questo testimone esemplare visse l’ultima parte della sua vita. Affidato all’Azione Cattolica dal Comune perugino, il complesso intende costituire un autentico luogo di spiritualità laicale: un modo per rilanciare il primato della fede in una dimensione incarnata nella storia e tradotta in impegno di partecipazione civile".

Rimanendo in tema di appuntamenti, il 30 ottobre i ragazzi e i giovanissimi incontreranno il Papa…
"Il convegno di Ancona ha posto al centro il nesso Eucaristia-responsabilità, e quest’ultima non può non richiamare l’impegno educativo in senso più ampio, da sempre tratto caratteristico dell’Ac, e che oggi vogliamo continuare a far crescere nelle nuove forme che il tempo attuale richiede. Al riguardo un segno concreto intende essere l’incontro dei ragazzi e dei giovanissimi con il Papa in piazza san Pietro che, con lo slogan ‘C’è di più!’, conferma la passione dell’Azione Cattolica per il futuro, e il suo desiderio di continuare ad accompagnare il cammino di fede e di vita delle nuove generazioni, anche alla luce delle indicazioni contenute negli Orientamenti Pastorali dei vescovi per il prossimo decennio".

Altri articoli in Archivio

Archivio

Informativa sulla Privacy