Alzare il livello

La gente chiede politica efficace non polemica sterile

"Una breve riflessione perché la ripresa di settembre coincida con una radicale e nuova attenzione ai problemi reali e concreti che gli italiani vivono ogni giorno, nella vita feriale". È quella proposta da Azione Cattolica (Ac), in un appello diffuso nell’ambito del convegno dei presidenti e degli assistenti diocesani ad Ancona (10-12 settembre) ad un anno esatto dal Congresso eucaristico che si terrà nella stessa città nel settembre 2011. Nel testo si denuncia "una brutta estate per la politica italiana e per il Paese: veleni e sospetti, dossier e insinuazioni, spesso incomprensibili ai più, hanno alimentato le pagine dei giornali e hanno portato a ipotizzare le elezioni anticipate". Tante polemiche rispetto alle quali "non si esclude che il risultato possa essere un ennesimo ritorno alle urne, che come unico significato certo ha la cronica difficoltà dell’attuale classe dirigente – presa nella sua interezza, guardando non solo alla politica – di governare un Paese dalle infinite risorse umane, culturali e ambientali, ma anche dalle molte contraddizioni interne al corpo sociale".

Boccata d’ossigeno. Di fronte ad un simile scenario, prosegue l’Ac, "la classe dirigente rischia ancora una volta di dimenticare l’essenziale: la ripresa del mercato del lavoro, al momento immobile e penalizzante per i giovani, il sostegno alle famiglie, specie quelle più numerose, le riforme istituzionali, la tutela dei più deboli nel Paese e nel mondo, la promozione dell’integrazione tra italiani e stranieri – e in proposito come non guardare con preoccupazione ai fatti francesi e alla decisione del presidente Sarkozy di allontanare i rom –, l’attenzione alle povertà globali e all’ambiente". In questo senso, l’auspicio dell’associazione è che la Settimana Sociale dei cattolici italiani (Reggio Calabria, 14-17 ottobre) sia "una boccata d’ossigeno, un momento di respiro per rilanciare l’impegno a favore del bene comune, contro ogni disfattismo e in nome della speranza che muove i credenti". Le "battaglie partitiche", infatti, hanno "inesorabilmente oscurato, solo per citare alcuni fatti concreti, la manovra finanziaria, la discussione sul federalismo, il primo ‘sì’ del Senato alla riforma dell’università" e "così l’opinione pubblica non ha ancora avuto modo di comprendere sino in fondo gli impatti della manovra sui servizi sociali, le prime ipotesi operative del federalismo, gli elementi fondamentali del testo presentato a palazzo Madama dal ministro dell’Istruzione". Una serie di "temi essenziali, messi nell’angolo dalle prime pagine, dedicate invece a rivalità personali, a conflitti espliciti e striscianti tra personalità che ricoprono incarichi pubblici cruciali". Atteggiamenti che gravano su quella "questione morale che l’Ac aveva già denunciato l’anno scorso e che quest’anno riemerge in forma ancora più acuta da numerose inchieste in diverse procure italiane". Tra le priorità, sottolinea la nota dell’associazione laicale, "questo settembre ne propone una più delle altre: il lavoro" perché "i dati statistici non smettono di fotografare giovani in ginocchio tra disoccupazione e precarietà selvaggia" quando "solo pochi giorni fa l’Istat confermava che oltre un giovane su quattro in Italia è disoccupato". Su questo aspetto, "l’Ac sente di dover interpellare la classe dirigente: cosa si può fare ora per aprire il mercato dell’occupazione" e "quali strade di medio periodo perché un impiego non sia sempre sotto l’ombra inquietante della precarietà senza tutele?". Appare necessaria, allora, "una verifica oggettiva delle politiche del lavoro sinora adottate, rese tra l’altro incomplete dall’assenza di un moderno sistema di welfare" e "allo stesso modo sembrano necessari investimenti per la formazione dei giovani non disgiunti da un organico progetto educativo".

Responsabilità pubbliche. Dalla riflessione di Ac emerge il profilo di un’Italia che "destina alle famiglie risorse insufficienti, inferiori al resto d’Europa, e nonostante si accenni da anni a forme di sostegno più forti – quali il quoziente familiare – sinora non si è passati a nulla di concreto". In questo contesto, "la speranza, le speranze vanno ostinatamente cercate nei segni buoni dei territori, nelle donne e negli uomini di buona volontà che, nella costanza e nell’ombra, continuano a servire le persone e le città ‘nonostante’ il terreno poco fertile". Ed è proprio questa realtà che l’Ac "vuole continuare a mostrare, in particolare la realtà di chi, nella crisi educativa, continua ad accompagnare gratuitamente le persone nella vita e nella fede" come "sacerdoti, laici adulti e giovani, genitori, insegnanti, che vedono nella vita degna delle persone l’investimento più importante per il Paese". Inoltre, conclude l’Ac, "come associazione di laici impegnati anche nella vita della nostra nazione, continuiamo ad accogliere il monito che Benedetto XVI ha lanciato già nel 2008 da Cagliari sull’urgenza di lavorare alla formazione di una nuova generazione di uomini e di donne credenti, capaci di assumere responsabilità pubbliche nella vita civile e, dunque, anche nella vita politica".

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