Sant’Egidio, Germania, Italia

Sant’Egidio: in Spagna “lo spirito di Assisi”Lo “spirito di Assisi” torna in Spagna con un appuntamento a Barcellona organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio in collaborazione con l’Arcidiocesi. “Vivere insieme in un tempo di crisi. Famiglia dei popoli, famiglia di Dio”. È il tema dell’incontro internazionale per la pace, giunto alla sua 26ma edizione, che si svolgerà dal 3 al 5 ottobre e vedrà la presenza di eminenti rappresentanti della Chiesa cattolica e significative presenze ecumeniche, dal Patriarcato di Mosca al Consiglio ecumenico delle Chiese, con presenze ai vertici della Federazione luterana mondiale e del Consiglio metodista mondiale. Parteciperanno rappresentanze ebraiche e musulmane (da 16 Paesi) e membri delle grandi religioni asiatiche. Molte le personalità laiche del mondo della cultura e della politica, dall’America Latina all’Europa all’Africa che saranno in dialogo alla ricerca di proposte e soluzioni per uscire da un decennio segnato dalla crisi mondiale e dalla risposta al terrorismo. “In un tempo difficile, di crisi economiche e di conflitti regionali che rendono incerti, impauriti e spaesati – si legge in un comunicato diffuso dalla comunità di San’Egidio -, le religioni si interrogano per ritrovare nel dialogo le energie spirituali da offrire ad un mondo senza visioni e quindi senza futuro”. Germania: a Magonza una nuova sinagogaInaugurata a Magonza la nuova sinagoga della comunità ebraica. Il luogo di culto è stato edificato nello stesso punto in cui sorgeva la sinagoga principale, costruita tra il 1911 e il 1912, distrutta dai nazisti 72 anni fa. Alla cerimonia partecipano tra gli altri il presidente della Repubblica federale, Christian Wulff, la presidente del Consiglio centrale degli Ebrei in Germania, Charlotte Knobloch e il presidente dei ministri del Land Renania-Palatinato Kurt Beck. La struttura è composta dalla sinagoga e da un centro comunitario. Il costo della realizzazione, di circa dieci milioni di Euro, è stato sostenuto dalla Città di Magonza e dal Land Renania-Palatinato, mentre l’arredamento e la decorazione (costati oltre 1 milione di Euro) sono stati finanziati dalla comunità ebraica. Nel 2008, durante la cerimonia della posa della prima pietra, Beck aveva parlato di un “segno contro l’emarginazione e la disumanità”. Nella prima pietra era stato collocato un certificato in cui si sanciva la caratteristica dell’edificio quale “casa di vita, di apprendimento e di preghiera”. La comunità ebraica, che contava nel 1939 circa 1.450 membri, venne quasi completamente distrutta dai nazisti. Oggi, con l’arrivo di immigrati di origine ebraica dall’Est europeo, la comunità è di oltre 1.000 persone.Italia: moschea a Milano, oltre “le polemiche”Proseguire sulla strada della “reciproca fiducia” e di “una sempre maggiore conoscenza” per affrontare insieme e “al di là delle sterili polemiche” i temi più impegnativi della convivenza. È questa la “proposta” di don Giampiero Alberti, collaboratore per i rapporti con l’Islam del servizio per l’ecumenismo e il dialogo della diocesi di Milano. Pur non entrando nel merito della polemica relativa al bisogno di costruire una moschea a Milano, don Alberti racconta come in questo mese gli “amici musulmani” hanno vissuto in vari luoghi la preghiera tipica del mese di Ramadan, che si svolge ogni sera dopo la “rottura del digiuno”. “I Musulmani che vivono tra noi – dice – hanno dato così buona testimonianza del loro impegno a vivere il Ramadan”. “Hanno dimostrato attaccamento alla loro identità e il desiderio di essere di esempio ai loro figli. Il tutto si svolgeva quasi avvolto nel silenzio, nel nascondimento della sera”. “Si tratta ora di proseguire su questa strada – conclude il sacerdote -, affrontando temi sempre più impegnativi che ci portino a una sempre maggiore conoscenza, rispetto, collaborazione e convivenza pacifica, pur dovendo ancora risolvere numerosi problemi di convivenza, al di là delle sterili polemiche e dei pregiudizi fomentati spesso anche dai media, forse a causa di paure e di mancanza di incontri chiarificatori”. Il sacerdote invita a rileggere l’appello che l’arcivescovo di Milano, il card. Dionigi Tettamanzi, aveva rivolto nei giorni scorsi ai musulmani nel suo messaggio per la fine del Ramadan: “Rinnoviamo tutti insieme – aveva detto l’arcivescovo – l’impegno ad operare in questa società, che oscilla fra la scelta dell’accoglienza e quella dell’ostilità, affinché nelle nostre comunità e nella compagine civile – con le sue istituzioni – si consolidi un cammino comune di pace nella giustizia”. Il 7 settembre, sempre a Milano, presso la sede della Comunità di Sant’Egidio si è svolta una serata di preghiera e amicizia tra cristiani e musulmani nel mese di Ramadan. Hanno partecipato anche i membri delle comunità religiose aderenti al Forum delle Religioni di Milano.

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