Oltre la bellezza visibile

Pellegrinaggio "ecologico": pensieri e proposte

È giunto il “beneaugurante saluto” di Benedetto XVI a vescovi e delegati per la salvaguardia del creato delle Conferenze episcopali europee che hanno partecipato, dall’1 al 5 settembre, al pellegrinaggio “verde” (reportage SIR Europa: clicca qui) organizzato dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee). In un telegramma a firma del segretario di Stato, card. Tarcisio Bertone, il Papa si rivolge ai pellegrini in cammino “per riflettere sull’importante tema della custodia del creato”, auspicando che il “significativo evento” susciti un “rinnovato impegno per la tutela dell’ambiente”, riaffermando l'”imprescindibile rispetto del dono divino della creazione”. Nel percorso da Esztergom (Ungheria) fino al santuario di Mariazell (Austria), dopo aver raggiunto – navigando sul Danubio – Bratislava (Slovacchia), dove si è svolta una sessione di lavoro con il presidente del Pontificio Consiglio per la giustizia e la pace, card. Peter Kodwo Appiah Turkson, e il ministro slovacco Ján Figel’, nel pomeriggio del 3 settembre i pellegrini si sono trasferiti a St Pölten (Austria) per un momento di preghiera ecumenica con rappresentanti di diverse Chiese cristiane. Sabato 4, invece, in treno e a piedi l’ultimo tratto di strada verso Mariazell.Responsabilità di ciascuno. “Il rispetto della vita di ogni persona non può esser messo da parte per questioni che riguardano la produzione economica, industriale o agricola”, ha affermato il card. Peter Kodwo Appiah Turkson, ripercorrendo l’ultimo messaggio di Benedetto XVI per la giornata mondiale della pace – da cui prende il titolo il pellegrinaggio – “Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”. Ognuno deve dare il suo contributo, ha aggiunto il card. Turkson, perché “la protezione e la cura dell’ambiente sono responsabilità di ciascuno” e non conoscono “confini”. Nell’ottica di una “solidarietà globale rinnovata” verso le questioni ambientali, che tuttavia “non diminuisce la responsabilità di una regione, di un Paese o dell’individuo”, “è necessario stabilire standard ambientali che siano realistici per essere soddisfatti e mantenuti”, poiché “quelli che vanno al di là di un livello ragionevole saranno facilmente liquidati”. Ma per definire degli standard, ha precisato, occorre che i leader mondiali riconoscano “che la protezione della creazione è un mezzo non solo per evitare catastrofi ambientali ed ecologiche, ma un mezzo essenziale per la pace”. Dalla collaborazione un contributo significativo. Il ministro slovacco dei trasporti, poste e telecomunicazioni, nonché ex eurocommissario, Ján Figel’, ha invece ripreso il motto dell’Unione europea, “unità nella diversità”. “Quando parliamo di famiglia, di società o di umanità, l’espressione più adatta che possiamo usare è unità nella diversità”. “Nella diversità – ha sottolineato Figel’ – ognuno deve sentirsi uguale all’altro e, soprattutto, ognuno di noi ha bisogno dell’altro”. In questa visione “comunitaria” del mondo il ministro slovacco ha rimarcato l’importanza del dialogo inteso come un “percorso di cooperazione tra famiglia, Chiese ed istituzioni da condurre necessariamente nel rispetto e nell’armonia, poiché – ha concluso – solo insieme possiamo dare un contributo significativo per la salvaguardia del creato”.L’incontro ecumenico e la “preghiera ponte”. Alla preghiera ecumenica nella cattedrale austriaca di St. Pölten erano presenti il vescovo cattolico della diocesi, mons. Klaus Küng, il metropolita ortodosso d’Austria ed esarca d’Ungheria, Michael Staikos, e il rappresentante evangelico di Lower (Austria), Paul Weiland, oltre a rappresentanti della Rete europea cristiani per l’ambiente. Durante la celebrazione e stata recitata anche la “preghiera ponte” in contemporanea con i partecipanti al 14° Congresso internazionale di Renovabis, che era in corso a Monaco di Baviera (Germania) sul tema “Essere responsabili per il creato – sfide ecologiche nell’Europa Centro-orientale”. “In questo sistema di mercato, Signore, dove tutto ha un prezzo ma nulla ha valore, dove si svende il futuro in cambio del guadagno immediato, aiutaci – riporta un passaggio della preghiera – a formare in noi un’adeguata coscienza etica, che veda nella creazione una ricchezza di doni per tutta l’umanità e per le generazioni future”. La dimensione più profonda. Il rapporto con le creature e con il Creatore è stato infine il filo conduttore delle riflessioni proposte ai partecipanti da Werner Freistetter, direttore dell’Istituto per la religione e la pace di Vienna e ordinario militare per l’Austria, mentre in treno – il 4 settembre – si attraversavano le colline austriache verso Mariazell. Freistetter ha sottolineato l’importanza di “non fermarsi esclusivamente sulla bellezza creata e andare più in fondo fino a riconoscere l’apertura verso Dio”. Questa, è “la dimensione più profonda di ogni creatura”, ha rimarcato, denunciando la tentazione di “sostituire Dio con la natura” che è “il nucleo essenziale di ogni idolatria”.

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