Il grande “sì” al creato

Messaggio finale del pellegrinaggio "ecologico" Ccee (1 – 5 settembre)

Pubblichiamo il testo integrale del messaggio finale sottoscritto dai vescovi e dai delegati delle Conferenze episcopali europee che hanno partecipato al pellegrinaggio per la salvaguardia del creato svoltosi, per iniziativa del Ceee, dal 1° al 5 settembre. Iniziato a Esztergom/Budapest e conclusosi oggi, 5 settembre, a Mariazell (Austria), il pellegrinaggio ha seguito il corso del Danubio, il grande fiume che unisce molti Paesi europei, partendo dall’Ungheria, attraversando la Slovacchia per poi raggiungere le Alpi austriache.
Titolo del messaggio:"Chiesa in Europa, rinnova il tuo impegno per la salvaguardia del creato! – Che tu sia benedetto, Signore, Dio di tutto il creato: un pellegrinaggio di speranza per l’Europa".

Il 1 settembre 2010, circa 50 delegati delle Conferenze Episcopali Europee provenienti da oltre 15 paesi sono partiti dalla Basilica di Esztergom, in Ungheria, per un pellegrinaggio di speranza per tutto il creato avente come destinazione il Santuario di Mariazell in Austria, passando per la Slovacchia, dove siamo stati accolti dall’Arcivescovo di Bratislava, Mons. Stanislav Zvolenský. L’iniziativa è stata ispirata dal Messaggio di Papa Benedetto XVI per la Giornata Mondiale della Pace 2010, dal titolo: Se vuoi coltivare la pace, proteggi il creato.

L’idea di un pellegrinaggio è stata scelta come azione che simboleggia il cammino di riflessione, formazione e conversione, che sono necessarie se l’umanità vuole affrontare le dimensioni della sfida ambientale. Un pellegrinaggio è tanto un’espressione di fede quanto un impegno per il cambiamento. Il pellegrinaggio è cominciato con una benedizione e aspersione per mano del Cardinal Péter Erdő, per ricordarci che, nel battesimo, attraverso il fondamentale dono di Dio dell’acqua, diventiamo parte della Chiesa, essa stessa pellegrina.

È stata dedicata una particolare attenzione al tema dell’acqua, un elemento della creazione che è ricco di significati biblici e sacramentali. La nostra decisione di fare parte del nostro pellegrinaggio in barca lungo il magnifico fiume Danubio – il fiume che attraversa il maggior numero di paesi europei – ha dato espressione alla nostra preoccupazione che, nelle parole di Papa Benedetto XVI, "L’accaparramento delle risorse, specialmente dell’acqua, può provocare gravi conflitti tra le popolazioni coinvolte. Un pacifico accordo sull’uso delle risorse può salvaguardare la natura e, contemporaneamente, il benessere delle società interessate." (CV n. 51). I delegati hanno dedicato una particolare attenzione all’iniziativa ecumenica congiunta del Consiglio Nazionale delle Chiese Cristiane del Brasile (Conic), sostenuta da alcune Conferenze Episcopali cattoliche in Europa, intitolata Dichiarazione Ecumenica sull’Acqua come Diritto Umano e Bene Pubblico. L’acqua è anche un elemento propulsore condiviso e fondamentale di fede e sta diventando una risorsa scarsa per molti esseri umani.

Particolare attenzione è stata inoltre dedicata al problema dell’energia e al bisogno di risparmiarla, dove possibile. E’ stata sottolineata l’importanza dell’uso delle fonti rinnovabili di energia, quali l’energia eolica, l’energia solare, i bio-combustibili, la biomassa, le piccole installazioni idroelettriche ("small-hydro"), le tecnologie che sfruttano le onde marine e altri combustibile non di origine fossile. Si è concordato che è necessario affrontare il problema dei rifiuti attraverso la prevenzione, il riciclo, e incoraggiando lo sviluppo di tecnologie efficienti. Si è tuttavia sottolineato il bisogno di una valutazione completa e rigorosa dell’impatto ambientale netto di tutte le dimensioni di tali tecnologie.

Una tematica fondamentale è la conversione della mente e del cuore tramite un’educazione che porti al cambiamento nei modelli di comportamento umano consolidati. Come ha messo in luce il Cardinal Peter Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, nel suo discorso ai delegati del pellegrinaggio, la tradizione biblica dà testimonianza dell’unità interna e della logica della creazione, di una sapienza impartita e rivelata dal Creatore che le assicura bellezza ed equilibrio. Proprio come il "caos" e la Parola di Dio ci danno il Cosmo, allo stesso modo il Cosmo senza la Parola di Dio ci riporta al caos. Questo principio trova un’eco nell’etimologia stessa della parola "ecologia", che sottolinea il principio di tenere in ordine la "oikos", la casa – la nostra dimora terrena. Quando ogni cosa segue il proprio ordine, c’è la bellezza. Quando questo ordine viene sconvolto o perturbato dall’egoismo e dal peccato, la bellezza è minacciata. Questo tema viene ripreso da Papa Benedetto XVI in Caritas in Veritate, quando afferma che la natura "ci parla del Creatore (cfr. Rm 1, 20) e del suo amore per l’umanità. (…) Anch’essa, quindi, è una « vocazione ». La natura è a nostra disposizione non come « un mucchio di rifiuti sparsi a caso », bensì come un dono del Creatore che ne ha disegnato gli ordinamenti intrinseci", consentendo all’uomo di "«custodirla e coltivarla» (Gn 2,15)" (n. 48). Un messaggio di fondo proveniente da questo pellegrinaggio è che la bontà, la bellezza e la fecondità del creato erano la prima vocazione dell’uomo e che gli venivano date sulla fiducia.

Nella speranza di ispirare un rinnovato impegno rispetto alle dimensioni spirituali e morali della questione ecologica, i delegati hanno attirato l’attenzione sul ricco patrimonio di valori che nasce dalla tradizione biblica, patristica e teologica radicata nella ragione umana e che viene proposta all’umanità attraverso la dottrina sociale della Chiesa. Questi principi includono:
– L’impegno nei confronti del bene comune di tutti, riconoscendo che il bene di ciascuno di noi dipende dal benessere di tutti.
– Il rispetto per la destinazione universale dei beni della terra, respingendo tutti i tentativi di dominare ingiustamente, consumare eccessivamente, limitare o commercializzare quei beni donati da Dio dai quali ciascuna persona dipende per la propria esistenza.
– La sussidiarietà, notando che le azioni intraprese a livello locale coinvolgendo le famiglie, le parrocchie e le scuole sono essenziali per il futuro dell’ambiente globale.
– La solidarietà, inclusa la disponibilità a sacrificare i guadagni personali e a breve termine a beneficio degli altri, in particolare i poveri e gli indifesi.
– La giustizia distributiva, assicurandosi che coloro che inquinano meno, come ad esempio i poveri e gli indifesi, non siano i più colpiti dalle conseguenze della crisi ambientale.
– La giustizia intergenerazionale, agendo ora con prudenza e precauzione nell’interesse dell’esistenza stessa delle generazioni future.
– Il libro della natura è uno e indivisibile. Il rispetto dell’ecologia della persona umana è integralmente connesso al rispetto del creato.  
Rivolgiamo un appello ai giovani, alle famiglie, alle comunità parrocchiali, ai monasteri, alle scuole, ai seminari e alle università affinché rinnovino il loro impegno nei confronti della vocazione di avere cura della nostra dimora terrena incoraggiando la diffusione, lo studio e l’attuazione di questi principi che offrono un’indicazione chiara e persuasiva di speranza per l’umanità.

In particolare, rivolgiamo un appello per dare vita a preghiere e azioni comuni con altre Chiese e comunità ecclesiali cristiane, come il servizio di preghiera ecumenico che si è tenuto a St. Pölten come parte integrante di questo di pellegrinaggio. In particolare, incoraggiamo le chiese locali a impegnarsi nell’iniziativa del "Creation Time" (tempo per il creato) sostenuta dalla III Assemblea Ecumenica Europea che si è tenuta a Sibiu (Romania) nel 2007, che ha raccomandato che il periodo fra il 1 settembre e il 4 ottobre – festa di S. Francesco d’Assisi – venga dedicato a preghiere e iniziative speciali su questo tema, come già stanno facendo alcune Chiese e Conferenze Episcopali.

Incoraggiamo inoltre un dialogo più ampio all’interno della comunità politica, del quale abbiamo sperimentato il reciproco beneficio nel corso di questo pellegrinaggio.

In questo pellegrinaggio di speranza per tutto il creato, siamo consapevoli che in qualche modo abbiamo rievocato il viaggio santo di speranza e gioia intrapreso da Maria quando ha attraversato fiumi e montagne per andare a proclamare l’alba di una nuova creazione alla cugina Elisabetta. Siamo consapevoli che in quel viaggio Maria è diventata l’immagine della Chiesa futura, la Chiesa pellegrina che porta la speranza del mondo nel proprio grembo attraverso le montagne della storia umana. Mentre concludiamo oggi il nostro pellegrinaggio, a imitazione di Maria e sotto la guida illuminata del Cardinale Christoph Schönborn, portiamo nel bel Santuario alpino di Mariazell la nostra speranza di una nuova comprensione delle "grandi cose" che il Signore ha fatto per noi nel dono del creato e del bisogno di dire un nuovo "sì" a quella che è stata la nostra prima vocazione. Proprio come abbiamo iniziato il nostro pellegrinaggio ecologico nel cuore dell’Europa, nella bellissima Basilica dell’Assunzione di Esztergom e lo abbiamo concluso nel Santuario della Natività di Maria di Mariazell, così proseguiamo il nostro pellegrinaggio terreno portando la speranza escatologica della Chiesa, secondo cui ‘dove lei è andata’ tutto il creato la seguirà.

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