Comece, Francia, Svizzera

Comece: nota sulla protezione degli animaliOccorre promuovere la protezione degli animali, ma non a spese della vita umana. Questa, in sintesi, la posizione della Comece (Commissione episcopati comunità europea). In una nota diffusa il 31 agosto, la Comece rammenta che il prossimo 8 settembre l’Assemblea plenaria del Parlamento europeo si pronuncerà in seconda lettura su un progetto di direttiva sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici (COD/2008/0211). “Alcuni animali – spiega la Comece – vengono impiegati nella ricerca scientifica per lo sviluppo dei farmaci e la valutazione di tossicità chimica, eco tossicologia e sicurezza di prodotti (pesticidi, additivi alimentari, cosmetici e altre sostanze) che presentano potenziali rischi per la salute umana”. Uno degli obiettivi della direttiva è sostituire i test sugli animali con test alternativi che tuttavia, prosegue la nota dei vescovi, “potrebbero includere test sulle cellule staminali embrionali umane (Hesc) ottenute tramite la distruzione di embrioni umani”. Di qui la profonda preoccupazione della Comece, in particolare per una disposizione del progetto di direttiva, secondo la quale “gli Stati membri potrebbero essere obbligati a utilizzare questi test”. Il Progress Report 2009 “Strategie di test alternativi” della Commissione europea offre esempi di strategie di test alternativi attualmente in sviluppo. “Su un totale di 21 – fa notare la Comece – 5 utilizzano cellule staminali embrionali umane”. Tecnologie che “hanno ricevuto il sostegno finanziario dell’Ue attraverso il sesto e il settimo Programma quadro di ricerca”. Pur concordando con la necessità di proteggere gli animali, la Comece richiama “la differenza fondamentale tra la dignità degli animali e quella degli esseri umani”. Per questo, in linea con le sue precedenti dichiarazioni, la Commissione dei vescovi chiede ai membri dell’Europarlamento di “escludere in modo esplicito dai metodi di test alternativi obbligatori, nel contesto di tale direttiva, i metodi che implicano l’impiego di cellule staminali embrionali umane”. Un approccio che consentirebbe inoltre di “promuovere le numerose altre strategie di test alternativi sulle quali c’è ampio consenso”.Francia: vertice card. Vingt-Trois-HortefeuxIn nome di un “dialogo costante e regolare” si è svolto il 31 agosto a Parigi l’atteso incontro tra il ministro dell’interno francese Brice Hortefeux e il card. André Vingt-Trois, presidente della Conferenza episcopale di Francia in seguito alle critiche che la Chiesa aveva espresso sulla politica delle espulsioni decisa dal governo. “I nostri interventi – ha detto il cardinale all’uscita dell’incontro – non si situano in ambito politico. Non abbiamo intenzione di attaccare il presidente della Repubblica, né il ministro dell’interno, né qualsiasi altro ministro”. “Le nostre preoccupazioni ci arrivano da un certo numero di casi in parecchie regioni della Francia dove le popolazioni Rom vivono in situazioni di miseria e di grave precarietà”. Situazioni verso le quali “i cristiani hanno espresso la loro emozione”. “Non è nostra intenzione – ha proseguito il cardinale – suscitare scontri politici ma trovare soluzioni giuste per le persone coinvolte. Si tratta quindi di aiutare queste persone a uscire da quelle situazioni”. Nessuna svolta quindi “interventista” nella politica della Chiesa cattolica di Francia rispetto alla vita politica del paese. È certo però – ha subito aggiunto l’arcivescovo – che “se l’azione politica riguarda e tocca ambiti importanti per la vita umana, allora noi offriamo la nostra posizione”. In mattinata, il ministro Hortefeux aveva reso noto in conferenza stampa i “dati” ufficiali delle “misure di evacuazione” decisi dal governo del presidente Nicolas Sarkozy. Dal 28 luglio scorso ad oggi, in Francia, sono stati evacuati 128 campi nomadi e 977 Rom sono stati espulsi dal territorio francese e riaccompagnati nei loro paesi di origine, soprattutto in Romania. Nel dare ragione delle misure intraprese, il ministro Hortefuex aveva detto che è “dovere morale” della Francia, “proteggere i francesi dall’insicurezza”. Svizzera: pellegrinaggio “twitter” ad EinsiedelnSi è svolto domenica 29 agosto, ad Einsiedeln, in Svizzera, il primo pellegrinaggio organizzato tramite il “social network” Twitter. Circa 60 persone hanno seguito per ore l’abate Martin Werlen da Pfäffikon all’abbazia, che costituisce uno delle più importanti mete di turismo spirituale della Svizzera. Si tratta del primo pellegrinaggio del genere organizzato dall’abate e per molti pellegrini – molti dei quali giovani – e dunque di una nuova esperienza. La visita alla chiesa dell’abbazia, guidata da padre Werlen, si è svolta in modo anticonvenzionale: per una volta era ammesso fotografare e ricevere messaggi in tempo reale tramite il social network. L’abate di Einsiedeln ha spiegato la ragione dell’iniziativa: “Twitter è uno strumento di comunicazione. E nel campo della comunicazione, le abbazie sono sempre state all’avanguardia. Per questo è ovvio che anche oggi partecipino e trasmettano questa cultura”. Padre Werlen ha espresso soddisfazione per il successo: “sono venute persone che altrimenti non avrebbero mai partecipato a un pellegrinaggio. Molte di esse non appartengono ad alcuna comunità religiosa o non hanno rapporti stretti con la Chiesa”.

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