Inghilterra, Irlanda, Spagna

Inghilterra: un manuale tascabile su viaggio PapaSaranno distribuite in tutte le parrocchie di Inghilterra, Scozia e Galles un milione di copie di un manuale tascabile dal titolo “Magnificat – liturgie ed eventi della visita apostolica di papa Benedetto XVI al Regno Unito 16-19 settembre 2010″. L'”handbook” – prodotto dalla Conferenza episcopale del Regno Unito – contiene testi che hanno lo scopo di aiutare i fedeli a seguire i pubblici eventi e le celebrazioni che costelleranno il viaggio di papa Benedetto nonché una serie di brevi articoli sul significato e l’importanza della visita. Presentato oggi in un comunicato stampa, la Conferenza episcopale tiene a precisare che il testo è contenuto in un formato tascabile che lo rende facile da trasportare ed è quindi “un compagno di viaggio per le liturgie papali”. “Anche se un milione di copie – aggiunge mons. Andrew Summersgill, coordinatore della visita papale – non è una cifra sufficiente per tutti coloro che frequentano regolarmente la Messa, è certamente sufficiente perché ogni famiglia abbia una copia. E naturalmente anche per quelle persone che andranno a Bellahouston, a Hyde Park, o a Cofton Park. Sarà anche utile per coloro che seguiranno il Papa da casa o negli incontri organizzati nella loro parrocchia”.Irlanda: i vescovi sul “strage di Claudy”La Chiesa cattolica è “sempre stata costante nel condannare il male della violenza. E’ pertanto scioccante che un prete possa essere stato sospettato di essere coinvolto in una tale violenza”. Così in un comunicato congiunto il card. Sean Brady, arcivescovo di Armagh e mons. Seamus Hegarty, vescovo di Derry, commentano il rapporto pubblicato il 24 agosto dalla polizia dell’Irlanda del Nord che cerca di fare luce sul coinvolgimento di un prete cattolico, padre James Chesney, nella strage avvenuta il 31 luglio 1972 a Claudy nella contea di Londonderry. “L’attentato a Claudy, il 31 luglio 1972 – scrivono i vescovi -, è stato un crimine orrendo. Nel leggere il rapporto della polizia dell’Irlanda del nord, pubblicato oggi, non possiamo perdere di vista il terribile costo umano di questa atrocità. Nove persone sono morte, compresi i bambini. Molti sono rimasti feriti. L’intera comunità di un piccolo paese rurale è stata traumatizzata da un terribile attacco contro gente innocente”. “In una giornata come questa – proseguono i due vescovi -, è importante ricordare il dolore sofferto da migliaia di persone con il lutto, la perdita e il trauma” e “ci rendiamo conto che la pubblicazione di oggi dei dati del rapporto riporterà molti ricordi dolorosi e per questo vogliamo assicurare le nostre preghiere e la preoccupazione in questo momento”. Qualche tempo dopo l’attentato, padre Chesney è stato interrogato dall’allora vescovo di Derry, Neil Farren, e poi dal successore mons. Edward Daly. Entrambe le volte il sacerdote ha negato qualsiasi coinvolgimento. Del caso fu informato anche il card. William Conway, allora arcivescovo di Armagh. Nel 1978, Chesney fu trasferito in una parrocchia nella contea di Donegal, dove morì nel 1980. Nel comunicato, i due vescovi irlandesi assicurano che tutto “il materiale in possesso alla Chiesa cattolica è stato dato alla polizia”. Ed aggiungono: “Questo caso avrebbe dovuto essere oggetto di indagine e risolto durante la vita di Padre Chesney. Se ci fossero state prove sufficienti per collegarlo ad attività criminali, avrebbe dovuto essere arrestato e interrogato al più presto, come chiunque altro. Siamo d’accordo con il mediatore della polizia che il fatto che questo non sia accaduto, ha ingiuriato ancor di più coloro che sono stati uccisi, feriti e tutte le vittime dei bombardamenti”. Nella nota, i vescovi assicurano che “la Chiesa cattolica non si è impegnata a coprire” nulla e che “le azioni del card. Conway e di qualsiasi altra autorità della Chiesa non ha mai impedito la possibilità di arresto ed interrogatorio di padre Chesney”. Spagna: dolore per i soldati uccisi in AfghanistanLa Conferenza episcopale spagnola ha inviato una lettera di condoglianze al ministro degli Interni di quel paese, Alfredo Perez Rubalcaba, e all’arcivescovo militare, mons. Juan del Rio Martin, per l’assassinio di due membri della Guardia civil in servizio in Afghanistan e di un interprete cittadino spagnolo che era al loro servizio. Nella lettera – resa nota il 26 agosto – i vescovi spagnoli chiedono di far giungere le condoglianze dell’episcopato spagnolo ai familiari e ai compagni dei soldati defunti. “La fede – scrivono i presuli – ci aiuta ad avere fiducia nel Dio della vita, proprio nei momenti più difficili. Questi spagnoli sono morti nell’esercizio delle responsabilità del servizio loro affidato. E’ giusto riconoscerlo ed esserne grati”. I talebani hanno rivendicato l’assassinio. Secondo quanto emerso sinora, a Qala-i-Now, capoluogo della provincia di Badghis, è scoppiato uno scontro a fuoco tra i militari spagnoli e un agente della polizia afghana, ucciso nella sparatoria. Da tempo i vertici militari esprimono timori per l’infiltrazione di elementi dei Talebani nelle fila della polizia afghana.

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