Con più fiducia

Il numero di settembre di Europe Infos

Nel numero di settembre di Europe Infos, mensile pubblicato dalla Commissione degli Episcopati della Comunità europea (Comece) in collaborazione con il Jesuit European Office (Ocipe), si dedica ampio spazio al tema “povertà” che è stato al centro sia del seminario di dialogo tra Comece-Commissione Chiesa e società e alcuni rappresentanti della Commissione europea il 9 luglio scorso, sia dell’incontro annuale dei rappresentanti delle religioni in Europa, del 19 luglio. Apre il numero un editoriale di Frank Turner, gesuita inglese, sul tema dell’austerità. La stessa nota apre anche questo numero di SIR Europa.Le religioni contro la discriminazione e diffamazione. Politiche anti-islamiche e antisemitismo sono due manifestazioni chiare di una crescente discriminazione e diffamazione fondata sulla religione che si è registrata in questi anni in Europa. Non mancano manifestazioni anti-religiose in generale, ma è in primo luogo la religione delle minoranze e dello straniero a non essere rispettata. Sul tema del ruolo degli attori religiosi nella costruzione della pace e della democrazia si è snodato il terzo dei seminari organizzati da Comece, Chiesa evangelica tedesca e Fondazione Konrad Adenauer. Vincent Legrand offre un rapporto molto dettagliato degli interventi che hanno animato il pomeriggio del 14 luglio a Bruxelles. Le comunità religiose hanno una notevole responsabilità nel contrastare discriminazione e diffamazione – e similmente la xenofobia e il razzismo. Comunicazione e dialogo sono e saranno due modalità vincenti in questa lotta, poiché dall’ignoranza nasce la paura e quindi il rifiuto dell’altro, anche se minoranza. Non mancano esempi positivi di iniziative interreligiose contro la xenofobia e il razzismo, come quelle presentate a Bruxelles: la prima, “Progetto di azione per combattere la xenofobia, il razzismo e la violenza” è nata negli anni ’90 in Germania ed è sempre cresciuta; essa intende favorire incontri e confronti tra persone con provenienze differenti; la seconda, ancora tedesca, è il tavolo delle religioni costituito nel 2000, che nel 2009 ha pubblicato nel manifesto “promuovere la fiducia” un elenco di impegni concreti per favorire la convivenza.Giovani in movimento. Nella strategia Europe 2020 presentata nel marzo scorso, una delle sette iniziative “faro” è rivolta a migliorare la mobilità dei giovani europei nonché la qualità dei livelli formativi. Christina Gerlach dell’ufficio europeo delle organizzazioni cattoliche per la gioventù e la formazione degli adulti spiega che gli obiettivi della Commissione europea sono i seguenti: allargare le possibilità di apprendimento per tutti i giovani, favorire il loro impegno e la loro partecipazione attiva nella società, introdurre un quadro per l’impiego dei giovani per aumentarne le possibilità nel mercato del lavoro. Le proposte concrete per i programmi del periodo 2014-2020 saranno formulate dalla Commissione nel corso del 2011, a seguito di una consultazione che sarà aperta anche ai movimenti giovanili. Per i collaboratori dei progetti cattolici per la gioventù “la nuova iniziativa dovrebbe innanzitutto mettere l’accento sui vantaggi della mobilità per il miglioramento delle possibilità dei giovani rispetto al mercato del lavoro, avendo quindi una motivazione principalmente economica”, scrive Gerlach. “Lo sviluppo personale resta subordinato a questi obiettivi”. Per valutare comunque il reale significato dell’iniziativa, occorre attendere settembre, quando la Commissione pubblicherà una Comunicazione e un piano d’azione in merito al programma. “Lautsi contro l’Italia”. Il gesuita Henri Madelin ripercorre la storia del caso italiano sulla rimozione del crocifisso dalle aule scolastiche, attualmente in discussione alla Corte europea per i diritti umani e fa un resoconto della udienza della Grand Chambre, il 30 giugno scorso. Si tratta della vicenda di una donna, Soile Lautsi, residente in Italia, madre di due figli che frequentano la scuola statale ad Abano Terme, la quale riferendosi al principio della laicità richiede che i crocifissi vengano rimossi dalle aule della scuola. Dopo aver fatto appello a differenti istanze italiane, fino al Consiglio di Stato, e aver sempre ottenuto risposta negativa alla sua richiesta, la donna si è rivolta alla Corte europea. Strasburgo, nel novembre scorso le ha dato ragione. Ma il Governo italiano ha presentato ricorso. La cosa interessante, sottolinea il p. Madelin, è che nell’audizione di giugno sono state ascoltate voci particolari come le associazioni laicali Acli-settimane sociali di Francia, Zdk tedesche che hanno presentato “le argomentazioni di laici impegnati nella società civile e non di politici o di consacrati”. Accanto all’Italia si sono presentati anche paesi dell’Europa centro orientale di forte tradizione cattolica o ortodossa, preoccupati di “arrestare lo sdoganamento di nuovi diritti ispirati a un’ideologia liberale e secolarizzata”. Citando le parole del rappresentante italiano, Madelin ricorda che “ciò che fa scandalo in questo caso è la negazione della libertà di religione in nome della libertà di religione!”. Si sta attendendo la decisione definitiva della Corte.

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