Ciò che è necessario

Per ogni uomo che vuole essere libero e felice

Un invito a non seguire l’esempio del ricco stolto del Vangelo, ma dei santi, di cui in questi giorni ricorre la memoria liturgica. È venuto, domenica 1° agosto, da Benedetto XVI, prima di guidare la recita dell’Angelus da Castel Gandolfo, dove si trova per un periodo di riposo.

Un cuore saggio come i santi. Il 31 luglio, ha ricordato il Santo Padre, "abbiamo ricordato sant’Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù. Vissuto nel XVI secolo, si convertì leggendo la vita di Gesù e di Santi durante una lunga degenza causata da una ferita subita in battaglia. Rimase talmente impressionato da quelle pagine, che decise di seguire il Signore". Il 1° agosto viene ricordato "sant’Alfonso Maria de’ Liguori, fondatore dei Redentoristi, vissuto nel XVIII secolo e proclamato patrono dei confessori dal venerabile Pio XII. Ebbe la consapevolezza che Dio vuole tutti santi, ciascuno secondo il proprio stato naturalmente". In questa settimana "la liturgia ci propone, poi, sant’Eusebio, primo vescovo del Piemonte, strenuo difensore della divinità di Cristo, e, infine, la figura di san Giovanni Maria Vianney, il curato d’Ars, che ha guidato con il suo esempio l’Anno Sacerdotale appena concluso, e alla cui intercessione nuovamente affido tutti i Pastori della Chiesa". Impegno comune di questi santi è stato "quello di salvare le anime e di servire la Chiesa con i rispettivi carismi, contribuendo a rinnovarla e ad arricchirla". Questi uomini, ha osservato il Papa, "hanno acquistato ‘un cuore saggio’, accumulando ciò che non si corrompe e scartando quanto è irrimediabilmente mutevole nel tempo: il potere, la ricchezza e gli effimeri piaceri. Scegliendo Dio hanno posseduto ogni cosa necessaria, pregustando fin dalla vita terrena l’eternità".

Il ricco stolto. Commentando il Vangelo della domenica, il Pontefice ha sottolineato come Gesù metta in guardia "dalla brama dei beni terreni con la parabola del ricco stolto, il quale, avendo accumulato per sé un abbondante raccolto, smette di lavorare, consuma i suoi beni divertendosi e s’illude persino di poter allontanare la morte". L’uomo stolto nella Bibbia, ha detto Benedetto XVI, "è colui che non vuole rendersi conto, dall’esperienza delle cose visibili, che nulla dura per sempre, ma tutto passa: la giovinezza come la forza fisica, le comodità come i ruoli di potere. Far dipendere la propria vita da realtà così passeggere è, dunque, stoltezza". L’uomo che confida nel Signore, invece, "non teme le avversità della vita, neppure la realtà ineludibile della morte: è l’uomo che ha acquistato ‘un cuore saggio’, come i santi". Anche nei saluti ai pellegrini in varie lingue ha ripreso il Vangelo della domenica ricordando in polacco: "Ci mostra che la vita dell’uomo non dipende dai suoi averi e che i beni terreni non sono lo scopo, ma un mezzo nella via verso l’eternità. Apriamo allora i nostri cuori alle necessità dei fratelli, diventando ricchi davanti Dio".

Ricorrenze significative. Infine, il Papa ha ricordato altre ricorrenze significative: oggi 2 agosto, si potrà "lucrare l’indulgenza detta della Porziuncola o ‘il Perdono di Assisi’, che san Francesco ottenne, nel 1216, dal papa Onorio III; giovedì 5 agosto, commemorando la dedicazione della basilica di Santa Maria Maggiore, onoreremo la Madre di Dio acclamata con questo titolo nel Concilio di Efeso del 431, e venerdì prossimo, anniversario della morte di papa Paolo VI, celebreremo la festa della Trasfigurazione del Signore. La data del 6 agosto, considerata il culmine della luce estiva, fu scelta per significare che lo splendore del Volto di Cristo illumina il mondo intero".

Stop alle munizioni a grappolo. "Desidero esprimere vivo compiacimento per l’entrata in vigore, proprio oggi (1° agosto, ndr), della Convenzione sul bando delle munizioni a grappolo che provocano danni inaccettabili ai civili. Il mio primo pensiero va alle numerose vittime che hanno sofferto e continuano a soffrire gravi danni fisici e morali, fino alla perdita della vita, a causa di questi insidiosi ordigni, la cui presenza sul terreno spesso ostacola a lungo la ripresa delle attività quotidiane di intere comunità". È quanto ha affermato Benedetto XVI, dopo la recita dell’Angelus da Castel Gandolfo. "Con l’entrata in vigore della nuova Convenzione, alla cui adesione esorto tutti gli Stati – ha proseguito il Papa -, la Comunità internazionale ha dimostrato saggezza, lungimiranza e capacità nel perseguire un risultato significativo nel campo del disarmo e del diritto umanitario internazionale". Perciò il Pontefice ha espresso il suo "auspicio e incoraggiamento" che "si continui con sempre maggior vigore su questa strada, per la difesa della dignità e della vita umana, per la promozione dello sviluppo umano integrale, per lo stabilimento di un ordine internazionale pacifico e per la realizzazione del bene comune di tutte le persone e di tutti i popoli". Nei saluti in varie lingue, il Santo Padre in italiano ha rivolto un pensiero in particolare alle Suore dell’Immacolata, che stanno celebrando in questi giorni il loro Capitolo Generale, ai fedeli di Moncalieri e di San Nicandro Garganico.

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