L’Ue in breve

Eurostat: immigrati e culle, cresce la popolazione UeLa popolazione dell’Unione europea supera quota 500 milioni. Lo registra Eurostat diffondendo le statistiche demografiche relative al 2009 e all’inizio del 2010. "Al primo gennaio di quest’anno – si legge nel rapporto – la popolazione comunitaria ammontava a 501,1 milioni di abitanti, contro i 499,7 del gennaio precedente". La popolazione è complessivamente cresciuta di 1,4 milioni di persone: la gran parte dell’aumento si deve alle migrazioni (+900mila), ma anche il saldo naturale è positivo, con una prevalenza dei nati sui morti di 500mila persone. Lo scorso anno sono nati 5,4 milioni di bambini nell’Europa comunitaria: il tasso di natalità più elevato si verifica in Irlanda (16,8 per mille), seguita da Regno Unito, Francia, Cipro e Svezia. Meno culle, invece, in Germania, Austria, Portogallo, Italia Lettonia e Ungheria. "La crescita naturale più elevata – spiegano gli esperti statistici – si riscontra dunque in Irlanda (+10,2 per mille), Cipro (5,5), Francia (4,3), Lussemburgo (4,0) e Regno Unito (3,7). Dieci Stati membri hanno avuto un saldo naturale negativo, fra cui Bulgaria e Lettonia (-3,6 per mille), Ungheria (-3,4) e Germania (-2,3). Il Paese più popoloso si conferma la Germania, con 81 milioni e 800mila residenti; tra i 60 e i 65 milioni di abitanti si collocano Francia, Regno Unito e Italia, seguiti da Spagna (46 milioni) e Polonia (38). La Turchia, Paese candidato all’adesione, ha invece una popolazione pari a 72 milioni di persone. Islanda candidata: l’Europa guarda all’Artico"L’adesione dovrà presentare vantaggi per tutte e due le parti": Stefan Füle, commissario all’allargamento, commenta il via libera ai negoziati con l’Islanda, che diventa ufficialmente Paese candidato all’ingresso nell’Ue. L’isola è così il quarto Paese candidato all’adesione, dopo Turchia, Croazia e Macedonia (benché per quest’ultima i negoziati non siano ancora aperti). La presidenza di turno belga dell’Unione europea guiderà la prima fase delle trattative, durante le quali vengono esposti all’Islanda le normative e i regolamenti ("acquis") cui dovrà conformarsi per procedere verso i Ventisette. In particolare a Reykjavik vengono chiesti "sforzi particolari, per rispondere ai criteri d’adesione, nei settori della pesca, dell’agricoltura e dello sviluppo rurale, dell’ambiente, della libera circolazione dei capitali e dei servizi finanziari". Secondo Füle l’Islanda sarà avvantaggiata nel senso della stabilità economica e monetaria; "l’Unione trarrà invece vantaggio dal rafforzamento della sua posizione nella regione artica e in settori importanti come le energie rinnovabili e il cambiamento climatico". Consiglio: "Banche capaci di resistere a nuove crisi""La recente crisi finanziaria ha scosso la fiducia nei confronti delle banche europee. Dopo aver creato il fondo europeo di stabilità finanziaria con una capacità massima di 750 miliardi di euro e aver deciso di rafforzare la governance economica, l’Unione europea ha compiuto un nuovo passo verso il ripristino della fiducia nel settore bancario mediante una maggiore trasparenza". Il Consiglio Ue presenta in questa chiave la pubblicazione dei cosiddetti stress test riguardanti le grandi banche europee, che "hanno valutato la resilienza del sistema bancario Ue nei confronti di eventuali sviluppi economici avversi da qui a fine 2011". "È confortante sapere – commenta una nota sul sito del Consiglio, www.consilium.europa.eu) che, su un campione di 91 banche, 84 hanno passato il test e dovrebbero quindi essere in grado di far fronte anche a una recessione a due cifre se questa dovesse verificarsi in Europa". Solo 7 banche di Spagna, Grecia e Germania non hanno soddisfatto i requisiti patrimoniali dell’esercizio e dovranno quindi raccogliere nuovi capitali. Per le autorità comunitarie, "i risultati del test mostrano che gli importanti sforzi di ricapitalizzazione e risanamento dei portafogli bancari cominciano a dare risultati positivi".Ashton denuncia violazioni dei diritti umani in SiriaStop alle violazione dei diritti umani in Siria: nei giorni scorsi è intervenuta anche Catherine Ashton, Alto rappresentante Ue per la politica estera, per denunciare gravi violazioni nel Paese mediorientale. "L’Unione europea disapprova con fermezza la condanna a tre anni di carcere inflitta ad Haitham Al Maleh e a Muhannad Al Hassani", due avvocati siriani, "sulla base di accuse che risultano essere in violazione dei loro diritti e libertà fondamentali". L’Ue, ha dichiarato Ashton, "deplora inoltre con forza il nuovo arresto, il 17 giugno scorso, dello scrittore siriano Ali Al-Abdullah, il giorno dopo la sua scarcerazione al termine della condanna precedente". L’Alto rappresentante si dice "seriamente preoccupata per la situazione di Al Maleh, a causa dello stato di salute precario e dell’età avanzata" e chiede la liberazione dei tre detenuti. Inoltre insiste affinché il governo siriano riesamini "tutti i casi di prigionieri per motivi di opinione".

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