Inghilterra, Spagna, Ungheria

Inghilterra: il rapporto Ncsc sugli abusi 2009 Nel 2009 sono state 41 le denunce di abuso relative a 43 persone accusate e a 52 vittime, con un lieve decremento rispetto al 2008. È quanto emerge dal rapporto annuale 2009-2010 della National Catholic Safaguarding Commission (Ncsc), diffuso il 27 luglio dalla Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles. 18 delle 52 vittime hanno asserito di aver subito abuso nel corrente anno, mentre 20 denunce siriferiscono a fatti risalenti agli anni ’70 e anche prima. Delle 43 persone accusate di abuso, 26 appartengono al clero o sono religiosi, 7 sono volontari, 7 sono parrocchiani e 3 dipendenti. Tutte le denunce sono state segnalate alle autorità competenti e 24 di queste non hanno avuto seguito, per 17 invece c’è un’indagine in corso. Nell’azione di contrasto agli abusi messa in campo dalla Ncsc, il rapporto segnala che nel 2009 sono stati conclusi 79 ‘accordi di cura’ tra la Chiesa e persone ritenute a rischio individuando di concerto attività e limitazioni tali da minimizzare il rischio di recidiva. In molti casi questi accordi sono stati redatti anche con la Polizia e data la natura di questo ambito, il Rapporto ribadisce che sul rispetto di questi si vigilerà in maniera rigorosa. “È importante continuare su questa linea di intervento – ha affermato W. Kilgallon Obe, presidente della Ncsc – non dobbiamo ritenerci soddisfatti del lavoro svolto. Per il futuro dobbiamo focalizzare la nostra attenzione sulle risposte da dare a coloro che hanno subito abusi”. Conforta, in tale prospettiva, che il 97% delle parrocchie inglesi, nel 2009, si era dotato di un rappresentante per la salvaguardia dall’abuso. In crescita, inoltre, il dialogo della Commissione con associazioni e rappresentanti delle vittime di abuso per trovare la via migliore per trattare i fatti. Tra le altre priorità fissate per il 2010 – 2011 la Commissione evidenzia l’impegno a controllare che gli ordini religiosi attualmente non collegati ad essa siano coinvolti in questo lavoro di controllo.Spagna: guida all’obiezione di coscienza all’abortoÈ stata presentata il 29 luglio a Madrid, nella sede di HazteOir.org, la prima “Guida dell’obiezione di coscienza sanitaria all’aborto”, elaborata e pubblicata congiuntamente dal Centro giuridico Tommaso Moro, l’Associazione nazionale per la difesa dell’obiezione di coscienza (Andoc), Diritto a vivere (Dav) e HazteOir.org. “Dall’entrata in vigore della legge – spiegano i promotori dell’iniziativa – tanto le istituzioni professionali sanitarie quanto le associazioni e le piattaforme in difesa della vita hanno ricevuto molte richieste di informazioni su come esercitare l’obiezione di coscienza a quanto disposto dalla legge”. Inoltre, alcune Comunità autonome stanno mettendo i bastoni tra le ruote ai professionisti sanitari che in coscienza si rifiutano di collaborare all’omicidio di decine di migliaia di esseri umani e ciò “ha aumentato la preoccupazione dei medici, infermieri, anestesisti, operatori sociali e amministrativi per la loro libertà di coscienza”. Un diritto sancito nella Dichiarazione universale dei diritti umani, nella Convenzione europea dei diritti umani, nella Costituzione spagnola e nel codice di etica e deontologia dell’Ordine dei medici, ratificato dalla Corte costituzionale nella sentenza 53/1985. La Guida viene incontro alle esigenze degli obiettori di coscienza, dopo l’approvazione della nuova legge.Ungheria: due iniziative della Chiesa per i rom”Preghiamo affinché il Signore disarmi nel nostro Paese le emozioni, le parole e le mani violente, e ci insegni a convivere con i popoli d’Europa e di tutto il mondo”. Così la Comunità di Sant’Egidio di Budapest invita alla preghiera che si terrà in città domenica 1° agosto “per la riconciliazione tra popolazione ungherese e popolazione rom”. Per l’occasione verranno commemorati due anniversari: la fucilazione nell’agosto 2009 nel villaggio di Kisléta di una donna zingara, Maria Balog, sesta vittima degli attentati compiuti in Ungheria negli ultimi due anni contro i rom, e il 65° dell’olocausto degli zingari sterminati nelle camere a gas ad Auschwitz-Birkenau. Sarà mons. Janos Szekely, vescovo ausiliare di Esztergom-Budapest e responsabile della pastorale dei rom della Conferenza episcopale ungherese, a pronunciare l’omelia. Il 4 agosto il presule parteciperà anche ad un altro evento dedicato ai rom nella capitale magiara: un concerto di Eucharist, gruppo di musica leggera ecclesiale. Da molti anni la Chiesa cattolica ungherese lavora per l’integrazione degli zingari nel tessuto sociale, in particolare per mantenere aperte le scuole nelle campagne, in molti casi frequentate solo da bimbi rom. Anche se stime precise sono difficili, in Ungheria sui circa 10 milioni di abitanti si contano da 600 a 800 mila zingari suddivisi in quattro gruppi linguistici con 17 dialetti.

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