Ponti per l’Europa

Slovenia: da una ricorrenza storica a oggi

Nella chiesa parrochiale di Kranjska gora e presso la vicina cappella russa, situata sotto il Passo di Vršiè nella parte alpina della Slovenia, si è svolta sabato e domenica, 24 e 25 luglio 2010, la commemorazione civile e religiosa dei prigionieri di guerra russi, morti nel 1916 sotto una valanga di neve mentre erano impegnati nella costruzione della strada del Passo di Vršiè. Alla commemorazione hanno partecipato, oltre alle delegazioni slovena e russa, anche una delegazione della Chiesa Ortodossa Russa, guidata dall’arcivescovo Filippo di Poltava e Mirgorod, nonché il presidente della Conferenza Episcopale Slovena, l’arcivescovo metropolita di Ljubljana mons. Anton Stres. Quest’ultimo ha ricevuto la delegazione russa già il giovedì, 22 luglio 2010. Durante la celebrazione eucaristica il sabato sera, alla quale hanno partecipato la delegazione statale russa e quella della Chiesa Ortodossa Russa, Mons. Stres aveva sottolineato che ”il tragico incidente ha strettamente legato i due popoli, russo e sloveno. Ma questo incidente non è l’unico legame tra i due popoli. Entrambi i popoli sono infatti legati anche dalle radici slave e cristiane. Queste rappresentano il valore, dal quale i popoli russo e sloveno, ognuno a modo suo, hanno tratto l’ispirazione, la forza e la fermezza per sopravvivere nelle prove della storia, costruendo su questi valori ognuno la propria cultura.”I valori cristiani sono stati messi alla prova nella nuova Europa. Il nostro comune compito cristiano è pertanto quello di conservarli e di viverli. Il pericolo non proviene dall’esterno, bensì dall’interno, della perdita del senso e del vuoto esistenziale che l’uomo europeo moderno tenta di colmare con i beni materiali e il successo economico. Per molti è buono ciò che porta al profitto e alla crescita economica, senza tenere conto delle conseguenze per l’uomo e per la natura. Ma questa via si è rivelata una via senza uscita. La crisi finanziaria è un ammonimento e un invito alla riflessione su dove occorre indirizzare i propri sforzi. Per la costruzione della comunità politica ed economica europea bisogna tenere conto della dimensione spirituale dell’uomo, la sua dignità, i suoi bisogni e il suo destino finale. Le Chiese cristiane rivestono una grande importanza nella costruzione e nel rafforzamento delle basi spirituali, perciò rappresentano una parte positiva della società civile, il che è stato affermato anche dal Trattato di Lisbona e dalla recente sentenza della Corte Costituzionale della Repubblica di Slovenia, sulla costituzionalità di alcuni articoli della legge sulla libertà religiosa del 2007, in particolare quelli che riguardano il ruolo della Chiesa Cattolica nella società. La Corte Costituzionale della Repubblica di Slovenia non ha accolto il ricorso contro questa legge, anzi ha confermato la sua concezione di base, segnando un grande passo avanti verso la normalizzazione e l’europeizzazione dei rapporti tra stato e comunità religiose in Slovenia. Nonostante l’opposizione della sinistra, la Corte ha sostenuto che le Chiese e le comunità religiose rappresentano una parte utile della società civile, il che rappresenta il punto di partenza per un rapporto favorevole e cooperativo tra Stato e Chiesa. La Corte ha stabilito inoltre che nel conflitto tra le concezioni positiva e negativa della libertà religiosa, quella negativa non ha precedenza su quella positiva.La cappella russa e la sentenza della Corte Costituzionale sono due esempi positivi della costruzione dei ponti tra due popoli, ed anche tra lo Stato e la Chiesa. I popoli russo e sloveno non sono legati soltanto dall’incidente mortale di 96 anni fa, ma anche dalle radici slave e dai comuni valori cristiani, mentre stato e Chiesa sono legati dallo sforzo di assicurare il bene degli uomini, di sopperire alle loro esigenze, di sostenerli nelle loro difficoltà e nelle loro speranze. Ognuno deve fare la propria parte nella costruzione dei ponti solidi e stabili tra le Chiese e la comunità politica dell’Europa.

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