La grande scommessa

Ricerca e innovazione: il 27° "Programma quadro"

Ricerca e innovazione costituiscono un settore sul quale l’Europa (Ue e Stati membri) sta scommettendo. La crisi economica ha confermato, fra l’altro, che il futuro sarà sempre più indirizzato dalla capacità di trovare soluzioni nuove, intelligenti, "sostenibili" e complesse. Ma ciò vale anche in una miriade di altri campi: dalla salute all’ambiente, dalle comunicazioni alla sicurezza. L’Unione europea sostiene la ricerca mediante il cosiddetto "Programma quadro": quello attualmente in vigore (il settimo) copre il periodo 2007/2013 e dispone di una dotazione di 50,5 miliardi di euro. Per il 2011 i fondi disponibili – per i quali si dovranno individuare nei prossimi mesi i progetti che ne beneficeranno – raggiungono i 6,4 miliardi, la cifra annuale più elevata stanziata dal budget Ue per la "scienza applicata".Conoscenze, società e affari. In realtà i fondi a disposizione non sono molti, tanto è vero che uno dei cinque obiettivi della strategia Europa 2020 per la crescita e l’occupazione, varata dal Consiglio europeo del giugno scorso, impegna l’Ue a "migliorare le condizioni per la ricerca e lo sviluppo, in particolare allo scopo di portare al 3% del Prodotto interno lordo i livelli d’investimento pubblico e privato combinati in tale settore". Resta il fatto che gli oltre 6 miliardi per il prossimo anno rappresentano una cifra ragguardevole. La commissaria Máire Geoghegan-Quinn ha spiegato: "Questo pacchetto interessa un ampio spettro di discipline scientifiche, politiche pubbliche e settori commerciali". Tale finanziamento porterà più avanti "le frontiere del progresso scientifico, migliorando la concorrenzialità europea e aiutando a risolvere problematiche quali il cambiamento climatico, la sicurezza energetica e alimentare, la sanità e l’invecchiamento della popolazione". Al di là degli eccessi enfatici, il dato oggettivo è il seguente: circa 16mila partecipanti ai bandi, provenienti da enti di ricerca, università e comparti produttivi e commerciali, riceveranno un finanziamento. Via ai bandi per il 2011. Le sovvenzioni verranno assegnate attraverso una selezione delle proposte che giungeranno alla Commissione (l’indirizzo internet della direzione generale della ricerca, http://ec.europa.eu/dgs/research, offre gli elementi necessari): il 20 luglio sono stati formalmente pubblicati i bandi. "Questo pacchetto è uno stimolo economico che dovrebbe generare oltre 165mila posti di lavoro – sottolinea la commissaria -. È altresì un investimento di lungo termine per un’Europa più sostenibile e inclusiva, nonché un elemento chiave della strategia Europa 2020 e in particolare dell’iniziativa faro" denominata "Unione dell’innovazione", che sarà varata nell’autunno 2010. Secondo Geoghegan-Quinn "investire nella ricerca è l’unico modo durevole per uscire dalla crisi". Le dotazioni finanziarie si differenziano da un ambito all’altro degli studi e delle relative applicazioni: per la sanità la cifra è di 600 milioni, per le tecnologie dell’informazione si sale a 1,2 miliardi, per la salvaguardia ambientale 205 milioni. Ci sono poi dei fondi (800 milioni) che prenderanno direttamente la strada delle piccole e medie imprese, da utilizzare ad esempio nello sviluppo delle nanotecnologie. Le borse per la mobilità di 7mila ricercatori saranno invece erogate mediante le "Azioni Marie Curie", per un importo che si aggira attorno ai 770 milioni di euro. I risultati ottenuti. L’attività di ricerca è inscritta nel Dna comunitario. Sin dai trattati istitutivi del 1957 era prevista la creazione, accanto alla Comunità economica (Cee), anche la Comunità per l’energia atomica (Euratom), dalla quale dipendeva il Joint Research Centre, che oggi costituisce uno dei poli della ricerca Ue. Un altro organismo che svolge attività di ricerca è l’Esa, l’Agenzia spaziale europea. I Ventisette finanziano attualmente molteplici progetti in ambito scientifico e tecnologico. Due risultati ottenuti con questa linea di bilancio Ue sono emersi nei giorni scorsi. Il primo riguarda il miglior coordinamento degli interventi in caso di calamità: il progetto si chiama Workpad, finanziato con 1,85 milioni di euro, e ha elaborato una serie di applicazioni software che consentono alle squadre di pronto intervento mobilitate in caso di catastrofi naturali di coordinarsi e comunicare tra di loro in modo veloce ed efficiente. La commissaria Neelie Kroes, con delega all’agenda digitale, ha spiegato: "In caso di terremoto, incendio boschivo o inondazione, dobbiamo utilizzare tutte le risorse possibili per salvare vite umane e fornire servizi di pronto soccorso. I fondi Ue per la ricerca hanno contribuito allo sviluppo di questo straordinario strumento grazie al quale le operazioni di pronto intervento vengono migliorate e velocizzate". Sempre la Kroes ha illustrato i risultati del progetto "Arrival", mediante il quale è possibile gestire in modo più efficiente i trasporti ferroviari (treni, orari, passeggeri, merci). In questo caso il finanziamento Ue è stato di 2,6 milioni di euro.

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