Il servizio all’altare

Dal 3 al 4 agosto 53.000 ministranti dal Papa

“I ministranti ci sono in tutte le parrocchie. Essi costituiscono un nucleo importante per la pastorale giovanile: un nucleo che è presente in ogni parrocchia e che può essere sviluppato. Il servizio del ministrante comprende tutte le importanti dimensioni della Chiesa: annuncio, liturgia, diaconia, comunione”: così si è espresso mons. Martin Gächter, vescovo ausiliare di Basilea/Solothum (Svizzera) e presidente del Cim (Coetus Internationalis Ministrantium), l’associazione internazionale che promuove la particolare funzione del servizio liturgico dei ministranti in decine di Chiese nazionali in Europa e fuori di essa. Questa sigla, poco conosciuta al grande pubblico, tornerà di attualità tra pochi giorni per il raduno quinquennale che viene promosso come tradizione tra i Paesi europei con méta comune a Roma, in Vaticano, attorno al Papa. Il pellegrinaggio del 2010 si svolgerà nei giorni 3 e 4 agosto e vedrà confluire da 17 nazioni ben 53 mila ragazzi e ragazze che svolgono questo servizio nei seguenti Paesi: Albania, Belgio, Germania (45.000), Francia, Italia, Croazia, Lituania, Lussemburgo, Austria, Polonia, Portogallo, Romania, Svizzera, Serbia, Slovacchia, Ucraina e Ungheria. Il tema scelto per il raduno 2010 è “Bere alla vera fonte”. Spiegano al Cim che la scelta di tale motto “è ricca di riferimenti biblici: tra i tanti l’incontro di Gesù con la dona presso il pozzo di Giacobbe (Gv 4,7 ss.) e anche vi riecheggiano le parole della creazione, la potenza vivificante di Dio, l’esodo e il battesimo”.L’incontro con il Papa. Le delegazioni nazionali arriveranno a Roma in date diverse e sono previsti momenti formativi, di animazione oltre che di turismo nella “Città eterna” indipendenti. La parte comune dell’incontro inizierà con la preghiera serale in piazza San Pietro martedì 3 agosto alle ore 17, quando gli oltre 53 mila giovani pellegrini per la prima volta si troveranno sul sagrato della basilica vaticana. Il momento centrale del raduno sarà costituito dall’udienza generale del Papa, la mattina di mercoledì 4 agosto, che per l’occasione scenderà dalla residenza estiva di Castel Gandolfo per incontrarsi con i ministranti di tutta Europa. Quest’anno il Cim festeggia il suo 50° di istituzione e quindi l’incontro con Benedetto XVI assume un significato del tutto particolare. Nel raduno del 2006, il Papa aveva detto ai ministranti presenti: “L’amicizia con Gesù è il dono più bello della vita, e voi avete la gioia di rinnovarlo ogni volta che svolgete il vostro servizio della liturgia”. Aveva poi proseguito: “Rimanete sempre fedeli a questa amicizia, leggendo e meditando il Vangelo, nutrendovi dell’Eucarestia e fermandovi in adorazione davanti al Tabernacolo”. Tutti i partecipanti al pellegrinaggio indosseranno dei foulard di colore diverso, prodotti dal laboratorio artigianale della Caritas di Monaco di Baviera per portatori di handicap.La “leggenda” di Tarcisio. In occasione del pellegrinaggio, la statua di San Tarcisio sarà esposta in piazza San Pietro quale segno di accoglienza dei numerosi giovani in arrivo da tutta Europa. La scultura in bronzo, che rappresenta il santo patrono dei ministranti, è alta quasi 5 metri per 4 tonnellate di peso. Proveniente dalla Svizzera (Aarau), dopo la sosta in Vaticano per i due giorni di celebrazioni la statua verrà spostata dove si presume sia sepolto il martire cristiano, lungo la Via Appia Antica, nei pressi delle Catacombe di San Callisto. La figura non è su di un piedistallo, perché i giovani sono sempre in movimento. Narra la “leggenda” che Tarcisio, nella Roma del III secolo, fu un ragazzo coraggioso: venne ucciso lungo una strada perché proteggeva il “pane dell’Eucaristia” che teneva tra le mani per portarlo ai malati e ai carcerati.Servizio da sostenere. “Nella celebrazione eucaristica domenicale – riflette mons. Martin Gätcher – a volte si vedono solo pochi giovani, a volte neanche uno. In alcune parrocchie non esistono (più) gruppi giovanili di ispirazione cristiana. A volte i gruppi giovanili cattolici hanno ancora solo pochi contatti con la parrocchia e non prendono parte alle celebrazioni liturgiche parrocchiali”. Una risposta – ad avviso del presidente del Cim – si può trovare attraverso una pastorale giovanile che coinvolga i ragazzi e adolescenti nel servizio dei ministranti. Il vescovo si interroga quindi se “sosteniamo sufficientemente i ministranti nelle parrocchie, nella diocesi, nel nostro Paese”, e ancora se “abbiamo preso sufficientemente coscienza dell’importanza e delle chances della pastorale dei ministranti?”. Un impegno che deve essere declinato anche a livello diocesano o nazionale, partendo dalla convinzione – così si esprime mons. Gächter – che “il servizio all’altare non è una cosa per bambini” e che “bisogna incoraggiare i ministranti perché continuino il loro servizio anche fino all’età adulta”. Inoltre sottolinea come “anche le bambine e le ragazze vogliono svolgere il servizio all’altare” e che la loro presenza è preziosa e formativa”.

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