Un ritratto per l’Europa

Purché non sia quello di Dorian Gray

Il veleno si tollera a piccole dosi. A forza di prendere piccoli sorsi di cicuta, si può diventare invulnerabili ai suoi effetti. È quello che Mátyás Rákosi, segretario generale del Partito comunista ungherese nel 1947, chiamava la “tecnica del salame”, che prevedeva che l’opinione pubblica accettasse in piccole “fette” quei programmi ideologici che non accetterebbe mai in blocco. Così, a poco a poco, e quasi senza rendercene conto, abbiamo accettato l’aborto, il divorzio, il “matrimonio” gay, la sperimentazione sugli embrioni…, e finiremo per accettare l’eutanasia e la clonazione senza particolari problemi.In Spagna, uno studio recente sui valori della popolazione adulta ha evidenziato che la tolleranza verso l’aborto è la metà di quella che si registra verso il fumo in un edificio pubblico. Il fumo di una sigaretta è fastidioso, mentre l’operazione che si esegue dietro le silenziose pareti di una clinica abortiva non lo è più di tanto.Nella stessa settimana, migliaia di spagnoli sono scesi in piazza per celebrare il giorno dell’orgoglio gay e le vittorie della nazionale spagnola di calcio. Le foto sono state pubblicate sulle copertine di tutti i giornali, e su Youtube circola una grande quantità di video di questi festeggiamenti. Tra i due avvenimenti è stata approvata una nuova legge sull’aborto, che trasforma questa pratica in un diritto e include l’obbligatorietà di insegnare “ideologia del gender” nei piani di studio di bambini e adolescenti, oltre a obbligare gli studenti di Medicina a imparare a eseguire aborti quale parte della loro formazione accademica. Eppure, solo alcune centinaia di persone sono scese in piazza per protestare davanti al tribunale costituzionale spagnolo per tale sopruso. Intanto, a Strasburgo, ha avuto inizio la drammatizzazione dell’ennesima proposta laicista, per valutare fino a che punto ci infastidisce la presenza di un crocifisso sulle pareti di un’aula scolastica. Eppure non ci infastidisce l’aborto, non ci infastidisce l’interventismo ideologico delle lobby laiciste, non ci infastidisce l’educazione che vogliono dare ai nostri giovani, non ci infastidisce che i nostri vicini di casa divorzino, non ci infastidisce che gli embrioni siano conservati sine die in provette oscure e fredde… È il veleno a piccole dosi, le fette di ideologia che trangugiamo senza neppure masticarle… affinché non ci infastidiscano. Abituarci al male è il primo passo per rimanere senz’anima. L’Europa sta incarnando la storia di Dorian Gray: sotto la triste facciata del divertimento senza gioia, e del benessere senza autentico progresso, si nasconde un’anima scura e triste. Stanchi di vivere, scendiamo in piazza per celebrare qualunque cosa; stanchi di noi stessi, immergiamo la vita in ciò che è passeggero.Poco tempo fa abbiamo celebrato la festa di San Benedetto, patrono d’Europa. San Benedetto non era un ottimista in stile moderno, ma un cristiano che visse intensamente la virtù della speranza. In un mondo che faceva acqua per il suo degrado morale, non propose un moralismo sterile o un cambiamento politico. La sua opera fu la stessa dei cristiani nella nostra società: quella di essere “minoranze creative” in un mondo che si sgretola. Questa è oggi la missione dei cristiani in Europa: essere il faro per quelli che sono perduti, il pilastro per coloro che hanno esaurito le forze in ciò che non vale niente.

Altri articoli in Archivio

Archivio

Informativa sulla Privacy