Domande di chiarezza

A 15 mesi dal sisma quale il ruolo dell'Osservatorio sulla ricostruzione?

“La Regione Abruzzo istituisce l’Osservatorio sulla ricostruzione. L’Osservatorio svolge compiti di monitoraggio sull’attuazione dei piani approvati dalla Regione, dei programmi di recupero predisposti dai Comuni, degli interventi di ricostruzione e di riparazione eseguiti da enti e soggetti privati, al fine di valutare gli effetti della programmazione regionale, i tempi di rientro delle popolazioni nelle abitazioni principali, il recupero di funzionalità delle strutture pubbliche e del patrimonio culturale, l’impiego delle risorse finanziarie, e provvede alla elaborazione e diffusione dei dati raccolti”. È quanto si legge nel documento legislativo n. 19 approvato dal Consiglio regionale lo scorso 12 maggio, che sancisce la creazione di un Osservatorio sulla ricostruzione.Per una ricostruzione trasparente. Il testo di legge è il frutto di una proposta presentata lo scorso novembre da Giovanni D’Amico, Claudio Ruffini e Giuseppe Di Pancrazio. Nella traccia dei consiglieri del Pd si legge che “la costituzione di un Osservatorio regionale sulla ricostruzione è oggi una necessità sia per il capoluogo abruzzese sia per l’immagine della Regione Abruzzo”. “Una necessità – continua il documento – che si rende ineludibile di fronte al ‘fiume’ di denaro dirottato sull’Abruzzo e necessario per la ricostruzione. Un’occasione la ricostruzione aquilana, che la malavita organizzata vuole sfruttare e fare propria”. Coinvolgimento delle imprese locali e dei Comuni colpiti dal sisma, nella ricostruzione, nonché attivazione di un organismo che tuteli i cittadini e soprattutto sia in grado di evitare i rischi di infiltrazione e degenerazione che potrebbero avvenire nelle fasi della ricostruzione post-sisma. Questi i punti essenziali della proposta di legge, che indica l’Osservatorio quale strumento indispensabile di controllo, in grado di visionare la fase dell’affidamento degli appalti e dei sub-appalti realizzando una vera e propria anagrafe dei soggetti individuati nella ricostruzione. Il tutto inserito poi nel progetto di “L’Aquila capoluogo d’Abruzzo e città internazionale della ricerca e dell’innovazione tecnologica”, per promuovere la ricostruzione della città e dei Comuni del cratere, del suo tessuto economico, sociale e culturale, fissando gli impegni che la Regione deve assumere perché la rinascita della città e del suo comprensorio sia volano per lo sviluppo economico di tutto il territorio abruzzese. Anche nel testo legislativo viene sottolineata la necessità di un organismo di monitoraggio in grado di “fornire in tempo reale i dati sullo stato di avanzamento fisico degli interventi, nonché proposte e iniziative inerenti la programmazione e pianificazione dei programmi, e attività di diffusione come strumento atto a garantire la divulgazione affidabile, globale e analitica, di tutte le informazioni sulla ricostruzione”. La legge prevede anche un sito internet che fornisca dati e informazioni relative allo stato di attuazione della ricostruzione. Attraverso il portale, si presenta on line la realizzazione di rapporti di monitoraggio periodici, la promozione di confronti e dibattiti con gli operatori della comunicazione e della stampa, la produzione di indagini conoscitive, materiale divulgativo, prodotti multimediali e pubblicazioni specifiche sul post-terremoto.In campo le associazioni. A 15 mesi dal sisma molte però sono ancora le incertezze e poca la chiarezza su come e quando procedere per ricostruire quanto è andato distrutto. I cittadini non sono a conoscenza fino in fondo di quanti soldi siano disponibili per riparare le loro case. Inoltre da più parti si alzano lamentele circa l’esclusione dai lavori di ditte abruzzesi. Per ora, a vigilare sulla ricostruzione pare ci siano solo le associazioni. Già dalla fine dello scorso anno infatti è stato firmato un protocollo d’intesa tra Provincia, Legambiente e Libera per la creazione dell’Osservatorio ambiente e legalità intitolato “Ricostruire Pulito”, per raccogliere le segnalazioni dei cittadini su fenomeni di illegalità e coinvolgere la società civile a tenere alta l’attenzione sul pericolo di infiltrazioni mafiose nelle opere di ricostruzione. “Con questo progetto – ha dichiarato il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, durante la presentazione dell’iniziativa – la nostra associazione vuole andare oltre l’emergenza e proseguire l’impegno assunto sin dai giorni immediatamente seguenti il sisma, perché la ricostruzione sia anche una rinascita della legalità”. Anche don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, il quale lo scorso dicembre aveva preso parte alla marcia per la pace a L’Aquila, aveva definito l’Osservatorio “un atto d’amore e di rispetto per questa meravigliosa terra e per le tante persone che non ci sono più”. “Vogliamo – aveva detto al SIR – una ricostruzione pulita e lo dobbiamo a quanti sono rimasti sotto ad edifici costruiti con sabbia di mare o con cemento scadente. Questa terra è stupenda, forte e generosa, anche se ora con tante ferite, ed ha tutti gli anticorpi possibili per reagire”.a cura di Alessandra Circi(21 luglio 2010)

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