Nel segno della solidarietà

Una proposta per lo sviluppo economico e sociale

Promuovere l’economia solidale e la responsabilità sociale delle imprese. Questo l’intento di un Testo unificato presentato dai consiglieri Civico e Lunelli. Si prevede che la Provincia di Trento, “per promuovere lo sviluppo civile, sociale, economico, riconosca e sostenga l’economia solidale nell’ambito di interventi finalizzati alla valorizzazione dell’economia responsabile e sostenibile”. Questo per sostenere un “modello socio-economico fondato sulla centralità del capitale umano e strumento di coesione sociale e territoriale basata su precisi valori di appartenenza alla comunità”. Nel Testo che unifica due disegni di legge è prevista anche l’istituzione dei distretti di economia solidale e di un Tavolo provinciale permanente.Un passaggio in più. Questa legge s’innesta in una terra, il Trentino, in cui la cooperazione è molto diffusa e radicata. “Questo può essere un bene ma anche un male per l’economia solidale – commenta Cesare Raoss, presidente di Trentino Arcobaleno – perché l’agricoltura dei produttori biologici esce svantaggiata dal fatto che la cooperazione non creda nel biologico. E invece ci vorrebbero più ettari per coltivarla”. Per questo, secondo l’esperto, “questa legge è importante ed è stata accolta bene dagli operatori del settore anche perché siamo stati coinvolti nella fase preparatoria del testo e abbiamo condiviso la struttura della legge. Ora di certo c’è la classica preoccupazione della messa in atto, una preoccupazione comune quando viene approvato un testo”. Secondo Raoss, il punto qualificante è “l’istituzione di un Tavolo di economia solidale, perché costituito a maggioranza da componenti di questo tipo di economia e non da personaggi delle istituzioni e avrà notevoli poteri. Si tratta di un passaggio complesso, quello dell’autoregolamentazione, ma importante per evitare decisioni calate dall’alto, una scelta che è stata accettata con tranquillità dai promotori della legge”. In Trentino, Raoss evidenzia come caratteristica principale del rapporto con le istituzioni di questo settore dell’economia una “disponibilità all’ascolto. Sarebbe auspicabile, però, passare dalla testimonianza a qualcosa che incida concretamente sull’economia. Tre anni fa, infatti uno studio ha evidenziato come l’1% del Pil della Provincia di Trento sia dato dall’economia solidale: non è poco, ma non è sufficiente”. Per questo, è necessario “fare rete fra gli operatori del settore, perché c’è uno squilibrio tra la notevole domanda dei consumatori e l’effettiva offerta. Ognuno ha la sua nicchia senza pensare in grande e fare sistema. Per questo occorre fare un passaggio in più per incidere sull’economia tradizionale”.“Siamo una provocazione”. Per Fabio Pipinato, di Mandacarù, cooperativa di commercio equo locale, è “importante che ci sia una legge che si occupi in maniera più estensiva di economia solidale”. Anche questa legge, aggiunge, “è un modo per raggiungere l’ottavo obiettivo del millennio che chiede di dimezzare la povertà”. Infatti il commercio equo “è uscito bene dalla crisi economica perché questa ha portato una forte domanda di etica sia con la finanza solidale che con la richiesta dei prodotti del commercio equo. Siamo in un certo senso anche una provocazione”. E il Mandacarù, 12 botteghe in un’unica cooperativa, ha raggiunto nel 2009 proprio il massimo utile con 52 mila euro.a cura di Francesca LozitoSchedaLa legge di Civico e Lunelli impegna la Provincia a promuovere “iniziative e interventi per lo sviluppo dell’economia solidale e per la messa in rete dei soggetti che svolgono iniziative in questo campo; la creazione di centri per l’economia solidale; incrementa l’utilizzo dei beni e dei servizi dell’economia solidale, anche attraverso il coinvolgimento degli enti locali; promuove iniziative e interventi per la divulgazione delle attività svolte dai soggetti dell’economia solidale presso la cittadinanza e in particolare nelle scuole, nelle università e nelle sedi formative; organizza eventi per favorire l’incontro tra la comunità provinciale e i soggetti dell’economia solidale”. Vengono coinvolte “le organizzazioni e le imprese senza scopo di lucro o che investono almeno il 50% del proprio fatturato annuo riconducibile all’attività dell’economia solidale, secondo i criteri e i casi definiti da un apposito tavolo, incluse le società cooperative che svolgono anche in forma associata attività rispettose dei principi dell’economia solidale”. Il Testo unificato precisa che “l’economia solidale riguarda in particolare i settori dell’agricoltura biologica e biodinamica, dei beni ecocompatibili, del welfare di comunità, delle filiere corte e garanzia della qualità alimentare, della bio-edilizia e architettura sostenibile, del risparmio energetico ed energie rinnovabili, della finanza etica e solidale, della mobilità sostenibile, del riuso e riciclo dei materiali, dei sistemi di scambio locale, del software libero, del turismo responsabile e sostenibile, del consumo critico e dei gruppi d’acquisto solidale”.(08 luglio 2010)

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