Belgio, Paesi Bassi, Irlanda

Belgio: i vescovi rispondono ai giornaliCon una nota diffusa il 7 luglio, l’episcopato belga (Ceb) replica a quanto pubblicato il 6 luglio dal quotidiano “Het Laatste Nieuws” che, riferendo delle perquisizioni presso l’arcivescovado di Malines del 24 giugno scorso, ha affermato che il pubblico ministero di Bruxelles avrebbe trovato dei documenti destinati unicamente alla Giustizia e non alla Chiesa. Si tratterebbe di rapporti di magistrati e di resoconti giudiziari relativi al mostro di Marcinelle, Marc Dutroux. L’avvocato dell’arcivescovado, Fernand Keuleneer, secondo la nota dei vescovi, subito “ha fatto pervenire alla Procura una lettera con domande precise: le informazioni apparse sul giornale provengono da persone impegnate nel caso? Se si, perché sono state rese pubbliche? È un’informazione corretta? Se si, i documenti menzionati nell’articolo sono stati trovati negli archivi? In questo caso avete un’idea della persona da cui provengono i documenti e come sono stati ritrovati negli archivi?”. Una prima risposta della Procura è arrivata il 7 luglio: “i documenti sul dossier Dutroux, ritrovati nell’arcivescovado, sono in realtà un dvd che da tempo circola nelle redazioni dei giornali”. “Sarebbe veramente disdicevole – termina la nota – che un’informazione, sotto segreto professionale ed istruttorio, fosse stata volontariamente comunicata alla stampa da persone impegnate nell’inchiesta, allo scopo di creare solo sensazionalismi. Ciò non contribuirebbe alla serenità dell’inchiesta. I vescovi belgi desiderano collaborare correttamente con la giustizia e sperano di farlo rispondendo alle domande degli investigatori, piuttosto che ad articoli di stampa”. Per il giornale “De Morgen” le foto del dossier Dutroux sarebbero state inviate nel 2004 alla chiesa belga da un giornale satirico inglese, “The Sprout”, di base a Bruxelles. I cd poi sarebbero finiti nelle cantine dove sono stati ritrovati dagli inquirenti. Paesi Bassi: collaborazione con la giustizia”Una stretta collaborazione con le autorità giudiziarie dei Paesi Bassi”, questo è quello che dichiara sul proprio sito la commissione Deetman, la commissione di esperti indipendenti costituita dalla Conferenza episcopale olandese per fare luce su presunti abusi sessuali che potrebbero essersi verificati in istituzioni religiose dei Paesi Bassi dal 1945 in avanti, presieduta dal ex sindaco protestante dell’Aja Wim Deetman. Nei giorni scorsi sul sito ufficiale della commissione è stato diffuso un comunicato che parla dello stretto rapporto di collaborazione con le autorità giudiziarie del Paese in modo che, in caso di sospetti, vengano effettuate comunicazioni direttamente all’autorità giudiziaria. Si è deciso, in caso di fatti perseguibili che possano emergere dai lavori della commissione, che vengano informate le procure dei Paesi Bassi. Secondo quanto viene diffuso sul sito la Commissione si impegna a sottoporre, in caso di “minimo dubbio”, i fatti a verifica da parte dell’autorità giudiziaria e, nel caso venisse dimostrata la perseguibilità dell’accaduto, ad informarne le vittime. Viene comunque reso noto che si tratterebbe comunque di accordi che la commissione aveva già preso in primavera con le autorità competenti in materia penale. La magistratura dovrebbe consigliare le vittime ad intraprendere azioni e, “nel caso in cui gli interessati dovessero rinunciare ai processi, la Commissione chiederebbe comunque alle autorità religiose di prendere gli opportuni provvedimenti contro i colpevoli di abusi sessuali identificati affinché vengano perseguiti”.Irlanda: c’è bisogno di santiSi è svolto dal 1° al 4 luglio a Drohgeda il festival di “Sant’Oliver Plunkett” (www.saintoliverplunkett.com), che ha coinciso con il 90° di beatificazione del martire cattolico “ucciso 429 anni fa perché ritenuto un traditore dello Stato” ha detto mons. Donal McKeown, vescovo ausiliare di Down and Connor, nell’omelia della messa nella chiesa di San Pietro in cui sono conservate le reliquie del Santo. Alcuni, ha osservato, “cercano di capire se ha un senso per la Chiesa una commemorazione del genere a distanza di tutti questi anni”, altri “si domandano se sia il caso continuare a parlare di qualcuno che è stato ucciso perché leader cattolico di un Paese aspramente diviso”. “Oliver Plunkett come tutti noi era un uomo del suo tempo” e “ha lottato con gli interrogativi di quel periodo”. “Oggi – ha quindi sottolineato il presule riferendosi agli abusi di sacerdoti sui minori – la Chiesa in Irlanda è costretta a operare in circostanze dolorose”, ma “il dolore per l’imbarazzo e la vergogna che possiamo provare è niente in confronto alla realtà che tante vite sono state segnate in modo permanente a causa del dolore e delle sofferenze inflitte”. Anche per altri motivi “stiamo attraversando un periodo molto difficile” ha aggiunto: “il 10% dei bambini è costretto a vivere nella povertà” e nel Paese si registra “il più alto numero di suicidi giovanili in Europa”. “Questo è un momento di crisi non solo per il cattolicesimo, ma per tutta la società occidentale”. “L’Irlanda – è la conclusione del presule – ha bisogno di santi e di persone che ascoltino la chiamata alla generosità e al sacrificio”.

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