Croazia, Ungheria, Repubblica Ceca, Germania

Croazia: Crocifisso “catalizzatore di dialogo”Mentre a Strasburgo si discute per il riesame del pronunciamento della Corte europea dei diritti dell’uomo sul crocifisso, scendono in campo anche i vescovi croati (cfr SIR Europa n 46/47). “La presenza dei simboli religiosi cristiani, in particolare della croce che rispecchia i sentimenti religiosi dei cristiani di tutte le denominazioni – affermano i presuli in una nota – non intende escludere nessuno, ma esprime una tradizione che tutti conoscono e ne riconosce l’alto valore e il ruolo di catalizzatore di dialogo con tutte le persone di buona volontà”. Il crocifisso, proseguono i vescovi, “non impone una religione, ma esprime il più alto grado di altruismo e generosità, e la più profonda solidarietà offerta a tutti”. Per questo i presuli si dicono convinti che “le società di tradizione cristiana non dovrebbero opporsi all’esposizione pubblica dei simboli religiosi, in particolare nei luoghi deputati all’educazione dei loro figli”. In caso contrario, concludono i membri della Conferenza episcopale croata, queste società “potrebbero non essere in grado di trasmettere alle future generazioni la propria identità e i propri valori”, “entrerebbero in contraddizione con se stesse e rigetterebbero il vivo patrimonio spirituale e culturale nel quale trovano le loro radici e la propria apertura al futuro”.Ungheria: Evs, incontro europeo sulle vocazioniEssere testimoni di una vocazione, quella sacerdotale, che non solo “si può vivere” ma è anche “essenziale per il mondo”. “Vieni e Vedi. Il sacerdote: testimone e servitore delle vocazioni”. Questo il tema scelto quest’anno dall’European Vocations Service (www.vocations.eu) per l’incontro annuale (1-4 luglio) a Esztergom in Ungheria. L’organismo raggruppa i responsabili nazionali per le vocazioni delle Conferenze episcopali d’Europa. La preparazione dell´incontro è stata coordinata dal vescovo ausiliare di Gniezno (Polonia), mons. Wojciech Polach, Presidente dell’Evs e vescovo delegato del Ccee per le vocazioni, e dall’attuale coordinatore padre Jorge Madureira, responsabile dell’Ufficio vocazioni della Conferenza episcopale del Portogallo. “Siamo consapevoli – dice don Ferenc Janka, vice segretario generale del Ccee – che la testimonianza del sacerdote, la sua gioia nel rispondere quotidianamente alla chiamata di Dio, sia il primo passo perché i nostri giovani si rendano conto che vale la pena scommettere su di una vita spesa a servizio di Dio e del suo popolo”. L’incontro prevede numerose relazioni da parte di esperti europei. È prevista la partecipazione di mons. Jean-Louis Bruguès, segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica, che relazionerà sulla “testimonianza del sacerdote nelle società europee dove la carenza di sacerdoti si fa ogni giorno più grande”.Repubblica Ceca: plenaria estiva dei vescoviL’assemblea plenaria estiva della Conferenza episcopale ceca si svolge il 2 e 3 luglio a Vehlerad, in Moravia. I vescovi di Cechia, Moravia e Slesia si incontrano tradizionalmente nella nota meta di pellegrinaggio in cui il 5 luglio si celebra la Festa dei Santi Cirillo e Metodio, con il pellegrinaggio nazionale a Vehlerad. Tra i temi all’ordine del giorno vi è il progetto della Bibbia per i giovani, le linee-guida della Conferenza episcopale per la preparazione al sacramento del matrimonio e le attività pastorali nel servizio di assistenza sanitaria. Alla plenaria, diretta da mons. Dominik Duka, presidente della Conferenza episcopale e arcivescovo di Praga, parteciperanno anche rappresentanti di ordini religiosi maschili e femminili. È inoltre prevista la presenza di mons. Jean-Louis Bruguèse, Segretario della Congregazione per l’educazione cattolica e di mons. Jan Mráz, rettore del Pontificio Collegio Nepomuceno di Roma, in cui vengono formati molti teologi e sacerdoti cechi. I vescovi parteciperanno anche alla Messa del 5 luglio, in onore dei Santi Cirillo e Metodio, che sarà presieduta dal card. Miloslav Vlk. Germania: preghiere per il nuovo presidente In occasione dell’avvio dei lavori dell’Assemblea federale tedesca, chiamata ad eleggere il 30 giugno il nuovo presidente della Repubblica Federale di Germania, risultato poi essere Christian Wulff, la Chiesa cattolica ed evangelica hanno celebrato il 29 una funzione ecumenica presso la Cattedrale di St. Hedwig. “Dio non ci ha dato lo spirito del timore ma della forza, dell’amore e dell’avvedutezza. Vuole essere riconoscibile nei nostri contesti professionali e privati”, ha affermato Bernhald Felmberg, incaricato del Consiglio della Chiesa evangelica tedesca (Ekd), nel suo sermone. Karl Jüsten, direttore dell’Ufficio cattolico di Berlino, ha rivolto un appello a politici e rappresentanti di Chiesa e società. “Trovo che in questi giorni un esame di coscienza faccia bene a tutti noi, soprattutto per via di comportamenti sbagliati, noi cattolici sentiamo che solo l’amore per la verità e il bene possono essere la via giusta. Non dobbiamo elaborare strategie e preoccuparci della nostra immagine, ma mirare al bene e farlo”.

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