Con rinnovato slancio

Il comunicato finale dell'assemblea dei vescovi

I vescovi irlandesi sono scesi di nuovo in campo in difesa della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna richiamando i membri del Parlamento a riconsiderare questa posizione in vista dell’approvazione di una legge sul “partenariato civile” che a loro parere stravolgerebbe lo statuto del matrimonio. L’appello è contenuto nel comunicato finale diffuso al termine dell’assemblea plenaria estiva della Conferenza episcopale irlandese che si è tenuta nei giorni scorsi. La risposta alla Lettera pastorale di Benedetto XVI ai cattolici d’Irlanda e la prossima visita apostolica del Pontefice nel Paese, l’Anno sacerdotale, la nuova edizione del Messale romano, la Giornata per la vita e il Congresso eucaristico del 2012 sono gli altri temi affrontati dai presuli.Famiglia fondata sul matrimonio. I vescovi hanno chiesto ai parlamentari di riconsiderare il loro documento sul matrimonio pubblicato a marzo prima di votare la “Civil Partnership Bill”, la legge cioè che “mira a dare alle relazioni omosessuali uno statuto che le renderebbe praticamente simili al matrimonio”. La legge non permetterebbe l’adozione alle coppie gay ma “in molti altri aspetti, tra cui le agevolazioni fiscali e l’assistenza sociale, le relazioni civili omosessuali saranno considerate come pari al matrimonio”. Da qui la presa di posizione dell’episcopato cattolico secondo cui la legge “non è compatibile con il considerare la famiglia fondata sul matrimonio come base necessaria dell’ordine sociale e come elemento indispensabile per il benessere della Nazione e dello Stato”. Nel comunicato i vescovi rivendicano “il diritto degli individui al libero esercizio della coscienza” ed invocano quindi la possibilità per i membri delle due camere del Parlamento del “voto libero”.Lettera pastorale e visita apostolica. L’istituzione di un gruppo di lavoro con il compito di elaborare “un’analisi multidisciplinare del contesto irlandese per portare nuove o aggiuntive conoscenze alla ricerca già effettuata o ancora in corso”. È una delle decisioni prese dai vescovi che, durante i lavori, hanno rimesso al centro delle discussioni la Lettera pastorale di Benedetto XVI ai cattolici d’Irlanda sugli abusi sessuali. Nel comunicato la Conferenza episcopale fa sapere che i vescovi intendono anche dare maggiore spazio al “ruolo dei laici” nella vita delle diocesi e di dedicare l’anno 2011 ad uno speciale periodo di preghiera, digiuno e rinnovamento spirituale, secondo le intenzioni della Lettera pastorale. I presuli tornano a dare il benvenuto alla visita apostolica in Irlanda che, annunciata il 31 maggio scorso dalla Santa Sede, comincerà in autunno. Con questa iniziativa – si legge nel comunicato – “la Santa Sede intende offrire tutta la sua assistenza ai vescovi, al clero e ai fedeli religiosi e laici in risposta alla situazione causata dai terribili e criminali casi di abusi perpetrati da alcuni sacerdoti e religiosi su minori. Come vescovi non vediamo l’ora di conoscere i dettagli relativi alla visita apostolica in Irlanda. Un suo obiettivo importante sarà quello di contribuire al rinnovamento spirituale della Chiesa in Irlanda”. Messale romano, Congresso eucaristico, Giornata per la vita. I vescovi hanno accolto con favore il recente completamento della traduzione della terza edizione del Messale romano, nonché la sua approvazione da parte della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. Il testo dovrebbe essere pubblicato e messo in uso nelle messe verso la fine del 2011. “Una nuova edizione del Messale latino è stata diffusa nel 2002 e questa nuova traduzione sostituirà il messale utilizzato dal 1975, anno dal quale si sono aggiunte nuove solennità al calendario liturgico e sono state approvate nuove preghiere” si legge nel comunicato. La solennità del Corpus Domini (domenica 6 giugno) ha visto il lancio di un programma pastorale a sostegno della preparazione al prossimo Congresso eucaristico internazionale in programma in Irlanda nel giugno 2012. Nell’esprimere riconoscenza a chi ha contribuito con generosità alla colletta svoltasi il 6 giugno durante le messe nelle 26 diocesi del Paese, e a chi sta “offrendo tempo ed energie al lavoro preparatorio del Congresso”, i vescovi fanno sapere che in settembre verranno selezionati dei volontari e verrà indetto un concorso tra musicisti e compositori di musica sacra per comporre l’inno del Congresso. Il 3 ottobre prossimo si celebrerà in Irlanda la terza Giornata per la vita su “Il significato della morte cristiana e la cura per i morenti”, tema che quest’anno è comune a Chiesa cattolica in Irlanda, Scozia, Inghilterra e Galles. “La vita è un dono che riceviamo da Dio, che non solo la offre ma la redime – affermano i presuli nella Lettera pastorale per la Giornata che verrà diffusa il 3 ottobre -. E la morte non spezza i legami dell’amore”. Breve o lunga, e “in qualsiasi condizione – precisano i vescovi – ogni vita ha uno scopo e contiene la grazia. La vita cristiana non è specificamente protetta da malattia, sofferenza o morte, ma noi sappiamo che anche in queste esperienze possiamo trovare Dio ed essere Suoi testimoni”.

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