Comece, Ccee, Ucraina

Comece: in luglio tre appuntamentiPer il mese di luglio la Comece (Commissione episcopati Comunità europea) propone un’agenda fitta di impegni. Si parte venerdì 9 con il seminario di dialogo con la Commissione europea “Il contributo delle Chiese alla lotta contro la povertà e l’esclusione sociale”, promosso nell’ambito dell’Anno europeo sul tema. All’incontro, che si terrà a porte chiuse presso la stessa Commissione, interverrà il commissario all’occupazione e agli affari sociali Lázló Andor. A seguire, mercoledì 14, il seminario organizzato dalla Comece con l’ufficio di Bruxelles della Chiesa evangelica in Germania (Ekd) e la Fondazione Konrad Adenauer nell’ambito del ciclo “Islam, cristianesimo ed Europa”. Tema dell’appuntamento: “Il ruolo degli attori religiosi nella lotta contro la discriminazione e la diffamazione per motivi religiosi”. Infine, il 19 luglio, il summit annuale dei leader delle religioni monoteiste con i tre presidenti delle istituzioni europee: Josè Manuel Barroso (Commissione), Herman Van Rompuy (Consiglio) e Jerzy Buzek (Parlamento). Filo conduttore dell’incontro “L’anno 2010 di lotta contro la povertà e l’esclusione sociale”. Promossi per iniziativa del presidente della Commissione europea, questi incontri annuali si svolgono dal 2005.Ccee: pellegrinaggio a Mariazell”Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”. Riprende il tema della 43ª Giornata mondiale della pace il pellegrinaggio a Mariazell, promosso dal 1° al 5 settembre dal Ccee (Consiglio Conferenze episcopali d’Europa), al quali sono invitati i vescovi e i delegati responsabili nelle diverse Chiese per la salvaguardia del Creato. Da Esztergom a Mariazell, attraversando Ungheria, Slovacchia e Austria passando per Komarom, Bratislava, St. Pölten ed Erlaufsee “per riprendere – spiega il Ccee in una nota – i grandi temi che Papa Benedetto XVI ha sviluppato nella sua ultima enciclica Caritas in Veritate”, ma anche offrire ai partecipanti l’occasione “per un reciproco scambio di esperienze e idee” al fine di “intensificare i rapporti tra i delegati in Europa”. Ad inaugurare il pellegrinaggio sarà la Messa celebrata il 1°settembre a Esztergom dall’arcivescovo della capitale ungherese e presidente Ccee, card. Péter Erdö, che benedirà i pellegrini in partenza. Domenica 5 settembre sarà l’arcivescovo di Vienna, card. Cristoph Schönborn, a celebrare la messa conclusiva. In programma il 3 settembre a Bratislava una sessione su “Educazione per la salvaguardia del creato e della pace”: a commentare il Messaggio del Papa per la Giornata della pace 2010 saranno il card. Peter Turkson, presidente del Pontificio Consiglio “Giustizia e Pace” e di Jan Figel, già commissario ue all’istruzione e alla cultura. Prevista anche la visita ad una delle più grandi raffinerie di biodiesel in Europa (Komarom, 2 settembre). A conclusione dell’incontro verrà elaborato un messaggio. Ucraina: in memoria delle vittime dell’Holodomor”Non fare spegnere la candela della memoria”: con questo slogan lo scorso 19 giugno si è aperta a Kyiv la campagna dedicata alla tragedia dell’Holodomor, promossa dal Congresso mondiale ucraino e dall’Istituto ucraino per la memoria nazionale. Il termine “Holodomor” (in ucraino “morte per inedia”) indica la terribile carestia che colpì l’Ucraina sovietica tra il 1932 e il 1933 provocando la morte di diversi milioni di persone, secondo diversi storici causata intenzionalmente dalla politica del dittatore sovietico Stalin. Nel 2008 il Parlamento europeo ha riconosciuto l’Holodomor “crimine contro l’umanità”. Circa 1.500 persone si sono riunite sabato scorso presso il memoriale delle vittime per pregare e ricordare: tra queste il card. Lubomyr Husar, capo della Chiesa greco-cattolica (Ugcc), che ha sottolineato l’importanza di “fare memoria di questo evento, che ci rammenta i terribili crimini che non dobbiamo permettere mai più”. A seguito delle polemiche suscitate nel Paese da un’affermazione del presidente Yanukovych a Strasburgo, secondo la quale l’Holodomor non sarebbe stato un genocidio, il card. Husar ha precisato che la veglia di preghiera “non va interpretata come una forma di protesta” nei confronti di tale dichiarazione. Nella circostanza si è svolta una funzione religiosa officiata dallo stesso card. Husar, dal patriarca Filaret, capo della Chiesa ortodossa del patriarcato di Kyiv, e da alcuni gerarchi della Chiesa ortodossa autocefala (Uaoc). La campagna, che si chiuderà il quarto sabato di novembre, giorno in cui nel Paese si commemora ufficialmente l’Holodomor, ha l’obiettivo di “evidenziare in Ucraina e oltre che la questione Holodomor non è ancora chiusa” ha spiegato il segretario generale del Congresso mondiale ucraino Stefan Romaniv. Per questo le “candele della memoria” verranno inviate in ogni regione del Paese e nelle venti nazioni nelle quali risiedono importanti comunità ucraine, in particolare Gran Bretagna, Australia, Stati Uniti, Canada, Russia, Spagna, Argentina, Brasile e Grecia.

Altri articoli in Archivio

Archivio

Informativa sulla Privacy