Crisi, sviluppo e bilancio

I lavori della sessione plenaria tenutasi dal 14 al 17 giugno

La sessione plenaria dell’Europarlamento svoltasi dal 14 al 17 giugno ha trattato numerosi argomenti: alcuni di rilevanza “pratica” (sicurezza stradale, etichette prodotti alimentari, caccia alla balena e pesca del tonno rosso, prevenzione catastrofi naturali e alluvioni), altri di interesse eminentemente “interno” (struttura del bilancio comunitario), altri legati alla politica dell’Unione sulla scena internazionale. In quest’ultimo ambito si possono fra l’altro collocare la risposta alla crisi economica, la regolazione finanziaria, la preparazione al G20 e quella per il summit Ue di settembre sugli Obiettivi del millennio, la situazione a Gaza, il partenariato con la Federazione russa. Argomenti particolarmente delicati sono stati affrontati a proposito dei diritti umani nel mondo e delle “differenze di genere”. Economia, crisi e strategia per la ripresa. Alcuni dibattiti e votazioni in aula volgevano lo sguardo a Bruxelles, dove il 17 giugno era in calendario il vertice dei 27. Il Parlamento è stato quindi convocato per il 23 giugno per una breve sessione straordinaria con un solo punto all’ordine del giorno: “Conclusioni del Consiglio europeo – Dichiarazioni del Consiglio e della Commissione”. In vista del summit dei capi di Stato e di governo della scorsa settimana, l’emiciclo ha assunto una posizione ferma sulla necessità di realizzare una vera governance economica europea e una strategia rafforzata per rilanciare la crescita mediante gli investimenti, la ricerca, l’innovazione e creare occupazione. La riforma “del sistema di governance è necessaria – secondo gli eurodeputati – affinché l´Europa possa affrontare le crisi future e garantire il successo della strategia per la crescita e l’occupazione”, denominata Europa 2020 ed effettivamente approvata il 17 giugno al Consiglio dei capi di Stato e di governo. I deputati hanno però insistito per l´inserimento di “obiettivi più concreti nella strategia”, tra cui quello del 3% del Pil da destinare alle spese in ricerca e sviluppo, “norme vincolanti per la riduzione delle emissioni di gas serra” e la riduzione del 50% della povertà nell’Unione.Obiettivi del millennio: luci e ombre. Il Parlamento europeo ha quindi indicato all’Ue un maggiore sforzo per perseguire gli Obiettivi di sviluppo del millennio. Anche in tal caso una posizione comune ai 27 è stata raggiunta al vertice dei leder dei Paesi membri. L’emiciclo ha approvato una risoluzione secondo cui gli Stati membri dovrebbero destinare a tali otto obiettivi i fondi a suo tempo promessi: infatti “l’Ue è sotto l’obiettivo intermedio dello 0,56% sul Pil fissato per il 2010 ed è reale il rischio che non siano rispettati”, da parte europea, gli impegni verso gli Osm (riduzione della fame, istruzione primaria, lotta alle disparità fra donne e uomini, cura della salute…). Il relatore, Michael Cashman, ha ricordato fra l’altro la questione dei cambiamenti climatici, “la riduzione dell’onere del debito per i Paesi” poveri, il “nodo dei paradisi fiscali”. Il testo (la cui approvazione ha diviso l’aula: 353 sì, 206 contrari, 75 astensioni), afferma però che “le politiche in materia di pianificazione familiare volontaria, aborto sicuro, trattamento delle malattie sessualmente trasmissibili e fornitura di materiale sanitario per la riproduzione costituito da medicinali salvavita e contraccettivi, inclusi i preservativi” dovrebbero essere sostenute dagli Stati membri e dalla Commissione. Bilancio e quadro finanziario dell’Ue. L’assemblea plenaria ha quindi istituito una commissione speciale “con il compito di pianificare il futuro quadro finanziario a lungo termine dell’Unione europea”. L’organismo, che comincerà a riunirsi a luglio, dovrà definire le priorità del Parlamento e proporre le modalità di finanziamento del futuro bilancio Ue. In gioco c’è la gestione dei fondi comunitari e delle voci di bilancio cui indirizzare i finanziamenti soprattutto per il periodo dal 2014 in avanti (le attuali “prospettive finanziarie” riguardano gli anni 2007-2013). La nuova commissione temporanea dovrà così affrontare “le sfide politiche e le risorse di bilancio per una Ue sostenibile dopo il 2013” attraverso alcuni compiti principali: definire le priorità politiche del Parlamento sia in termini legislativi che di bilancio; valutare le risorse finanziarie necessarie all’Unione per conseguire i suoi obiettivi; definire la durata del prossimo Quadro finanziario (sinora era strutturato per una durata di sette anni, ma non si esclude di portarlo a cinque anni per farlo corrispondere ai mandati del Parlamento e della Commissione); verificare la “rubriche” delle spese pagate mediante il bilancio. La commissione parlamentare “illustrerà i risultati del suo lavoro in una relazione che dovrà essere approvata dal Parlamento entro luglio 2011, prima che la Commissione europea presenti la sua proposta per il prossimo quadro finanziario pluriennale”.

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