Il primato della coscienza

Benedetto XVI lo proclamerà beato il 19 settembre a Coventry

Mancano tre mesi alla beatificazione di John Henry Newman: avverrà il 19 settembre durante una Messa pubblica a Coventry che sarà celebrata personalmente da Benedetto XVI. La chiesa cattolica inglese gli ha riservato una parte del sito dedicato alla visita del Papa in Inghilterra (www.thepapalvisit.org.uk) e ha scelto un addetto stampa per i rapporti con i media. Si tratta di Jack Valero che, in una intervista, spiega a SIR Europa come i media aspettano il grande evento, quali nuovi studi sono apparsi su Newman, perché viene interpretato in tanti modi diversi e perché sulla sua figura, all’avvicinarsi della beatificazione, si scateneranno polemiche. Jack Valero è anche addetto stampa dell’Opus Dei in Gran Bretagna.Come si è arrivati alla beatificazione?“Newman è stato riconosciuto venerabile sulla base dei suoi scritti, nel 1991. Dopo questo riconoscimento, è stato riconosciuto un miracolo da lui compiuto che ha aperto la strada per la beatificazione. Perché possa diventare santo è necessario un altro miracolo. Del primo processo si sono occupati i preti dell’Oratorio di Birmingham e Richard Duffield ha fatto il postulatore della causa”.Perché ci vuole un miracolo? “Spesso la vita stessa della persona beatificata è un miracolo in se stesso. Nessuno sa che cosa succede nel cuore di una persona eccetto Dio. Attraverso il miracolo noi abbiamo la conferma che Dio stesso pensa che quella persona è un santo. Quando la gente prega per un miracolo chiede a Dio di confermare la santità di una persona”.È un evento straordinario che sia il Papa a dichiararlo beato?“È stato questo Papa a decidere che sia il vescovo locale ad occuparsi della beatificazione. Nel caso di Newman ha deciso di presiedere lui la cerimonia. Probabilmente lo considera una persona molto importante per la Chiesa e, per questo motivo, ha cambiato la procedura”.C’è stato molto interesse, da parte dei media, nei confronti di Newman?“Nelle ultime settimane sono comparsi alcuni articoli e sono stati pubblicati libri e questo interesse aumenterà con l’avvicinarsi della beatificazione”.Perché tanto interesse?“Un articolo nel ‘Times’ di metà maggio che si intitolava “La battaglia per l’anima di Newman” della corrispondente religiosa del quotidiano, Ruth Gledhill, spiegava che esiste una lotta attorno alla sua figura che viene interpretata in modi diversi. Alcuni lo vedono come un personaggio tradizionale, ansioso di seguire i dogma e gli insegnamenti delle autorità, altri pensano che, grazie alla sua conversione, ha reso la fede cattolica rispettabile e accettabile dalla mentalità anglicana. Altri ancora ritengono che sia il campione della coscienza progressiva contro l’autorità e che, in questa visione così moderna della fede, abbia anticipato il Concilio Vaticano II. Molti anglicani, infine, lo considerano un eroe che ha rinnovato la chiesa anglicana. Insomma gruppi diversi lo considerano, giustamente, come il loro campione”.E chi ha ragione?“Hanno tutti ragione. Si può dire che molte delle sue idee, un nuovo ruolo per i laici e il primato della coscienza, erano nuove per il XIX secolo nel quale viveva e divennero chiare soltanto nel XX secolo”. SchedaJohn Henry Newman (Londra, 21 febbraio 1801 – Edgbaston, 11 agosto 1890). Teologo, filosofo e cardinale. Sicuramente uno dei più grandi prosatori e il più autorevole apologista della fede che la Gran Bretagna abbia prodotto. Sulla sua tomba è scolpito l’epitaffio scritto da lui stesso, che doveva narrare, secondo il suo intento, la storia del suo pellegrinaggio: “Dall’ombra e dai simboli alla verità”. John apparteneva ad una famiglia anglicana. Dopo un periodo di studi a Oxford divenne sacerdote della Chiesa anglicana nel 1824. Ebbe l’incarico di seguire gli studenti universitari e nel frattempo si dedicava a studi filosofici e teologici. Fu fondamentale per il suo passaggio al cattolicesimo, lo studio sulle origini del cristianesimo che fu pubblicato nel 1845 intitolato “Sviluppo della dottrina cristiana”. Tramite questo studio arrivò alla conclusione che “la Chiesa Cattolica era formalmente dalla parte della ragione”. Il 9 ottobre di quello stesso anno fu accolto nella Chiesa Cattolica. Se ne andò da Oxford e si stabilì a Birmingham. Fu ordinato sacerdote cattolico nel 1847 a Roma. Affascinato dalla figura di San Filippo Neri fondò in Inghilterra la Congregazione dell’Oratorio a Edgbaston, presso Birmingham (attualmente è parte integrante di Birmingham), e a Londra. Fu Rettore dell’Università Cattolica di Dublino dal 1851 al 1857. Ritornò in Inghilterra per dedicarsi sia agli studi che all’attività pastorale.

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