I diritti dietro le sbarre

L'Ufficio del Garante dei detenuti

“La Regione Abruzzo, al fine di contribuire a garantire il rispetto dei diritti dei detenuti e di coloro che sono ristretti nella loro libertà personale, nonché per promuovere la conoscenza e il rispetto delle norme che riguardano tali persone, istituisce il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale”. È quanto scritto nel progetto di legge numero 0151/10 del 4 maggio scorso, su iniziativa dei consiglieri Nicoletta Veri e Nazario Pagano. Questa non è però la prima proposta presentata in Consiglio regionale per l’istituzione dell’Ufficio del Garante a favore delle persone sottoposte a libertà restrittiva; già il 9 marzo scorso infatti i consiglieri Antonio Saia, Maurizio Acerbo e Claudio Ruffini avevano proposto il medesimo progetto. Per questo la Commissione consiliare permanente “Tutela della salute ed affari sociali” del Consiglio regionale, riunita sotto la presidenza di Nicoletta Veri, lo scorso 26 maggio, ha esaminato i due progetti di legge e ha provveduto alla loro unificazione. Lavorando su un testo unico, c’è quindi una forte accelerazione al provvedimento, per avere presto anche in Abruzzo una figura ritenuta importante per i detenuti. Perché è importante. L’Ufficio del Garante viene istituito al fine di tutelare i soggetti presenti negli istituti penitenziari, negli istituti penali per minori o comunque sottoposti a misure restrittive della liberà personale; è rivolto a sostenere le persone ospitate nei centri di prima accoglienza, le persone trattenute nei centri di assistenza temporanea per stranieri e quelle presenti nelle strutture sanitarie in quanto sottoposte a trattamento sanitario obbligatorio. L’istituzione di questo organo, nell’ambito delle iniziative di solidarietà sociale, garantisce, come si legge nel testo di Saia, Acerbo e Ruffini, “prestazioni inerenti al diritto alla salute, al miglioramento della qualità della vita, all’istruzione e alla formazione professionale e ogni altra prestazione finalizzata al recupero, alla reintegrazione sociale e all’inserimento nel mondo del lavoro”. Nella relazione dei consiglieri è scritto che “è importante istituire la figura del Garante in Abruzzo in quanto ci troviamo di fronte ad una situazione di emergenza con 2.300 detenuti e detenute a fronte di una capienza di 1.600 posti distribuiti fra le 8 carceri (L’Aquila – dove è presente anche il carcere minorile -, Sulmona, Avezzano, Pescara, Chieti, Teramo, Lanciano, Vasto)”. La presente proposta di legge prevede che l’Ufficio del Garante sia strutturato in modo tale da consentire un’assidua presenza all’interno degli istituti penitenziari. È necessario prevenire i contrasti, mediare, mantenere vivi i collegamenti con gli enti e le istituzioni che a vario titolo si occupano del carcere, di far convergere la necessaria attenzione dell’opinione pubblica e, prima ancora, delle istituzioni sui reali problemi dell’apparato detentivo. La figura prevista quindi va ad integrarsi con le realtà istituzionali e le professionalità esistenti, favorendone il dialogo e la collaborazione e provvedendo a segnalare alle stesse le cause e le situazioni di attuale o potenziale degrado della dignità delle persone detenute.Un piccolo segno di solidarietà. Nonostante tutto, anche in carcere possono trovare spazio l’altruismo e la volontà di aiutare gli altri. Nell’istituto penitenziario di Sulmona ha preso infatti vita il progetto “Adotta una chiesa”, promosso della Protezione civile, in favore dell’Aquila ferita gravemente dal sisma del 6 aprile 2009. L’iniziativa ha coinvolto un gruppo di reclusi nella ristrutturazione di 14 tavole della Via Crucis che il terremoto aveva seriamente danneggiato. Un’iniziativa partita dal detenuto Giovanni D’Avanzo, che ha avuto l’immediato appoggio dei suoi compagni, e subito sposata dal direttore del carcere di massima sicurezza, Sergio Romice, dagli agenti e dagli altri operatori dell’istituto di pena. Alla cerimonia di consegna degli attestati, il 7 giugno scorso, erano presenti i due vescovi delle diocesi di Avezzano e Sulmona, mons. Pietro Santoro e mons. Angelo Spina. Entrambi hanno voluto dire il loro grazie ai detenuti, insieme agli altri ospiti intervenuti, tra cui il senatore Luigi Lusi, la parlamentare Paola Pelino, il provveditore per le carceri d’Abruzzo e del Molise, la vicepresidente della Provincia dell’Aquila, Antonella Di Nino. Per la Regione erano presenti Giovanni D’Amico, Giuseppe Di Pangrazio e Nicoletta Verì. Quest’ultima ha garantito il suo impegno per offrire più opportunità di lavoro ai detenuti anche attraverso la ricostruzione post-terremoto, avvalendosi dei laboratori presenti nel carcere di Sulmona. Tre tavoli con scacchiere in ceramica, tra le tante opere realizzate dai carcerati, nei prossimi giorni andranno ad arredare le stanze dei presidenti della Camera, del Senato e del Consiglio regionale d’Abruzzo. “Nella speranza – hanno commentano alcuni detenuti – di poter continuare nella strada felicemente intrapresa”.a cura di Alessandra Circi(16 giugno 2010)

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