Ciò che più manca

Occorrono figure politiche di rilievo

“Oggi non c’è ancora piena democrazia nell’Ue. Il Parlamento europeo, che rappresenta i cittadini e i popoli, ha ancora poca voce in capitolo rispetto al Consiglio”, dove siedono i rappresentanti dei governi. “Serve un’Europa più democratica, che cresca dal basso”. Carlo Casini, eurodeputato di lungo corso, è presidente della commissione per gli Affari costituzionali dell’Euroassemblea. Il suo curriculum segnala numerose esperienze: avvocato, magistrato, consigliere della Corte di Cassazione, si è occupato di contrasto alla droga e al terrorismo, di adozioni internazionali e, più in genere, di temi legati alla famiglia. È tuttora presidente del Movimento per la vita in Italia. Europeista convinto, si sta occupando dell’applicazione del Trattato di Lisbona, recentemente entrato in vigore per riformare le istituzioni e dare maggiore efficacia ai Ventisette. Gianni Borsa di SIR Europa lo ha incontrato a Madrid, in occasione dell’assemblea Cosac, la Conferenza degli organismi specializzati negli affari comunitari dei parlamenti dei Paesi Ue.Onorevole Casini, si parlava di un’Europa che deve crescere dal basso… Ma a che punto è il processo di integrazione?“Il processo va avanti, con numerosi successi alle spalle. Nessuno può negare che in Europa si sia registrato un lunghissimo periodo di pace e che la guerra non è più nemmeno pensabile al giorno d’oggi nel nostro continente. E poi ci sono la democrazia, lo stato di diritto, tanti anni di sviluppo, il superamento della divisione politica tra occidente e oriente. Eppure nulla va mai dato per scontato: pensiamo solo ai conflitti recenti nei Balcani. Ebbene, l’Ue procede per tappe progressive e Lisbona è una di esse”.Cosa è emerso dall’assemblea Cosac, dove parlamenti nazionali ed Eurocamera si sono confrontati sul Trattato?“Secondo le nuove disposizioni, i parlamenti sono maggiormente coinvolti nell’attività dell’Unione. È infatti previsto uno specifico meccanismo per verificare che l’Unione intervenga solo quando l’azione a livello europeo risulti più efficace: si tratta del cosiddetto principio di sussidiarietà e riguarda appunto anche i parlamenti nazionali. Sono convinto che dall’incontro di Madrid emerga un concetto positivo di sussidiarietà. I parlamenti dei Ventisette, infatti, non devono operare solo per bloccare o cambiare una nuova normativa comune che contrasti con gli interessi dei Paesi membri o le competenze dei parlamenti; essi devono piuttosto indicare all’Ue temi su cui legiferare, assumendo un compito propulsivo. Così infatti si procede verso un’integrazione più profonda. A mio avviso i parlamenti devono inoltre collaborare con i propri governi e sollecitarli costantemente, affinché questi operino per la costruzione europea”. Stiamo parlando di parlamento, di governi, di trattati… Ma l’Europa ha oggi politici all’altezza delle sfide che l’attendono?“Diciamo che per costruire il progetto europeo tutti devono fare la loro parte e in tal senso occorrerebbero figure politiche di rilievo, autorevoli, convinte della bontà di tale processo. In questa direzione credo si possa cominciare almeno a riflettere sulla opportunità di una elezione diretta del presidente del Consiglio europeo o del presidente della Commissione”.E poi, altre idee?“Certamente intravvedo l’importanza di dar vita a partiti di livello europeo. Oggi, invece, abbiamo dei gruppi politici all’Europarlamento che sono la somma di partiti nazionali. Così l’emiciclo risulta frastagliato e si avverte la mancanza di famiglie politiche riconoscibili presso i cittadini e l’opinione pubblica”.Si parla con insistenza di una “governance economica” europea per contrastare la crisi. Lei cosa ne pensa?“Sono convinto che questa possa essere una risposta decisiva per prevenire o contrastare le crisi e per difendere il nostro modello di sviluppo. Ma senza una forte governance politica, una più stretta collaborazione economica sarà destinata a rimanere sulla carta”.E sull’allargamento, quale è il suo parere?“In linea generale sono d’accordo sul fatto che l’Europa politica abbracci tutto il continente, così da rafforzare l’area di pace, democrazia e sviluppo. Ma in questo momento di assestamento per l’Unione credo sia necessario procedere con gradualità e prudenza”. Trattato, identità e sovranità: incontri in EuropaUn “tour” in alcune capitali europee per approfondire aspetti centrali del Trattato di Lisbona e le sue ricadute sull’attività politica e legislativa dell’Ue27. La commissione Affari costituzionali dell’Europarlamento, presieduta da Carlo Casini, ha definito un calendario di trasferte che prende avvio il 10-11 giugno con un incontro fra una delegazione dell’organismo Ue e l’omologa commissione del Parlamento tedesco: al centro dei colloqui sono collocati, in particolare, i problemi sollevati dal pronunciamento della Corte costituzionale tedesca in merito al trattato di riforma entrato in vigore il 1° dicembre 2009, così come le questioni sulla sovranità e l’identità, nazionale e comunitaria.

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