Artigiani della pace

Il terzo giorno del viaggio apostolico

La messa in occasione della pubblicazione dell’"Instrumentum Laboris" dell’Assemblea speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei vescovi nel palazzo dello sport a Nicosia, il ricordo di mons. Padovese e di padre Popiełuszko, la visita alla cattedrale maronita di Cipro a Nicosia e la cerimonia di congedo all’aeroporto internazionale di Larnaca: sono stati i momenti salienti dell’ultimo giorno del viaggio apostolico di Benedetto XVI a Cipro, domenica 6 giugno.

Un messaggio di speranza. "Abbattere le barriere tra noi e i nostri vicini è prima premessa per entrare nella vita divina alla quale siamo chiamati. Abbiamo bisogno di essere liberati da tutto quello che ci blocca e ci isola: timore e sfiducia gli uni verso gli altri, avidità ed egoismo, mancanza di volontà di accettare il rischio della vulnerabilità alla quale ci esponiamo quando ci apriamo all’amore". Questo l’invito rivolto dal Papa, nella messa per la pubblicazione dell’"Instrumentum Laboris" dell’Assemblea speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei vescovi. Il Papa ha celebrato alla presenza di tutti i patriarchi e di numerosi vescovi del Medio Oriente. Presente anche l’arcivescovo ortodosso Chrysostomos II che ha scambiato l’abbraccio di pace con Benedetto XVI. "Siamo chiamati – ha evidenziato il Papa – a superare le nostre differenze, a portare pace e riconciliazione dove ci sono conflitti, ad offrire al mondo un messaggio di speranza".

Artigiani della pace. "Voi meritate la riconoscenza per il ruolo inestimabile che rivestite. È mia ferma speranza che i vostri diritti siano sempre più rispettati, compreso quello alla libertà di culto e religiosa, e che non soffriate di discriminazioni di alcun tipo". In queste parole tutta la gratitudine del Pontefice ai cristiani del Medio Oriente, definiti "artigiani della pace". Alla consegna dell’"Instrumentum Laboris", Benedetto XVI ha ribadito la centralità di questa area per tutti i cristiani: "Il Medio Oriente ha un posto speciale nel cuore di tutti i cristiani, dal momento che fu proprio lì che Dio si è fatto conoscere ai nostri padri nella fede". È noto che "alcuni fra voi soffrono grandi prove dovute alla situazione attuale della regione", perciò "l’Assemblea speciale è un’occasione per i cristiani del resto del mondo di offrire un sostegno spirituale e una solidarietà per i loro fratelli e sorelle del Medio Oriente".

Come Maria. Attraverso il "sì" di Maria a divenire la madre di Dio "la speranza della storia è divenuta una realtà, l’Unico che Israele aveva da lungo atteso venne nel mondo, dentro la nostra storia". Così il Papa all’Angelus. "Anche nella desolazione del Sabato Santo la certezza della speranza" sostenne Maria "fino alla gioia della mattina di Pasqua. Ed anche noi, suoi figli, viviamo nella stessa fiduciosa speranza che la Parola fatta carne nel seno di Maria, mai ci abbandonerà". "Imploriamo ora la Vergine Maria, nostra Madre, di intercedere per tutti noi, per il popolo di Cipro e per la Chiesa del Medio Oriente, con Cristo suo Figlio, il Principe della Pace", ha sostenuto il Pontefice.

Dono prezioso. "Visitando questo edificio compio nel mio cuore un pellegrinaggio spirituale verso ogni chiesa maronita dell’isola. Vi assicuro che, con la premura di un padre, sono vicino ad ogni fedele di quelle antiche comunità". Lo ha dichiarato Benedetto XVI in visita alla cattedrale maronita di Cipro. Questa cattedrale, ha affermato il Papa, "in vari modi rappresenta la vera lunga e ricca storia, talvolta turbolenta, della comunità maronita di Cipro. I maroniti giunsero a queste rive in vari periodi durante i secoli e furono spesso duramente provati per rimanere fedeli alla loro specifica eredità cristiana". Tuttavia, "nonostante la loro fede sia stata esaminata come l’oro nel fuoco, sono rimasti perseveranti nella fede dei loro padri, una fede che è ora passata a voi, maroniti ciprioti di oggi". Di qui l’esortazione "a far tesoro di questa grande eredità, di questo dono prezioso".

Verità e riconciliazione. "Breve ma fruttuoso": così Benedetto XVI ha definito il viaggio apostolico a Cipro, nella cerimonia di congedo. Riferendosi ai conflitti nel Medio Oriente, il Papa ha esortato: "Raddoppiamo i nostri sforzi al fine di costruire una pace reale e duratura per tutti i popoli della regione". Secondo il Pontefice, "Cipro può giocare un ruolo particolare nel promuovere il dialogo e la cooperazione". Ricordando, poi, gli incontri con le altre autorità cristiane, in particolare con Chrysostomos II, il Papa ha espresso la speranza che la sua visita "possa essere un ulteriore passo lungo il cammino che è stato aperto prima di noi con l’abbraccio a Gerusalemme dell’allora Patriarca Atenagora ed il mio venerabile predecessore Papa Paolo VI". Il Pontefice ha assicurato che la Chiesa cattolica "impegnerà se stessa per raggiungere l’obiettivo della perfetta unità nella carità tramite una stima più profonda verso ciò che cattolici ed ortodossi hanno di più caro". Il Santo Padre ha anche espresso la speranza che "insieme cristiani e musulmani diverranno un lievito di pace e riconciliazione tra i ciprioti e ciò sarà di esempio per gli altri Paesi". "Verità e riconciliazione, insieme al vicendevole rispetto, sono il fondamento più sicuro per un sicuro futuro di questa isola e per la stabilità e prosperità di tutto il suo popolo", ha concluso.

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