Lavoro, famiglia e vita

Le priorità indicate dalle associazioni alla nuova Giunta

La nuova Giunta regionale della Toscana è al lavoro da circa due mesi. Una giunta, come l’ha definita il nuovo presidente Enrico Rossi, “rosa, leggera e plurale”, composta da cinque donne e cinque uomini. È ancora presto per giudicare il lavoro. Ma cosa si aspettano le associazioni sociali e di categoria da questa nuova squadra? Lo abbiamo chiesto ad alcuni dei responsabili regionali.Fattore umano. Il presidente delle Acli regionali, Federico Barni, punta innanzitutto sul lavoro: “Chiedo a Rossi d’investire in nuove tecnologie, ma sopratutto rivalutare il fattore umano, agendo con particolare attenzione al modello toscano della formazione che sembra non essere particolarmente efficiente; è importante rivitalizzare il giusto interesse per il manifatturiero, in particolare con progetti che valorizzino il ‘marchio Toscana’ sinonimo di qualità e di rapporto tra prodotti e territorio”. In secondo luogo la famiglia. “Chiedo poi – continua Barni – segnali chiari di valorizzazione della famiglia come elemento fondante del welfare toscano accompagnata anche dal privato sociale”. Collegato a questo c’è il problema della casa: “È necessario intervenire nelle aree metropolitane dove i costi delle abitazioni e degli affitti sono insostenibili specialmente per le categorie con più difficoltà economiche”. Infine le politiche sociali: “Più attenzione per le fasce più deboli e, in particolare, maggiori investimenti nel campo della disabilità e per anziani non autosufficienti”.Ancora presto. A Diva Gonfiantini, presidente regionale Mcl (Movimento cristiano lavoratori), sembra “prematuro dare un giudizio sulla nuova Giunta regionale: siamo abituati a valutare le azioni e i provvedimenti piuttosto che le persone”. “La Toscana, come del resto tutto il Paese – sottolinea -, non può più assistere a sterili dibattiti ideologici e a battaglie di retroguardia, mentre la crisi economica continua a provocare povertà e disagi; il lavoro rappresenta dunque una priorità sulla quale intervenire con decisione: tanti ragazzi attendono ancora il loro primo impiego, tanti amici lo hanno perso e non sanno più come fare”. Questa è “l’emergenza, su questo auspichiamo si trovi una larga convergenza, al di là delle maggioranze politiche, perché si possa trovare una via d’uscita; l’esperienza ci ha dimostrato che il dialogo, e non lo scontro, il confronto, e non la rissa, aiutano a trovare la soluzione”. E poi Gonfiantini indica nella “tutela della famiglia e nel rispetto della vita due stelle polari che tutti dovrebbero seguire, a maggior ragione quelli che da politici vantano una formazione cattolica”. “La pillola Ru486 – spiega – non rappresenta certamente un segno di modernità; una società moderna si deve porre come obiettivo la creazione della possibilità di accogliere i bambini e non di eliminarli, di farli crescere bene, di fornire loro una scuola all’altezza e servizi di qualità”.Luci e ombre. Un giudizio positivo sui primi passi del nuovo presidente della Regione arriva dal segretario generale aggiunto della Cisl toscana, Ciro Recce: “L’unificazione in un unico assessorato delle competenze su attività produttive, lavoro e formazione, come auspicavamo da tempo, è una scelta positiva che consentirà alla Regione d’intervenire in modo più efficace per fronteggiare la crisi e costruire percorsi per uscirne”. Per Recce, l’accorpamento delle competenze “consentirà un’effettiva sinergia su questi temi così strettamente collegati”. Con lo spacchettamento della casa dall’assessorato all’urbanistica della Regione Toscana e il suo accorpamento col welfare, “si fa solo mera assistenza”: lo dice Carlo Sarri, presidente uscente di Confcooperative Federabitazione Toscana. “Scorporare i due settori secondo noi è molto riduttivo – spiega – non solo per eventuali nuove costruzioni, ma anche nei piani di recupero: senza l’impronta dell’urbanistica si fa solo mera assistenza”. “Aspettiamo questa Giunta alla prova dei fatti – conclude -, il bisogno delle famiglie che noi associamo è quello di avere risposte concrete”.a cura di Simone Pitossi(03 giugno 2010)

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