Repubblica Ceca, Austria, Germania, Turchia

Repubblica Ceca: siglato accordo sulla CattedraleÈ stato siglato il 24 maggio a Praga l’accordo tra la Chiesa cattolica ceca e lo Stato della Repubblica Ceca per la gestione congiunta della cattedrale di Praga, dedicata ai Santi Vito, Venceslao e Adalberto. La dichiarazione solenne è stata firmata nella cattedrale stessa dall’arcivescovo della capitale, mons. Dominik Duka e dal presidente della Repubblica Ceca, Václav Klaus. Per l’occasione, l’arcivescovo ha sottolineato, tra le altre cose, che “la Cattedrale ha conosciuto i suoi periodi di fioritura quando sia lo Stato che la Chiesa, congiuntamente, si sono occupati di essa e ogni volta in cui la cattedrale è stata usata a beneficio di entrambe le parti. Credo inoltre che questo accordo sia espressione della nostra volontà comune di assicurare la collaborazione affidabile e armoniosa per gestire la cattedrale e preservarla per le generazioni future”, ha concluso Duka.Austria: la “settimana della Missione”È stata inaugurata il 24 maggio a Vienna con una celebrazione vespertina presso il Duomo di S. Stefano la “Settimana per la missione”, promossa dall’Arcidiocesi di Vienna. Durante i prossimi giorni si svolgeranno molteplici eventi al fine di parlare con i cristiani e persone alla ricerca della fede su questioni relative alla fede e alla vita. Nell’omelia pronunciata durante la funzione, il card. Christoph Schönborn ha esortato tutti i partecipanti all’iniziativa a portare con “coraggio” il Vangelo alle persone. L’arcivescovo ha constatato “una certa vergogna” in Austria a parlare di Gesù e del suo messaggio. “Da un lato esistono molte testimonianze visibili della fede, a iniziare dal Duomo di S. Stefano e dalle molte chiese. Alcuni non vedono pertanto alcuna necessità di parlare ancora di Cristo. D’altro lato, ha proseguito Schönborn, “la maggior parte delle persone credono in Dio, almeno a qualcosa di superiore”. Ma “chiamare il nome di Gesù e testimoniarlo è evidentemente più difficile”, ha osservato, lamentando l’assenza dell'”aspetto specifico del Vangelo”. “Questo riserbo di parlare di Dio ma non di Gesù ha “un motivo molto semplice: Gesù è una persona molto concreta. Ha un volto, un nome, è vissuto e ha parlato e ha offerto la sua amicizia: questo è qualcosa di molto personale”. “L’annuncio di Gesù sollecita inoltre le persone a cambiare mentalità e modo di vedere: perché Gesù ha messo al centro i bambini, i poveri e i peccatori, ha parlato alla ‘gente semplice’. L’Austria ha bisogno di questa prospettiva”, ha concluso il card. Schönborn.Germania: Pentecoste, appelli al rinnovamentoUn appello al rinnovamento della Chiesa, tenendo presente anche i casi di abuso: questi i temi delle omelie dei vescovi cattolici tedeschi in occasione della Pentecoste. I prelati hanno ammesso la perdita di credibilità, auspicando una nuova svolta. Anche la tutela della vita e la giustizia sociale erano al centro delle riflessioni di diversi vescovi, che hanno anche esortato a un maggior impegno missionario. “Come abbiamo tristemente dovuto riconoscere nelle ultime settimane, la Chiesa non è un’élite della razza umana. Ma lo Spirito Santo è in questa comunità di fede forse troppo umana e vuole forgiare la Chiesa”, ha affermato a Colonia il card. Joachim Meisner. Di un “nuovo inizio” ha parlato il vescovo di Essen, mons. Franz-Josef Overbeck, sottolineando anche la necessità di “vigilare nei confronti di chi ha abusato del proprio potere”. Contro le “tendenze alla rassegnazione nella Chiesa e nella società” si è espresso mons. Karl-Heinz Wiesemann, vescovo di Spira. “Lo spirito di Dio deve rimuovere la cattiva atmosfera dalla Chiesa”. Il card. Karl Lehmann, arcivescovo di Magonza ha messo in guardia la Chiesa dal chiudersi in se stessa. “Si tratta sempre dell’invio missionario nel mondo. La Chiesa è una comunità costante di persone. Non si isola nelle proprie nicchie”, ha ribadito.Turchia: niente più ticket per la chiesa di TarsoDopo l’annuncio, anticipato a SIR Europa il 24 maggio da mons. Luigi Padovese (leggi l’intervista), presidente della Conferenza episcopale di Turchia (Cet), della rimozione da parte delle autorità di Ankara dell’obbligo di prenotazione per le messe nella chiesa-museo di san Paolo a Tarso, è del 26 maggio la notizia che “i pellegrini non dovranno più pagare il biglietto” per farvi ingresso. Questo, secondo una nota della Cet pervenuta a SIR Europa, grazie alle trattative di mons. Padovese con le autorità turche e “alla politica di apertura del Primo ministro turco Recep Tayyip Erdoðan e all’intervento efficace del suo ambasciatore presso la Santa Sede, Kenan Gürsoy, sensibile ai problemi della Chiesa in Turchia”.

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