L’Ue in breve

Barnier: “Le banche alimentino un fondo anti crisi””Non è accettabile che i contribuenti continuino a sopportare i pesanti costi dei salvataggi di banche”. Secondo il principio “chi inquina paga”, “dobbiamo costruire un sistema che garantisca che in futuro sia il settore finanziario a pagare il costo delle crisi bancarie”. Michel Barnier, commissario per il mercato interno e i servizi, ha presentato in settimana un documento che vorrebbe condurre alla realizzazione di una sorta di “rete protettiva” in caso di instabilità dei mercati finanziari che sia alimentato dalle banche stesse e “non pesi sulle tasche dei cittadini”. Si tratta di un nuovo passo della strategia complessiva che l’Unione sta cercando di realizzare, assieme agli Stati membri, per prevenire o arginare le crisi come quella in atto: “Credo – ha spiegato il commissario francese – che si debba chiedere alle banche di alimentare un fondo finalizzato a gestire i fallimenti” degli istituti di credito, “a proteggere la stabilità finanziaria e a limitare il contagio”. L’Esecutivo ritiene che “un modo per raggiungere tali obiettivi sia imporre agli Stati membri di istituire, nel rispetto di regole comuni, dei fondi ai quali le banche siano tenute a versare un contributo. I fondi non verrebbero utilizzati per il salvataggio di banche ma solo per garantire che il loro eventuale fallimento venga gestito in modo ordinato e non destabilizzi il sistema finanziario”. La Commissione europea presenterà queste proposte, assieme a diverse altre, al Consiglio europeo del 17 giugno e poi al G20 di Toronto il 26-27 giugno successivi.Ue-Usa: lotta al terrorismo e protezione dati personaliRaggiungere un accordo con gli Stati Uniti sulla protezione dei dati personali nel quadro della cooperazione nella lotta al terrorismo e alla criminalità: questo è l’obiettivo con il quale la Commissione intende operare in sede negoziale a nome dell’Ue. Dopo l’11 settembre 2001 e i successivi attentati terroristici in Europa, Unione europea e Usa hanno intensificato la cooperazione di polizia e giudiziaria, ma sono emersi “approcci diversi che in passato hanno dato luogo a divergenze in sede di negoziato per alcuni accordi sullo scambio di informazioni” (ad esempio il programma di controllo delle transazioni finanziarie, cosiddetto accordo Swift). La proposta avanzata il 26 maggio dalla Commissione “è diretta a superare tali divergenze”, spiega Viviane Reding, responsabile per il portafoglio giustizia e diritti fondamentali. Infatti l’Esecutivo Ue vuole “assicurare un alto livello di protezione delle informazioni personali, come i dati sui passeggeri e quelli finanziari, trasferiti nell’ambito della cooperazione transatlantica in materia penale”. L’intesa rafforzerebbe “il diritto dei cittadini di accedere ai dati, rettificarli o, se necessario, cancellarli”. I cittadini comunitari potranno poi “proporre ricorso giurisdizionale negli Stati Uniti contro l’uso illecito dei loro dati”. Si attende ora che il Consiglio Ue approvi il mandato negoziale della Commissione prima dell’avvio delle discussioni, mentre “il Parlamento europeo verrà costantemente informato sullo stato dei negoziati e sarà chiamato ad approvarne l’esito”.Una legge europea per tutelare le persone disabiliNumerose associazioni, Ong, partiti, gruppi locali e sovranazionali da tempo insistono affinché la direttiva europea antidiscriminazione, proposta dalla Commissione nel luglio 2008, riprenda il suo iter. Tale proposta legislativa, che garantirebbe standard minimi di protezione contro le discriminazioni sulla base della nazionalità, del credo religioso, dell’età, della salute fisica, dell’orientamento sessuale, è da tempo ferma per via delle divergenze sorte in sede di Consiglio, dove sono rappresentati gli Stati membri. Ora è la Commissione per le petizioni del Parlamento europeo che ha deciso – come si legge nel sito ufficiale www.europarl.europa.eu – “di proporre un’interrogazione al Consiglio, chiedendo di sbloccare il prima possibile la direttiva antidiscriminazione”. Nel sito si ricorda che le persone disabili o anziane non autosufficienti o in difficoltà fisica o psichica sono 50 milioni e attendono di essere tutelate da tale direttiva. Ma ora potrebbe emergere la richiesta di una legge specifica a tutela dei disabili. “Una compagnia di assicurazioni che rifiuta di pagare il sussidio di disoccupazione a un disabile, un ragazzo autistico escluso da una scuola, un autobus pubblico non accessibile per una sedia a rotelle: questi sono solo alcuni degli esempi di violazione dei diritti dei disabili discussi dalla Commissione petizioni del Parlamento”. “Rappresentazioni diverse della stessa realtà, che evidenziano comportamenti discriminatori verso i disabili” e che non cesserebbero affidandosi solamente alla direttiva Ue antidiscriminazione. Da qui la richiesta di una specifica normativa comunitaria a favore delle persone diversamente abili.

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