La necessaria alleanza

Per un'informazione più completa e libera da ideologie

"Prima ancora di modifiche alla legge 194 o di nuove iniziative legislative, noi chiediamo che venga affermato con chiarezza il principio che l’essere umano è tale e quindi portatore di diritti fin dal concepimento, da quando cioè la formazione del nuovo corredo genetico costituisce un individuo e quindi una persona assolutamente unica ed irripetibile. Perché questo concetto di uguaglianza abbia finalmente valore universale abbiamo bisogno di stringere una grande alleanza con i comunicatori, perché l’informazione e la verità prevalgano sui preconcetti ideologici". È l’invito lanciato da Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita (Mpv), al termine della "tre giorni di non rassegnazione" (Roma, 21-23 maggio) organizzata da Mpv, Forum delle associazioni familiari e Scienza & Vita per i 32 anni della legge 194. L’iniziativa, spiegano gli organizzatori, è stata promossa affinché "anche questo anniversario non passi invano e per dare un segno che l’impegno per l’affermazione integrale del diritto alla vita di ogni essere umano in qualunque fase della sua esistenza non si arrende". A conclusione delle manifestazioni, il Movimento si è ritrovato domenica 23 maggio in piazza San Pietro per il Regina Cæli col Papa. Dopo la recita della preghiera mariana, Benedetto XVI ha salutato "i membri del Movimento per la vita, che promuove la cultura della vita e concretamente aiuta tante giovani donne a portare a termine una gravidanza difficile" perché, come ricordava madre Teresa di Calcutta, "quel piccolo bambino, nato e non ancora nato, è stato creato per una grande cosa: amare ed essere amato".

Preferenza per la nascita. Nell’incontro "Le responsabilità della comunicazione nella difesa della vita nascente" del 22 maggio, Francesco Belletti, presidente del Forum delle associazioni familiari, ha annunciato la raccolta di relazioni e documenti in un volume che verrà inviato a tutti i giornalisti italiani", al Garante per le comunicazioni e ai presidenti dell’Ordine dei giornalisti e della Federazione della stampa. Mpv, Forum delle associazioni familiari e Scienza & Vita chiederanno inoltre un incontro con i rappresentanti dei tre organismi.
Sempre il 22 maggio è stata presentata la relazione sull’attività svolta nel 2009 dai 331 Centri di aiuto alla vita (Cav) sparsi in tutt’Italia: il totale dei bambini sottratti nell’anno all’aborto sono stati 16 mila, cifra che porta il totale dal 1975, anno di fondazione del primo Cav, a 120 mila. Le donne incontrate ed assistite in molteplici forme nel 2009 sono state oltre 50 mila. Queste cifre, spiega Casini, "dimostrano che se tanto può fare un volontariato che non ha altro finanziamento se non quello di tanta gente di buona volontà, molto di più potrebbero fare le istituzioni e la società se finalmente si affermasse la ‘preferenza per la nascita’". Dalla stessa relazione emerge che negli anni è andata "impetuosamente crescendo una abortività nuova, tanto più nascosta quanto più precoce, che non esisteva nel 1978" ed è "la ‘pillola del giorno dopo’, sconosciuta in Italia trent’anni fa. Oggi è venduta ogni anno in 370.000 confezioni". Da qualche anno, inoltre, "è liberamente venduto nelle farmacie un prodotto denominato ‘citotec’, destinato in primo luogo alla protezione gastrica, ma che ha anche l’effetto di indurre contrazioni uterine che provocano l’espulsione del feto, e quindi l’aborto".

Modalità di intervento. Sempre nella relazione si sottolinea la necessità di "soffermarsi sugli effetti di prevenzione determinati dalla convinzione che l’embrione umano, fin dal concepimento è uno di noi, un essere umano portatore di una dignità uguale a quella di ogni essere umano". In tal senso, si domandano gli estensori dello studio, "chi può negare che questo annuncio in Italia sia stato particolarmente forte, soprattutto nella voce della Chiesa cattolica e, in specie, dei Sommi Pontefici? Chi può negare che il popolo italiano, nonostante tutto, sia più attento di altri popoli al messaggio sul valore dell’uomo insistentemente ripetuto nel magistero della Chiesa?". Dal 1975, circa 120 mila bambini sono nati perché "le loro madri sono state sottratte ad una solitudine angosciante", sono state "concretamente aiutate a superare reali difficoltà economiche, sanitarie e sociali" o hanno trovato "il saldo fondamento del coraggio nel riconoscimento della presenza, in loro, di un figlio, un essere umano, un bambino". Tre modalità di intervento, precisano i ricercatori, che "le pubbliche istituzioni potrebbero svolgere ben più ampiamente di quanto sia possibile per il volontariato". La relazione, inoltre, dimostra che "non vi è prova che il numero totale degli aborti (legali, clandestini, invisibili) sia diminuito in Italia" e che se, "come sperabile, gli aborti sono diminuiti, un tale dato non è stato causato dalla legge, ma da fattori diversi dalla legge, in primo luogo l’azione culturale, educativa e assistenziale in favore della maternità e della vita svolta dal volontariato e, prima ancora, da quanti testimoniano e proclamano il valore intangibile della vita umana dal concepimento".

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