Belgio, Austria, Inghilterra

Belgio: i vescovi alle vittime di abusi, “perdono””Chiediamo perdono a tutte le vittime di abusi sessuali, sia per l’aggressione che per il trattamento inadeguato ricevuto. Chiediamo perdono, allo stesso modo, ai parenti delle vittime e alla società per le conseguenze provocate da questi abusi. Esprimiamo la speranza che un cammino di riconciliazione resti aperto”. È quanto scrivono i vescovi del Belgio in una lettera ai fedeli dopo la loro recente visita ad limina in Vaticano. Nel testo, diffuso il 19 maggio, l’episcopato belga ribadisce che “la sicurezza e la protezione dei bambini ha la priorità su ogni altra cosa e su questo punto non c’è da tergiversare. Riconosciamo – affermano i presuli – che i responsabili della Chiesa non hanno sufficientemente compreso l’ampiezza del dramma dell’abuso sessuale sui minori e la vastità delle conseguenze. Con questo silenzio la reputazione dell’istituzione ecclesiale e dei suoi ministri è stata posta avanti alla dignità delle giovani vittime. Gli abusatori hanno avuto una nuova opportunità mentre le vittime portavano sulla loro carne ferite che si cicatrizzavano per niente o poco”. Ringraziando “le vittime che trovano il coraggio di rompere il muro di silenzio raccontando quanto da loro subito”, i vescovi si dicono “riconoscenti” ai membri della commissione per il trattamento degli abusi sessuali” in quanto contribuiscono ad “instaurare una cultura della verità e della giustizia”. Da parte loro “i responsabili della Chiesa” sono obbligati “da questa crisi a guardare i problemi in faccia, a chiamarli per nome e a risolverli in collaborazione con persone competenti”. Per questo come vescovi, “con il sostegno di Benedetto XVI, prenderemo misure concrete e, dove necessario, applicheremo ancora più severamente i criteri di selezione ed ammissione al sacerdozio e ad ogni genere di responsabilità in seno alla Chiesa. Ci impegniamo, inoltre, ad istituire una supervisione ed un accompagnamento più efficace per ogni operatore pastorale. Redigeremo un codice deontologico per tutti coloro che lavorano con bambini o adulti vulnerabili. La questione degli abusi – scrivono i vescovi nella loro lettera – tocca anche l’esercizio dell’autorità. Ecco perché la Chiesa deve intraprendere un esame di coscienza per cambiare quelle forme di esercizio dell’autorità che possono portare ad abusi di potere sui minori. Ciò richiederà coraggio ed umiltà, soprattutto da parte dei vescovi e degli altri responsabili della comunità ecclesiale”. Nel testo, infine, i vescovi ringraziano tutti coloro che “nella Chiesa si impegnano per un mondo più umano e giusto contribuendo annuncio del Vangelo”.Austria: il congresso dei consigli parrocchialiIl card. Christoph Schönborn, presidente della Conferenza episcopale austriaca, ha valutato molto positivamente il congresso dei consigli parrocchiali, svoltosi a Mariazell nei giorni scorsi. In una conferenza stampa svoltasi il 17 maggio, il cardinale ha illustrato i principali temi affrontati: sia i problemi, sia “esperienze di liberazione dalla routine opprimente e del coraggio di una nuova creatività nell’annuncio del Vangelo”. “Il dialogo con i consigli delle comunità parrocchiali prosegue”, ha detto Schönborn, sottolineando tuttavia che “occorre superare la tensione tra universalità e Chiese locali: il tanto di unità necessario, e quanta più varietà possibile. È legittimo parlare dei problemi a livello di Chiese locali e realizzare uno scambio anche con altre Chiese locali”, ha aggiunto. Schönborn ha riferito che i partecipanti all’incontro di Mariazell hanno riconosciuto la necessità di “evitare che la crescente situazione di diaspora porti all’isolamento e alla rinuncia”: si tratta di una “svolta della speranza”, ha aggiunto, affermando che “in Austria esiste una ‘rete dell’amore per il prossimo’ forte e molto vitale”, rappresentata dalle 3000 comunità parrocchiali in cui operano 40.000 membri dei consigli parrocchiali. Inghilterra: una statua della Madonna per il PapaLa statua di “Our lady of the taper”, ovvero “Nostra Signora della candela”, alla quale i cattolici gallesi sono molto devoti, arriverà a Londra per la visita papale (16-19 settembre) così che il Pontefice potrà benedire una candela e accenderla nella mano della statua. L’idea di portare la statua a Londra, da Cardigan, è stata suggerita al Papa dal vescovo di Menevia, mons. Tom Burns, durante la visita ad limina all’inizio del febbraio scorso. “Il vescovo – secondo quanto si legge in una nota dei vescovi inglesi – ha detto al Papa che i cattolici del Galles erano rimasti delusi dal fatto che il Pontefice non avrebbe visitato il loro Paese, pur capendo che il programma era già fitto di impegni”. Delusione ora lenita dalla decisione di portare la statua dal Pontefice. “L’incontro sarà un onore per i cattolici gallesi e sottolineerà l’importanza di Cardigan quale luogo di pellegrinaggio non solo per i cattolici del Galles ma anche per quelli di altre parti della Gran Bretagna e del mondo”.

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