I colori dei cattolici

Lo spettacolo di piazza San Pietro

Era felice e un po’ commosso, Benedetto XVI, in occasione della recita del Regina Cæli domenica 16 maggio. Hanno gremito piazza San Pietro, hanno risposto in tantissimi (duecentomila) la domenica dell’Ascensione all’appello rivolto dalla Consulta nazionale delle aggregazioni laicali per testimoniare al Papa la vicinanza degli italiani.
Sì, la gente vuole bene al Papa. Già in Portogallo, a Fatima, la risposta popolare è stata straordinaria. E anche a Roma non solo i numeri sono stati importanti, ma soprattutto il profilo della gente accorsa. Nonostante la minaccia di pioggia, era una piazza bellissima, colorata, serena, attenta e determinata. È l’immagine del cattolicesimo italiano. È un cattolicesimo di popolo, innanzitutto. E poi è ricchissimo d’identità e di operosità: le bandiere, i palloncini, i cartelli, i gonfaloni, gli striscioni, che colorano la piazza sono il segno di mille realtà vive, radicate, che sanno in ogni caso ritrovarsi, sanno testimoniare insieme.
A questa gente il Papa ha parlato di peccato, "il male spirituale, che a volte, purtroppo, contagia anche i membri della Chiesa". Viviamo nel mondo – ha proseguito Benedetto XVI, citando il Vangelo di Giovanni – ma non siamo del mondo, "anche se dobbiamo guardarci dalle sue seduzioni. Dobbiamo invece temere il peccato e per questo essere fortemente radicati in Dio, solidali nel bene, nell’amore, nel servizio".
La linea sicura che il Papa ha seguito in queste settimane in cui sono divampate le polemiche è quella della verità e della speranza. È una linea persuasiva, che accetta il confronto pubblico, chiama il peccato con il suo nome e rilancia la testimonianza: "Proseguiamo insieme con fiducia questo cammino, e le prove, che il Signore permette, ci spingano a maggiore radicalità e coerenza".
La consegna ai cattolici italiani, alla Chiesa, è stata rilanciata dal presidente della Cei, nella messa con le aggregazioni laicali che ha concluso la giornata dell’Ascensione. "Dal nostro Papa – ha detto il cardinale Bagnasco – dobbiamo apprendere l’arte del dialogo e della capacità di relazione con i soggetti più vari. Ma sempre alla scuola del Santo Padre dobbiamo imparare ad andare, quando serve, controcorrente, ad essere portatori di un’idea diversa, di un punto di vista alternativo. Non possiamo aver timore dell’anticonformismo. Non è per il gusto di opporci a qualcuno, ma per amare tutti, innanzitutto per obbedire a Dio".
Deve essere la forma contemporanea della presenza soprattutto dei laici nella vita di oggi, che riprende le note più alte della grande spiritualità moderna: "Solo Lui può riempire il cuore e la vita. Solo Lui ci basta". E le proietta in una società che cambia, ma che proprio per questo ha bisogno di una presenza radicata, libera e forte. Il movimento cattolico così, oggi in Italia, sta delineando nuove forme, a misura di un momento storico molto confuso, impegnativo, ma apertissimo.

Francesco Bonini

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