Le attese e le certezze

Il quarto giorno: l'incontro a Oporto

Nell’ultimo giorno del suo viaggio apostolico in Portogallo, il 14 maggio, Benedetto XVI è giunto a Porto, dove di mattina ha celebrato l’eucaristia nel Grande Piazzale di Avenida dos Aliados. Dopo la santa messa ha rivolto un saluto ai fedeli riuniti nella stessa Avenida dos Aliados. Poi si è recato all’Aeroporto internazionale di Porto, dove si è svolta la cerimonia di congedo, prima di ripartire per Roma.

Missione improrogabile. Riprendendo il passo degli Atti degli apostoli in cui Mattia fu associato agli undici apostoli, il Papa, nell’omelia della messa a Porto, ha ricordato le parole di Pietro: "Bisogna che uno divenga testimone, insieme a noi, della risurrezione". L’attuale Successore di Pietro, ha affermato il Papa, "ripete a ciascuno di voi: Miei fratelli e sorelle, bisogna che diventiate con me testimoni della risurrezione di Gesù". Il cristiano, infatti, "è, nella Chiesa e con la Chiesa, un missionario di Cristo inviato nel mondo". Questa è "la missione improrogabile di ogni comunità ecclesiale: ricevere da Dio e offrire al mondo Cristo risorto, affinché ogni situazione di indebolimento e di morte sia trasformata, mediante lo Spirito Santo, in occasione di crescita e di vita". Bisogna diventare "portatori di Gesù risorto nel mondo, recandolo ai diversi settori della società e a quanti in essi vivono e lavorano". "Per esperienza personale e comune – ha sostenuto il Pontefice -, sappiamo bene che è Gesù colui che tutti attendono. Infatti le più profonde attese del mondo e le grandi certezze del Vangelo si incrociano nell’irrecusabile missione che ci compete, poiché ‘senza Dio l’uomo non sa dove andare e non riesce nemmeno a comprendere chi egli sia’". Tuttavia, "se questa certezza ci consola e ci tranquillizza, non ci esime dall’andare incontro agli altri. Dobbiamo vincere la tentazione di limitarci a ciò che ancora abbiamo, o riteniamo di avere, di nostro e di sicuro: sarebbe un morire a termine, in quanto presenza di Chiesa nel mondo, la quale, d’altronde, può soltanto essere missionaria nel movimento diffusivo dello Spirito".

Nuove sfide. Sin dalle sue origini, ha sottolineato il Santo Padre, "il popolo cristiano ha avvertito con chiarezza l’importanza di comunicare la Buona Novella di Gesù a quanti non lo conoscevano ancora". In questi ultimi anni, però, "è cambiato il quadro antropologico, culturale, sociale e religioso dell’umanità; oggi la Chiesa è chiamata ad affrontare nuove sfide ed è pronta a dialogare con culture e religioni diverse, cercando di costruire insieme ad ogni persona di buona volontà la pacifica convivenza dei popoli. Il campo della missione ad gentes si presenta oggi notevolmente ampliato e non definibile soltanto in base a considerazioni geografiche; in effetti ci attendono non soltanto i popoli non cristiani e le terre lontane, ma anche gli ambiti socio-culturali e soprattutto i cuori che sono i veri destinatari dell’azione missionaria del popolo di Dio". Benedetto XVI ha anche rivolto un saluto alla gente riunita in piazza: "Sono felice di trovarmi in mezzo a voi e vi ringrazio per la festosa e cordiale accoglienza che mi avete riservata nella città di Porto, la ‘Città della Vergine’. Alla sua materna protezione affido le vostre vite e famiglie, le vostre comunità e strutture al servizio del bene comune, in particolare le università di questa città i cui studenti si sono dati appuntamento qui e mi hanno manifestato la loro gratitudine e la loro adesione al magistero del Successore di Pietro".

Lievito della società. "Al termine della mia visita, rivive nel mio spirito la densità di tanti momenti vissuti in questo pellegrinaggio in Portogallo". Sono le parole del Papa al momento del congedo all’aeroporto. Dopo aver espresso a tutti la sua "sincera gratitudine", il Pontefice ha esortato: "Non cessi di crescere tra voi la concordia, che è essenziale per una salda coesione, via necessaria per affrontare con responsabilità comune le sfide che vi stanno dinnanzi. Continui questa gloriosa Nazione a manifestare la grandezza d’animo, il profondo senso di Dio, l’apertura solidale, retta da principi e valori impregnati di umanesimo cristiano". A Fatima, ha confidato, "ho pregato per il mondo intero chiedendo che il futuro porti maggiore fraternità e solidarietà, un maggiore rispetto reciproco e una rinnovata fiducia e confidenza in Dio, nostro Padre che è nei cieli". È stata per Benedetto XVI "una gioia essere testimone della fede e della devozione della comunità ecclesiale portoghese": "Ho potuto vedere l’entusiasmo dei bambini e dei giovani, la fedele adesione dei presbiteri, dei diaconi e dei religiosi, la dedizione pastorale dei vescovi, la voglia di ricercare la verità e la bellezza evidente nel mondo della cultura, la creatività degli operatori della pastorale sociale, il vibrare della fede dei fedeli nelle diocesi che ho visitato". "Il mio desiderio – ha concluso – è che la mia visita divenga incentivo per un rinnovato ardore spirituale e apostolico. Che il Vangelo venga accolto nella sua integralità e testimoniato con passione da ogni discepolo di Cristo, affinché esso si riveli come lievito di autentico rinnovamento dell’intera società!".

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