Irlanda, Belgio, Olanda

Irlanda: mons. Martin, “non abbassare la guardia””Personalmente, da quando sono arcivescovo di Dublino, non sono mai stato così affranto e scoraggiato circa il doloroso cammino di rinnovamento della Chiesa irlandese. Ma non ho altra scelta che proseguire giorno per giorno nella ricerca della mia conversione”. È quanto scrive l’arcivescovo di Dublino, mons. Diarmuid Martin, in una nota sul futuro della Chiesa cattolica in Irlanda, diffusa il 10 maggio. Tra i motivi dello scoraggiamento mons. Martin cita “lo stillicidio di rivelazioni su abusi sessuali compiuti su bambini e del modo disastroso in cui è stato gestito. Ci sono ancora forze che preferirebbero che la verità non uscisse fuori. Ma la verità ci farà liberi anche se si rivelerà dura. Ci sono segni di negazione inconscia da parte di molti sull’ampiezza degli abusi commessi all’interno della Chiesa in Irlanda e di come sono stati coperti. Ci sono segni di rifiuto di responsabilità per ciò che è accaduto e ci sono preoccupanti segni che nonostante norme e regole solide queste non saranno seguite con la severità richiesta”. Circa l’arcidiocesi di Dublino, scrive il presule, “faccio appello a tutte le parrocchie affinché mettano in campo ogni misura di protezione dei bambini e non ci sia nessun abbassamento nella vigilanza. La salvaguardia dei minori sia nell’agenda di ogni consiglio parrocchiale e se si registra una qualsiasi preoccupazione che non può essere riferita lasciate che le persone mi contattino direttamente”.Belgio: aperti 270 nuovi dossierDal 23 aprile 2010 ad oggi sono stati aperti 270 nuovi dossier presso la Commissione preposta dalla Conferenza episcopale belga per il trattamento dei casi di abuso sessuale. Lo annuncia una nota firmata da Peter Adriaenssens, presidente della Commissione e diffusa nei giorni scorsi. 12 casi provengono dal Belgio francofono. Il 90% delle vittime sono maschi. “La Commissione – precisa Adriaenssens – ha rafforzato la sua equipe per dare una risposta più adeguata alle necessità. Molte lettere e e-mail ancora devono ricevere una risposta, visto il numero di lamentele esposte”. Riguardo ai colpevoli, prosegue, “apprezziamo la collaborazione” in seguito all’appello di mons. Andre-Joseph Leonard, arcivescovo di Bruxelle-Malines e presidente della Conferenza episcopale belga, il quale aveva chiesto alle vittime di abuso sessuale di “farsi conoscere presso la Commissione e alla giustizia”. La Commissione sollecita anche l’attenzione dei media riguardo al rispetto della vita privata delle vittime: “numerosi casi riportati dalla stampa non dicono chiaramente se è stata ottenuta un’autorizzazione, anche se i dati vengono forniti nel rispetto dell’anonimato”. Perciò si incoraggiano le vittime “a contattarci sapendo che sarà garantita loro discrezione”.Olanda: istituita la commissione di inchiesta “È stata accolta la proposta avanzata da Wim Deetman di istituire una commissione indipendente per indagare sugli abusi sessuali nei Paesi Bassi dal 1945 ad oggi”: con queste parole l’11 maggio i vescovi olandesi e la Conferenza dei religiosi olandesi (Knr) si sono pronunciati sul piano che Wim Deetman, ex ministro ed ex sindaco dell’Aja, aveva proposto giorni fa. I lavori della commissione, della quale dovrebbero fare parte 5 esperti, dovrebbero essere completati entro 18 mesi. Cinque i livelli di attività previsti: ascolto delle vittime, dei testimoni, degli imputati e dei difensori dei reati, dei funzionari amministrativi; effettuazione ricerche d’archivio; studio di materiale sull’argomento; effettuazione ricerche proprie; aiuto alle vittime. I vescovi e i dirigenti del Knr nel comunicato ribadiscono “la condanna di qualsiasi forma di abuso sessuale, in quanto contrario al Vangelo e alla dignità della persona umana”; ribadiscono “le loro scuse e il loro dolore per le vittime degli abusi e invitano le vittime che ancora non hanno denunciato quanto accaduto a farlo all’associazione Hulp & Recht (Aiuto e Diritto) o alla commissione che verrà istituita”. Per quanto riguarda i tempi proposti da Deetman la “priorità viene data all’attività di assistenza e consulenza alle vittime”. Anche nel caso in cui siano già attive le procedure di legge per l’assistenza e l’ascolto tra le vittime, i vescovi e i religiosi ritengono “di suprema importanza che, nel breve periodo, la Commissione verifichi ulteriori modi per fornire assistenza e ottimizzi il buon andamento delle procedure esistenti”. Chiedono quindi a Deetman di assumere la presidenza del Comitato e ringraziano i membri per la loro disponibilità a partecipare all’inchiesta, “confermando la loro fiducia sull’operato trasparente, indipendente e che svolga un’attività di ricerca scientifica”. “Indipendenza e trasparenza”, concludono, “è proprio quello cui le vittime hanno diritto così come lo ha la Chiesa, perché possa prevenire in maniera efficace futuri abusi”. Al momento attuale all’associazione Hulp & Recht, sono arrivate 1.500 denunce, la maggior parte degli abusi sarebbe avvenuta nei convitti religiosi e nei seminari.

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