Il sentiero della verità

Il secondo giorno con l'arrivo a Fatima

Un incontro con il mondo della cultura a Lisbona, di mattina, e poi lo spostamento, nel pomeriggio, a Fatima, dove ha visitato la cappellina delle apparizioni, celebrato i Vespri con il clero e i religiosi, benedetto le fiaccole nella spianata del Santuario e recitato il rosario. Sono questi i momenti salienti della seconda giornata (12 maggio) di Benedetto XVI in Portogallo.

La ricerca della verità. “Oggi la cultura riflette una ‘tensione’, che alle volte prende forme di ‘conflitto’, fra il presente e la tradizione”. Lo ha detto il Papa incontrando il mondo della cultura nel Centro culturale di Belém di Lisbona. “La dinamica della società – ha spiegato – assolutizza il presente, staccandolo dal patrimonio culturale del passato e senza l’intenzione di delineare un futuro”. Ciò tuttavia “si scontra con la forte tradizione culturale del popolo portoghese, profondamente segnata dal millenario influsso del cristianesimo e con un senso di responsabilità globale”. Una tradizione che “ha dato origine a ciò che possiamo chiamare una ‘sapienza’, cioè, un senso della vita e della storia di cui facevano parte un universo etico e un ‘ideale’ da adempiere da parte del Portogallo”. “Questo ‘conflitto’ fra la tradizione e il presente si esprime nella crisi della verità, ma unicamente questa – ha ammonito il Papa – può orientare e tracciare il sentiero di un’esistenza riuscita, sia come individuo sia come popolo. Infatti un popolo, che smette di sapere quale sia la propria verità, finisce perduto nei labirinti del tempo e della storia”. “La Chiesa – ha ribadito il Pontefice – ritiene come sua missione prioritaria, nella cultura attuale, tenere sveglia la ricerca della verità e, conseguentemente, di Dio”.

Una rosa d’oro. “Ringrazio tutti coloro che, ogni giorno, pregano per il successore di Pietro e per le sue intenzioni affinché il Papa sia forte nella fede, audace nella speranza e zelante dell’amore”. È un passo della preghiera alla Madonna pronunciata dal Pontefice a Fatima, durante la visita alla cappellina delle apparizioni nella Spianata del Santuario. Nella speciale preghiera rivolta alla Madonna, il Pontefice ha voluto ricordare il suo predecessore, Giovanni Paolo II, che ha visitato tre volte Fatima e ha ringraziato per quella “mano invisibile” che “lo ha liberato dalla morte nell’attentato del 13 maggio, in piazza san Pietro, quasi trent’anni fa. Al termine della preghiera, Benedetto XVI ha consegnato al Santuario di Fatima una “Rosa d’oro”, portata da Roma come “omaggio di gratitudine del Papa per le meraviglie che l’Onnipotente ha compiuto per mezzo di te, nei cuori di tanti che vengono pellegrini a questa tua casa materna”.

Fedeltà e testimonianza. “La principale preoccupazione di ogni cristiano, specialmente della persona consacrata e del ministro dell’altare, dev’essere la fedeltà, la lealtà alla propria vocazione, come discepolo che vuole seguire il Signore”. Lo ha sostenuto il Pontefice, celebrando i vespri con i sacerdoti, religiosi, seminaristi e diaconi nella chiesa della Ss. Trindade di Fatima. “Sarebbe un controsenso accontentarsi di una vita mediocre, vissuta all’insegna di un’etica minimalista e di una religiosità superficiale”, ha affermato il Pontefice. In un mondo in cui “molti dei nostri fratelli vivono come se non ci fosse un aldilà, senza preoccuparsi della propria salvezza eterna”, per il Papa è “grande il bisogno” della “testimonianza” delle persone consacrate, perché “gli uomini sono chiamati ad aderire alla conoscenza e all’amore di Dio, e la Chiesa ha la missione di aiutarli in questa vocazione”. Soprattutto, Benedetto XVI ha invitato i preti a riservare “particolare attenzione alle situazioni di un certo indebolimento degli ideali sacerdotali oppure al fatto di dedicarsi ad attività che non si accordano integralmente con ciò che è proprio di un ministro di Gesù Cristo”. Per il Papa, “è il momento di assumere, insieme con il calore della fraternità, il fermo atteggiamento del fratello che aiuta il proprio fratello a restare in piedi”. “Possa la Chiesa essere rinnovata da santi sacerdoti, trasfigurati dalla grazia di Colui che fa nuove tutte le cose”. È stato l’auspicio espresso dal Pontefice, durante l’atto di affidamento e consacrazione dei sacerdoti al cuore immacolato di Maria, subito dopo la celebrazione dei vespri.

Alimentare la fiamma. “Non abbiate paura di parlare di Dio e di manifestare senza vergogna i segni della fede, facendo risplendere agli occhi dei vostri contemporanei la luce di Cristo”. È l’appello lanciato da Benedetto XVI, durante la benedizione delle fiaccole sulla spianata del Santuario di Fatima, dove si è svolta la processione “aux flambeaux”. “Nel nostro tempo, in cui la fede in ampie regioni della terra rischia di spegnersi come una fiamma che non viene più alimentata, la priorità al di sopra di tutte è rendere Dio presente in questo mondo e aprire agli uomini l’accesso a Dio”, ha ribadito Benedetto XVI. Invitando i fedeli alla recita del rosario, Benedetto XVI ha ammesso: “Sento che mi accompagnano la devozione e l’affetto dei fedeli qui convenuti e del mondo intero”. E poi ha concluso: “Porto con me le preoccupazioni e le attese di questo nostro tempo e le sofferenze dell’umanità ferita, i problemi del mondo”.

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