Per la prima casa

Un fondo di solidarietà di due milioni di euro

È di quasi due milioni di euro il fondo regionale di solidarietà per il pagamento degli interessi sui mutui per l’acquisto, la costruzione e il recupero della prima casa. Il programma, disposto dalla Regione in accordo con l’Associazione bancaria italiana (Abi), e gestito da Abruzzo Sviluppo, è stato presentato dal vicepresidente della Regione e assessore allo Sviluppo economico, Alfredo Castiglione, che ha dichiarato: “È questa un’importante tappa per far sentire le istituzioni vicine ai problemi della popolazione abruzzese”. Il progetto infatti offrirà un valido sostegno alle famiglie in difficoltà nel pagamento delle rate di mutuo per la prima casa, dovute principalmente alla perdita del lavoro di almeno un loro componente. “La perdita di lavoro – si legge nel programma – deve essere anteriore ai mesi precedenti la pubblicazione del bando e permanere alla data di presentazione della domanda”. I beneficiari. Potranno accedere alle agevolazioni previste i titolari di mutui la cui situazione economica familiare non superi il valore Isee (indicatore di situazione economica equivalente) di 15.000 euro, e soggetti che prestano attività lavorativa nei servizi sanitari e di pubblica utilità, non regolarmente retribuita, per un periodo non inferiore a tre mesi, a causa della condizione di crisi nella quale versa l’impresa datrice di lavoro. Nel programma viene inoltre specificato che “i richiedenti dovranno avere cittadinanza italiana o di Stato membro Ue, residenza anagrafica nell’alloggio sottoposto a mutuo, non devono godere di altri diritti di proprietà; l’immobile sottoposto a mutuo deve essere identificato come prima casa e abitazione principale”. La Regione corrisponderà la quota interessi per un periodo massimo di 22 mesi. Gli istituti di credito sospenderanno il pagamento della quota capitale per 12 mesi. “La sfida di queste due misure – ha precisato Castiglione – risiede nella necessità, da parte delle banche, di valutare le condizioni di coloro che non hanno facile accesso al credito. Accade infatti che in tempo di crisi le famiglie sono costrette a tagliare le spese per sostenere gli studi dei figli, visite mediche o periodi di vacanza; si cerca con queste misure di evitare che un’idea malintesa di risparmio familiare ponga a rischio il diritto, costituzionalmente garantito, di giovani meno abbienti di realizzarsi nella società”.Un progetto valido, ma non ancora approvato. Il segretario regionale della Uil Abruzzo, Roberto Campo, ha dichiarato che questa iniziativa proposta dalla Regione, seppur lodevole, “finora non è stata ancora attuata: sono già numerosi i cittadini che hanno chiesto informazioni presso i nostri sportelli Uil aperti al pubblico, senza purtroppo ottenere alcuna informazione”. L’assessore allo Sviluppo economico ha però precisato che il ritardo con cui non viene ancora data attuazione a tale programma è da ascriversi ad una variazione intercorsa all’accordo quadro sottoscritto dalla Regione Abruzzo con l’Associazione bancaria italiana. “Tale variazione – si legge in una nota – è stata fortemente voluta dalla presidenza e dalla vicepresidenza della Regione in quanto riguarda l’inserimento, tra i beneficiari, dei lavoratori dipendenti di imprese operanti nel settore dei servizi sanitari e socio-assistenziali, in convenzione con la pubblica amministrazione, che abbiano maturato un credito per mancata corresponsione del trattamento retributivo”. Non appena sarà modificato l’accordo da parte dei competenti organi dell’Abi, “i quali – continua Castiglione – sono stati sollecitati dal sottoscritto al fine di giungere, nel più breve tempo possibile, al recepimento della modifica intercorsa, presumibilmente entro il mese di maggio, sarà mia premura dare comunicazione circa l’operatività effettiva del provvedimento”. A gestire questo Fondo di solidarietà sarà Abruzzo Sviluppo Spa, la società di promozione industriale della Regione che, come garantito da un operatore, non appena verrà pubblicato il bando si preoccuperà di fornire al cittadino tutte le informazioni richieste.I bisogni della popolazione. Nel Rapporto sociale 2009 del Centro di analisi della provincia di Teramo, riportato nel Dossier Gemino 3 (Gestione e monitoraggio informatico network degli osservatori – Analisi dati 2009), realizzato dalla Caritas delle diocesi abruzzesi, emerge che la Regione Abruzzo è stata investita pesantemente dalla crisi finanziaria: “Tra le 107 province del Paese quelle dell’Abruzzo sono nelle ultime posizioni della scala del reddito per contribuente”. Nell’ultimo anno è aumentato il numero dei disoccupati, anche a causa del sisma che ha duramente colpito il cuore della Regione; tra i valori di vulnerabilità sociale, le problematiche occupazionali si confermano essere prioritarie per gli utenti che si rivolgono ai Centri d’ascolto Caritas. Secondo quanto riportato nel Dossier, pochi sono i cittadini italiani che possiedono una casa di proprietà, “dato che – si legge nel documento – evidenzia chiaramente la precarietà economica delle famiglie che non possono garantire il pagamento di un eventuale mutuo”.a cura di Alessandra Circi(12 maggio 2010)

Altri articoli in Archivio

Archivio

Informativa sulla Privacy