Albania, Spagna, Francia

Albania: Chiesa e “situazione sociale e politica”Un “appello circa la situazione politico-sociale in Albania” rivolto alle massime cariche istituzionali e politiche del Paese e “a tutte le persone di buona volontà”. Lo hanno reso noto il 5 maggio i vescovi della Chiesa cattolica in Albania, riuniti a Tirana per la loro assemblea ordinaria annuale (4-5 maggio). Motivo del messaggio, la “crisi che si aggrava di giorno in giorno”, per la quale “il nostro popolo sta soffrendo”. “La Chiesa cattolica in Albania, in periodi difficili della storia del Paese – ricordano i vescovi -, non è rimasta indifferente, ma sempre ha incoraggiato la fraternità e si è impegnata per il bene comune e per un futuro migliore del nostro Paese. La comunità cattolica in Albania ha dato il suo contributo tramite molti sacerdoti e laici uccisi, perseguitati ed esiliati negli anni del regime comunista a causa della fede. Pure ora i cattolici sono impegnati a favore del bene comune e nella costruzione del Paese nella pace e nella giustizia”. Per questo motivo, proseguono i vescovi albanesi, “seguendo con preoccupazione l’evolversi della situazione, dieci mesi dopo le elezioni sentiamo nostro dovere, come pastori della Chiesa cattolica, impegnarci per il miglioramento della situazione”. Il popolo, scrivono, “sta soffrendo”, mentre avrebbe diritto “ad una società più fraterna e pacifica”. “Il nostro Paese – denunciano poi i vescovi – sta dando una pessima impressione al mondo, in questo momento storico in cui è membro della Nato e sta chiedendo il libero movimento dei cittadini, negato per decenni, e l’integrazione nell’Unione europea”. Da qui un invito ai politici “affinché, con coscienza e responsabilità, cerchino il bene comune prima di ogni interesse di partito o individuale e scelgano la via del dialogo aperto senza nessun pregiudizio, via per la quale c’è sempre spazio, in modo da andare verso una soluzione più degna e giusta, avendo nel cuore e nella mente sempre il bene della nostra gente, che molto sta soffrendo”. Spagna: la campagna “XTANTOS” 2010Il Segretariato per il sostentamento della Chiesa della Conferenza episcopale spagnola ha avviato la campagna della Dichiarazione dei redditi 2010, per invitare i cattolici e coloro che apprezzano il lavoro della Chiesa a segnare la X a favore della stessa Chiesa nella Dichiarazione. La campagna è stata presentata il 5 maggio in conferenza stampa, cui hanno partecipato il vescovo di Ciudad Real, mons. Antonio Algora Hernando, responsabile del suddetto Segretariato, e il vice segretario per gli Affari economici della Ces, Fernando Giménez Barriocanal. In continuità con le campagne degli anni scorsi, lo slogan “XTANTOS” spiega sinteticamente ciò che la Chiesa vuole trasmettere: il lavoro che riscatta e la necessità che ancora una volta le persone s’impegnino per continuare ad aiutare i “tanti” bisognosi. Gli spot pubblicitari per la televisione e le inserzioni nella stampa generalista potranno essere visti dal 17 maggio al 13 giugno. La campagna include anche inserzioni in stampa specializzata, media digitali e radio, e cartelloni pubblicitari nelle principali città. Come l’anno scorso è stata realizzata una pubblicazione (“XTANTOS”) con notizie, articoli, interviste, reportage circa il sostentamento economico della Chiesa. 950.000 copie, che già hanno iniziato a distribuire nelle parrocchie delle diocesi. Attivo anche il sito www.portantos.es. Dal 2008 il sostentamento della Chiesa dipende esclusivamente dai cattolici e dalle persone che ne riconoscono l’operato barrando la casella della Chiesa cattolica nella Dichiarazione dei redditi. In questo modo alla Chiesa verrà devoluto lo 0,7% delle imposte di questi contribuenti, senza costi aggiuntivi per loro.Francia: Ascensione, una “sosta arricchente””Siamo saturati, dal mattino alla sera, da effimeri messaggi commerciali. L’Ascensione è un formidabile appuntamento culturale e spirituale”. A richiamare l’attenzione sulla “grande ricorrenza del calendario cristiano tra Pasqua e Pentecoste, che richiama l’ultimo incontro tra Gesù risorto e gli apostoli” e quest’anno si celebra martedì 13 maggio, è padre Bernard Podvin, portavoce della Conferenza episcopale francese. In una nota pubblicata il 5 maggio sul sito della Chiesa cattolica di Francia, padre Podvin spiega che “per i credenti salire al cielo è raggiungere la sfera di Dio. Non si tratta né di magia, né di azioni spettacolari”. “Nel festeggiare l’Ascensione” c’è il rischio di allontanarsi “dalle realtà sociali e temporali?” si chiede il religioso. “Al contrario! Mentre trascorriamo ogni giorno in una visibilità sgargiante, aggressiva e impudica, l’Ascensione propone la giusta distanza, il rispetto dell’intimità, l’invisibilità rispettosa dell’uomo”. L’Ascensione “dice che l’uomo va oltre l’uomo”. Questa festa religiosa, riconosciuta in Francia dal Concordato tra Bonaparte e Pio VII insieme a Natale, l’Assunzione e Ognissanti, “per molti è sinonimo di ponti e di scampagnate primaverili”, ma “nel contesto di una società in cerca di riferimenti – secondo padre Podvin – può divenire una sosta ricca di risorse. Non è fuga dal tempo; essa offre una nuova visione del mondo”.

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