Abitare la vita

Il "cuore" dell'impegno associativo sul territorio" "

Educazione e annuncio evangelico "sono due temi cardine della vita dell’associazione". Incontrando i responsabili dell’Azione Cattolica (Ac) al convegno delle presidenze diocesane, che si è tenuto a Roma dal 30 aprile al 2 maggio, il presidente nazionale, Franco Miano, ha sottolineato la volontà dell’Ac di "essere veicolo del dono grande della fede". L’incontro, dal titolo "Sulle strade dei cercatori di Dio", ha proposto riflessioni spirituali (mons. Ermenegildo Manicardi, rettore dell’Almo Collegio Capranica), relazioni sociologiche, teologiche e pastorali (Chiara Giaccardi, Giuseppe Lorizio, don Guido Benzi), laboratori nei quali i presenti si sono confrontati su diversi fronti del primo e del nuovo annuncio. Diffusa inoltre una lettera ai presbiteri, "collaboratori della nostra gioia", in occasione dell’Anno Sacerdotale, mentre è stato ricordato Eugenio Zucchetti, sociologo e presidente dell’Azione Cattolica ambrosiana scomparso prematuramente lo scorso anno, ed è stato presentato l’incontro nazionale dell’Azione Cattolica ragazzi (Acr) e dei giovanissimi che si terrà a Roma il 30 ottobre 2010. Denunciato, infine, l’aggravio "insopportabile" delle tariffe postali per decisione del governo, che mette a rischio la stampa associativa e, più in generale, tutta la stampa cattolica e quella legata al volontariato e al no profit.

Collaborare all’opera educativa di Dio. "L’evangelizzazione è al cuore dell’impegno dell’Ac", ha rimarcato Miano. "Ogni proposta associativa può essere occasione di primo annuncio", ha precisato il presidente nazionale, invitando l’associazione a "farsi promotrice di cammini specifici di scoperta e riscoperta della fede", ad esempio andando incontro ai genitori dei ragazzi che frequentano i gruppi Acr. Ancora, "fare esperienze concrete di gruppi aperti all’accoglienza", poiché "lo stile di una comunità cristiana è essenziale, e non possiamo confondere la saldezza della fede con la mancanza di ascolto e dialogo". Ribadito il legame dell’associazione con la vita parrocchiale e diocesana: "Come Ac – ha rimarcato Miano – dobbiamo riprendere ad abitare, assieme alla comunità cristiana, quei momenti, tempi e luoghi strategici nella vita delle persone, dalle occasioni importanti come la nascita, la morte, i matrimoni, agli ambiti quotidiani: professioni, lavoro, studio". Infine l’educazione, che non è "altro" rispetto all’evangelizzazione. "Per noi educare significa prima di tutto educare alla fede, convinti che questo voglia dire anche educare alla vita, ed educare ‘la’ vita. Il nostro – ha concluso – non è un impegno educativo qualsiasi, da tecnici o professionisti, bensì collaborazione alla grande opera educativa di Dio".

Ricerca dell’uomo e ricerca di Dio. "La fede cristiana non tende a sopprimere, ma ad allargare il desiderio di Dio", ha ricordato Giuseppe Lorizio, docente di teologia fondamentale alla Pontificia Università Lateranense e preside dell’Istituto superiore di scienze religiose "Ecclesia Mater". Denunciando l’esistenza di un problema "antropologico", di "identità dell’umano", il teologo ha sottolineato che "questa ricerca di Dio non è mai fuori dalla ricerca dell’uomo". Da qui, cinque piste evangeliche, "icone di questa ricerca": la parabola del buon samaritano, segno della "diaconia", che indica come la Chiesa non sia chiamata "a prendersi cura di sé", ma "del mondo"; la via della Croce, che "accompagna verso la risurrezione" e si alimenta con una fede "che non ha bisogno di effetti speciali"; i discepoli di Emmaus, che esprimono una "delusione" dalla quale viene "lo stimolo per una riforma"; il Pane spezzato, poiché "la Parola non basta se non è accompagnata dal gesto, e il gesto è cieco se non è sostenuto dalla fede"; la Via di Damasco per "passare da una fede cieca a una dagli occhi aperti" che sappia usare "l’intelligenza e la ragione".

In relazione con l’altro. Di ricerca religiosa come "caratteristica antropologica dell’essere umano" ha parlato Chiara Giaccardi, docente di sociologia della comunicazione all’Università Cattolica di Milano, rilevando come la cultura odierna tenda "a eliminare Dio dai propri orizzonti, a favore di un materialismo" che, tuttavia, non riesce a soddisfare la ricerca umana. Centrale è la questione dell’"alterità", "capacità di entrare in relazione con ciò che è altro da me: il prossimo, in senso orizzontale; Dio, in senso verticale". A margine della relazione, la sociologa ha invitato a "rigenerare il significato della parola ‘sicurezza’ intendendola come surplus di cura", poiché "i problemi non si risolvono barricandosi, ma facendosene carico": è quindi importante "recuperare la dimensione della fraternità perché la ricerca non può mai essere individuale". Tre le caratteristiche del "primo annuncio", messe in evidenza dal direttore dell’Ufficio catechistico della Cei, don Guido Benzi. La prima è "la dimensione del dono", "in vista di un progetto di vita innestato sul Vangelo"; poi la "continua chiamata alla conversione"; infine la verifica di "quanto le proprie relazioni siano aperte a una via buona e capace di amare Dio e gli altri in un orizzonte di speranza".

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