Le tre tutele

Libertà, sicurezza e giustizia nel "Programma di Stoccolma"

Si chiama “spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia”: è l’obiettivo finale di 170 iniziative, progetti e provvedimenti che i leader politici dei 27 Stati Ue hanno approvato nel dicembre 2009 sotto il nome – poco ricco d’immaginazione – di “Programma di Stoccolma”. Ora, per passare dalle parole ai fatti, la Commissione, incaricata di tirare le fila del Programma, si affida a due donne, che fanno della concretezza una bandiera dell’Unione.I diritti oltre i confini. Gli stessi diritti, il medesimo senso di sicurezza, eguali libertà: gli europei si attendono dall’Ue “un quadro di tutele valido per tutti” e “in qualunque Paese membro si trovino”. Viviane Reding, lussemburghese, è una “veterana”: dopo essersi occupata nel quinquennio passato di media e società dell’informazione, nel secondo Esecutivo guidato da José Manuel Barroso ha ricevuto la delega alla giustizia e alla cittadinanza. La svedese Cecilia Malmstrom, invece, è fresca di nomina nella Commissione, dove si occupa degli affari interni. Grazie al loro lavoro, il collegio ha presentato settimana scorsa una serie di misure “per rafforzare la possibilità dei cittadini di lavorare, viaggiare o studiare al di fuori del proprio Paese d’origine”. Sedendo una accanto all’altra nella sala stampa dell’Europarlamento di Strasburgo, Reding e Malmstrom hanno duettato senza sbavature. “Sono misure che influiscono sulla cooperazione giudiziaria, sulle politiche d’immigrazione e asilo – ha spiegato Viviane Reding -, su tante azioni quotidiane che oggi trovano ostacoli nella burocrazia e in normative differenti. Non vogliamo né possiamo cambiare le leggi dei singoli Paesi, piuttosto intendiamo creare dei collegamenti tra i sistemi giuridici nazionali”. Libertà e sicurezza. Reding ha aggiunto: “I cittadini Ue non devono vedersi ostacolato l’accesso alla giustizia quando lasciano il proprio Paese d’origine. Devono poter contare sul fatto che l’Europa sia in grado di tutelare i loro diritti quando sono all’estero, che sia per fondare una famiglia, andare in pensione, risolvere dispute contrattuali oppure occuparsi delle conseguenze di un incidente automobilistico”. Come ha spiegato Cecilia Malmstrom, le proposte dell’Esecutivo – che devono ora passare al vaglio di Consiglio e Parlamento – “riguardano ad esempio la protezione dei dati personali, l’alleggerimento delle procedure amministrative per le persone e le imprese”, “il contrasto alla cybercriminalità per la protezione dell’identità personale”. Le novità si inseriscono nel processo di applicazione del Trattato di Lisbona (e dell’allegata Carta dei diritti fondamentali) e, appunto, nel “Programma di Stoccolma” per giustizia e sicurezza. “Tale Programma vuole portare a un’Europa libera e sicura. Poiché la libertà e la sicurezza sono materie che stanno a cuore ai cittadini, è anche un’opportunità, per l’Europa, di avvicinarsi alla gente”. La commissaria ha aggiunto: “Intendo fra l’altro creare un sistema comune di asilo e immigrazione basato sulla solidarietà”.Le novità del Trattato e della Carta. Con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona (1 dicembre 2009), ha assunto valore vincolante anche la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione: Europa e Stati membri devono ora assicurare il rispetto dei diritti in essa contenuti su tutto il territorio comunitario. Tale ambito politico dev’essere regolato da norme proposte dalla Commissione, approvate congiuntamente da Parlamento di Strasburgo e Consiglio Ue, il quale – altra novità – delibererà a maggioranza qualificata invece che all’unanimità, come accadeva in passato. Il piano varato dalla Commissione prevede proposte in due settori: quello della giustizia e cittadinanza e quello degli affari interni. Solo per fare qualche esempio, nel primo ambito si propone di: migliorare la protezione dei dati per i cittadini (quindi la direttiva del 1995 “sarà modernizzata per rispondere alle nuove sfide tecnologiche, a partire da internet”); rafforzare i diritti dell’imputato nei procedimenti penali “per garantire un giusto processo”; ridurre la burocrazia per le persone e per le imprese; semplificare il recupero crediti transfrontaliero; aumentare la tutela di chi viaggia (protezione consolare, acquisto pacchetti-vacanze, assicurazioni e risarcimenti…). Per proteggere i cittadini. Per quanto riguarda invece il settore degli affari interni, il piano include altre azioni: “definire un’ampia strategia di sicurezza per rafforzare la cooperazione nel campo delle attività di contrasto” alla criminalità, così come in materia di gestione delle catastrofi (protezione civile) e di gestione delle frontiere; difendere i cittadini dalla criminalità informatica, “considerando reati il furto di identità e l’uso di software maligni per attaccare i sistemi di informazione”; introdurre un sistema europeo comune d’asilo; regolare il lavoro stagionale, “specialmente per i settori del turismo e dell’agricoltura”.

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