Le priorità in agenda

Appello delle Aggregazioni laicali cattoliche ai nuovi consiglieri

Famiglia, educazione, scuola, sanità, aiuti alle imprese, sostegno alle povertà e assistenza agli anziani: sono alcune delle priorità che il Forum delle famiglie, il Forum del Terzo Settore, l’Agesc e Sant’Egidio desiderano sottoporre all’attenzione dei nuovi consiglieri regionali liguri eletti nelle elezioni di fine marzo.Nuove politiche familiari. Revisione della legge regionale sull’omofobia e adozione di una normativa quadro che garantisca la tutela della promozione della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna nel rispetto della Costituzione; introduzione dell’obbligatorietà del parere preventivo della Consulta regionale della famiglia su legge e provvedimenti ad impatto familiare; valorizzazione dei carichi familiari nella determinazione del reddito a fini fiscali e di accesso ai servizi e alle agevolazioni per la persona e la famiglia: sono le tre priorità che il Forum ligure delle associazioni familiari intende sottoporre all’attenzione della nuova Giunta regionale. “La Regione Liguria – ha spiegato la presidente del Forum, Anna Maria Panfili – è caratterizzata da bassa natalità, dal calo del numero dei matrimoni, da un elevato numero di aborti e dalla crescita del numero di separazioni e divorzi segno che evidentemente le politiche familiari adottate finora non sono state sufficienti”. Per questo, ha proseguito, “abbiamo chiesto alle istituzioni di avere maggiore fiducia nella famiglia, riconoscendola come soggetto attivo di diritti, e abbandonando la logica assistenzialistica”.Attuare la parità scolastica. Per Cinzia Romitelli, presidente regionale dell’Agesc, per prima cosa è necessario “attuare pienamente la nuova legge regionale sul sistema d’istruzione e formazione”. Anzitutto, circa “la valorizzazione dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e il ruolo educativo delle famiglie, tenendo ben presente che l’attuale sistema nazionale d’istruzione e formazione è composto da scuole statali e paritarie”. In secondo luogo, occorre “perseguire elevati standard qualitativi del sistema d’istruzione e di quello della formazione, riconoscendo la pari dignità dei due percorsi e prevenendo la dispersione scolastica”. Terzo: è necessario “istituire un sistema di valutazione delle stesse istituzioni scolastiche autonome per quanto riguarda i risultati formativi e educativi raggiunti”. Un quarto aspetto riguarda, infine, “la formazione degli insegnanti e la loro valorizzazione attraverso un diverso sistema di inquadramento e di assunzione che favorisca la libertà di scelta educativa delle famiglie”.Verso una politica partecipata. Il segretario generale del Forum ligure del Terzo settore, Paolo Petralia, ha sottolineato l’importanza di “promuovere un sistema politico e amministrativo di governance partecipata dai cittadini riconoscendone il valore e quindi la responsabilità per il bene comune”. Allo stesso tempo, ha ricordato l’esigenza che le istituzioni vedano il Forum “quale parte sociale attiva nei processi di programmazione e di progettazione, partendo dal riconoscimento del welfare come parte integrante e di promozione dello sviluppo economico”. Per Petralia è necessario inoltre “consolidare e sviluppare politiche di welfare condivise per la salute e il benessere sociale delle persone, attraverso la co-programmazione delle politiche sociali, socio-sanitarie e sanitarie promuovendo e favorendo proposte che garantiscano l’accesso alle prestazioni e il diritto di scelta dei cittadini” e “monitorare ed elaborare proposte, non solo per la salute e il benessere delle persone, ma altresì per l’ambiente, per la cura del patrimonio culturale e artistico, per le politiche educative e scolastiche, per la promozione dello sport per tutti, per il turismo sociale e il tempo libero”.Nuove forme di assistenza agli anziani. Per Sergio Casali, della Comunità di Sant’Egidio di Genova, tra le priorità vi sono l’attenzione e la cura degli anziani, il problema degli alloggi e il dialogo tra generazioni. “La Liguria – ha affermato – è una Regione tra le più vecchie in Europa”. “Questa non è un’emergenza – ha proseguito – ma una realtà da affrontare in modo lungimirante, senza applicare soluzioni vecchie e inefficaci”. La Liguria, ha aggiunto, potrebbe “diventare una Regione pilota in cui sperimentare soluzioni innovative e più efficaci” e potrebbe “escogitare strategie nuove di sostegno all’età anziana, magari attraendo qualche finanziamento europeo”. Ricordando l’opera quotidiana di assistenza agli anziani promossa a Genova da S.Egidio, Casali ha proposto di puntare su “forme di assistenza più snelle degli istituti, molto gradite agli anziani e poco costose”. In merito all’emergenza abitativa, ha poi spiegato che il problema non si risolve “solo dando abitazioni ma studiando strategie per sostenere chi, per la sua situazione personale, è in difficoltà nella gestione di una casa”. Infine, “sul dialogo tra le generazioni si gioca molto del futuro della nostra Regione” e, in questo campo, “non si tratta solo di garantire risorse concrete o di intervenire nei contesti di violenza, ma c’è bisogno di lavorare per ritessere il tessuto sociale lacerato, soprattutto nelle periferie, per creare spazi di aggregazione e di ascolto”.a cura di Adriano Torti(28 aprile 2010)

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