Belgio, Repubblica Ceca

Belgio: le dimissioni del vescovo di BrugesBenedetto XVI ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Bruges (Belgio), presentata da mons. Roger Joseph Vangheluwe. Ne ha dato notizia il 23 aprile scorso la Sala Stampa Vaticana. In contemporanea a Bruxelles si è tenuta una conferenza stampa in cui sono intervenuti mons. Vangheluwe e il nuovo arcivescovo di Malines-Bruxelles, mons. André-Mutien Léonard. “Quando ero ancora semplice sacerdote e per un certo tempo all’inizio del mio episcopato – ha ammesso mons. Vangheluwe in una testimonianza scritta apparsa sul sito della Conferenza episcopale belga – ho abusato sessualmente di un giovane dell’ambiente a me vicino. La vittima ne è ancora segnata. Nel corso degli ultimi decenni, ho più volte riconosciuto la mia colpa nei suoi confronti, come nei confronti della sua famiglia, e ho domandato perdono. Ma questo non lo ha pacificato. E neppure io lo sono”. La tempesta mediatica di queste ultime settimane, ha aggiunto, “ha rafforzato il trauma. Non è più possibile continuare in questa situazione. Sono profondamente dispiaciuto per ciò che ho fatto e presento le mie scuse più sincere alla vittima, alla sua famiglia, a tutta la comunità cattolica e alla società in generale. Ho presentato le mie dimissioni come vescovo di Bruges al papa Benedetto XVI” ed essendo state accettate “mi ritiro”. Intervenendo alla conferenza stampa, l’arcivescovo Léonard ha detto: “Ci troviamo di fronte a una situazione particolarmente grave. I nostri pensieri vanno innanzitutto alla vittima e alla sua famiglia”. Ed ha aggiunto: “La decisione del vescovo di Bruges come pure l’organizzazione di questa conferenza stampa corrispondono alla volontà di trasparenza che la Chiesa cattolica del Belgio vuole applicare rigorosamente in questa materia”. “È evidente – ha ammesso l’arcivescovo – che questo avvenimento causerà molto dolore alla comunità cattolica belga, soprattutto perché il vescovo Vangheluwe era considerato generoso e dinamico, molto apprezzato nella sua diocesi e nella Chiesa Belga”. E “noi, suoi confratelli, siamo consapevoli della crisi di fiducia che tutto ciò causerà in numerose persone – ha aggiunto -. Osiamo tuttavia sperare che la saggezza prevarrà e che i vescovi e soprattutto i sacerdoti di questo Paese non saranno screditati nel loro complesso, giacché la maggioranza di essi conduce una vita conforme alla propria vocazione”. La questione però non si è pacificata e su alcuni organi di informazione, un prete fiammingo spesso considerato come ‘dissidente’, il curato di Buizingen Rik Devillé, ha puntato il dito contro il card. Godfried Danneels, alla guida della Chiesa del Belgio dal 1979 al 2009. Secondo Devillé, tra il 1992 e il 1998 circa 300 denunce di abusi sessuali commessi da preti sono state inviate all’arcivescovado, ma di queste solo una quindicina hanno avuto un seguito, quasi mai giudiziario. Tra le denunce ignorate – secondo il ‘prete dissidente’ – c’erano anche quelle riguardanti Vangheluwe. In una dichiarazione scritta, il card. Godfried Danneels ha assolutamente negato di aver coperto deliberatamente il caso garantendo di aver sentito “parlare per la prima volta di questi abusi solo nei primi giorni del mese di aprile e direttamente da mons. Vangheluwe stesso”. E poi assicura: “non ha mai intrapreso alcuna iniziativa per nascondere questi casi e coprirli nel silenzio. Mi feriscono le accuse e i dubbi espressi su quell’incontro, come se avessi voluto nascondere o camuffare il caso. Ho semplicemente cercato di aiutare, rendere un servizio al vescovo e alla famiglia”. Repubblica Ceca: mons. Duka presidente dei vescoviSi è conclusa nei giorni scorsi a Praga l’80° assemblea plenaria della Conferenza episcopale ceca che ha visto l’elezione di mons. Dominik Duka, arcivescovo di Praga, quale nuovo Presidente della Conferenza episcopale. Vicepresidente è ora mons. Jan Graubner, arcivescovo di Olomouc ed ex capo della Chiesa cattolica ceca. In apertura i vescovi avevano concelebrato la Messa con il nunzio apostolico mons. Diego Causero in segno di ringraziamento per i cinque anni di Pontificato di Benedetto XVI. Nel corso dell’assemblea, in una riflessione sulla Chiesa nella società attuale, il neopresidente della Conferenza episcopale ha affermato che “la campagna dei media contro la Chiesa e contro il Papa ha radici profonde”. Al contempo, mons. Duka ha sottolineato “l’inaccettabilità degli abusi sessuali” e ha ricordato le misure adottate dalla Chiesa sia sotto Giovanni Paolo II che sotto Benedetto XVI, di cui ha menzionato la recente lettera ai cattolici irlandesi. Tra le questioni affrontate durante la plenaria vi erano la ratifica del trattato tra la Repubblica Ceca e il Vaticano, la risoluzione della questione tra Stato e Chiesa sulle proprietà e della titolarità della Cattedrale dei Santi Vito, Venceslao e Adalberto: su quest’ultimo punto, mons. Duka ha illustrato una posizione basata sulla riconciliazione nei confronti delle autorità con cui da anni è in corso una disputa per la restituzione del simbolo di Praga.

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