Oltre i confini

La lotta contro povertà ed emarginazione

Contrastare l’indigenza e l’esclusione sociale nell’Ue è importante, ma non sufficiente: occorre agire anche al di fuori dei confini comunitari. È quanto si propone la Commissione, che ha presentato il 21 aprile un “piano d’azione” per accrescere l’impegno dell’Unione e dei suoi Stati membri per la realizzazione degli Obiettivi di sviluppo del millennio (Osm) fissati dall’Onu nel 2000. L’Ue si era da subito impegnata – come principale donatore mondiale di aiuti umanitari e per lo sviluppo – a definire progetti concreti e a investire più fondi per gli otto grandi obiettivi: facendo il punto della situazione è però emersa una realtà in chiaroscuro.Una risposta alle sfide mondiali. In sostanza l’Esecutivo Ue propone una serie di 12 “azioni” intese “non solo ad aumentare il livello di aiuti ma anche a migliorarne l’efficacia e la destinazione a beneficio dei Paesi e dei settori più bisognosi”. Il presidente José Manuel Barroso ha affermato: “Nel 2010 l’Ue avrà la possibilità di rinnovare l’impegno verso il raggiungimento degli Obiettivi del millennio. Nel celebrare l’Anno europeo della lotta alla povertà è importante ricordare che essa non si ferma ai confini” d’Europa. “Faccio appello agli Stati membri perché i Paesi in via di sviluppo rientrino nella nostra visione del futuro. La promozione dello sviluppo deve essere parte integrante della risposta europea alle sfide mondiali”. Nei documenti presentati dalla Commissione risulta che Ue e Stati aderenti sono, insieme, i maggiori sostenitori planetari allo sviluppo, contribuendo per circa il 55% delle donazioni complessive: nel 2009 tali fondi hanno raggiunto la somma di 49 miliardi di euro, pari allo 0,42% del Prodotto interno lordo europeo. Una cifra “considerevole” ma “ancora lontana dagli impegni che ci eravamo prefissati”, ammette Barroso.Dodici azioni concrete. L’Europa dei 27 aveva stabilito infatti di destinare entro il 2010 alle azioni volte a raggiungere gli Osm lo 0,56% del Prodotto interno lordo (con alcune differenze a livello nazionale a secondo del grado di sviluppo economico interno); mentre la meta per il 2015 è fissata allo 0,70%. Il nuovo piano Ue “potrebbe costituire – per Barroso – la posizione dell’Unione in vista del vertice delle Nazioni Unite sugli Osm previsto nel settembre prossimo” e sarà discusso durante il Consiglio europeo di giugno. Tra le azioni proposte dall’Esecutivo figurano: l’elaborazione di piani nazionali da parte dei 27, con impegni finanziari precisi e da verificare; una maggiore efficacia degli aiuti “coordinando meglio i programmi nazionali e quelli Ue” (“il piano dell’Unione per la ricostruzione di Haiti fornisce un buon esempio”); il rafforzamento del partenariato con i Paesi poveri; il miglioramento dei sistemi fiscali di questi Stati per aumentare la disponibilità di risorse da investire; l'”integrazione e gli scambi regionali per promuovere la crescita e l’occupazione” in varie regioni di Africa, Asia e America latina; interventi specifici nelle regioni in cui imperversano conflitti locali e vere e proprie guerre.Impegno finanziario e volontà politica. Il presidente Barroso ha spiegato ancora: “Abbiamo la possibilità che questo diventi un nuovo decennio dello sviluppo e mi impegno personalmente a promuovere la realizzazione di tale programma a livello mondiale nei prossimi vertici del G8 e del G20 e in occasione della riunione di revisione delle Nazioni Unite sugli Osm”. Dal canto suo Andris Piebalgs, commissario responsabile dello sviluppo, ha aggiunto: “L’Europa deve rimanere il leader più grande e più credibile nella lotta alla povertà. Dobbiamo tener fede alla promessa fatta di potenziare e migliorare gli aiuti per vedere dimezzato il tasso di povertà entro il 2015”. Gli Osm “sono ancora raggiungibili purché ci siano l’impegno finanziario e la volontà politica degli Stati membri dell’Unione”. SchedaGli otto Obiettivi di sviluppo del millennio (Millennium Development Goals), sono stati concordati nel 2000 in sede Onu e la data per raggiungerli sarebbe il 2015. Finora i passi avanti registrati in tale direzione appaiono però modesti e il Palazzo di vetro intende fare il punto della situazione con una conferenza a livello internazionale, fissata a per il prossimo settembre. Tali obiettivi sono: eliminare la povertà estrema e la fame (più precisamente: dimezzare la percentuale di persone che vivono con meno di un dollaro al giorno; dimezzare la percentuale di persone che soffre la fame); assicurare l’istruzione elementare universale; promuovere l’uguaglianza fra i sessi; ridurre la mortalità infantile; diminuire di due terzi il tasso di mortalità fra i bambini al di sotto dei cinque anni; migliorare la salute materna; contrastare la diffusione di Hiv/Aids, malaria e altre malattie; favorire la sostenibilità ambientale; accrescere la partnership globale per lo sviluppo.

Altri articoli in Archivio

Archivio

Informativa sulla Privacy