A quale figura di uomo?

Mons. Crociata: "l'essere prima del sapere e del saper fare"

"Le istituzioni non riescono più ad educare e il parlare tanto di educazione, oggi, sembra il segno di un malessere e di una difficoltà nuova e complessa. La crisi contemporanea vede interrotto, o comunque fortemente compromesso, il processo di trasmissione di cultura e valori alle nuove generazioni, e ci costringe a parlare di ‘emergenza educativa’": lo ha detto, ieri (20 aprile) a Roma, il segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata, intervenendo al convegno nazionale "Giovani e Sistema educativo di Istruzione e Formazione in Italia", promosso congiuntamente da Cnos-Fap e Cnos-Scuola, i due enti Salesiani che si occupano rispettivamente di formazione e aggiornamento professionale, il primo, e della scuola il secondo. Prima di mons. Crociata ha preso la parola don Pascual Chávez Villanueva, rettor maggiore dei Salesiani, che ha parlato sul tema "Il servizio dei Salesiani d’Italia a favore dei giovani nella scuola e nella formazione professionale". "Noi Salesiani – ha affermato – per natura siamo educatori. L’Europa ha bisogno di noi, più che mai, perché ha bisogno di educazione e di proposte di alto profilo culturale", aggiungendo che gli elementi fondanti del carisma salesiano rimangono "una casa che accoglie, una parrocchia che evangelizza, una scuola che avvia alla vita, un cortile ove incontrarsi in allegria". Si muove in questa direzione il "Progetto Europa" che impegna tutta la famiglia Salesiana a rafforzare la propria presenza nel continente europeo, specie nella scuola e nella formazione professionale.

Da anima ad anima. Nel suo intervento, dal titolo "Emergenza educativa e priorità pastorali della Chiesa in Italia", il segretario generale della Cei ha anzitutto messo in evidenza la natura dell’educazione: "L’educazione – ha detto – è un incontro d’anime, una misteriosa trasmissione da anima ad anima". "L’educazione cristiana, in particolare, tende alla piena umanità dell’uomo" e "tutta la potenzialità di unicità ed originalità di ogni essere umano è costitutivamente connessa con la comunità. La grandezza unica e irripetibile dell’essere umano trova la sua garanzia nel legame tra persona e comunità". "L’educazione – ha proseguito mons. Crociata – ha a che fare con l’essere, prima che con il sapere o il saper fare. Occorre quindi riflettere su chi è l’uomo e a quale figura di uomo educhiamo le nuove generazioni, ma anche noi stessi". Ha poi notato che "spazio e forma fondamentale dell’educazione è la relazione. All’interno della relazione interpersonale, la forma fondamentale della presenza educativa è costituita dalla testimonianza autorevole. Innanzitutto l’esempio, testimonianza del proprio essere che si imprime nell’educando, ma anche l’autorità, intesa non come imposizione, ma senso benevolo e accettabile del limite e della finitezza umana, indicatore di una regola e di un ordine".

Le ragioni della "crisi educativa". Quali le sfide pastorali, nel campo dell’educazione, che si pongono alla Chiesa in Italia? Innanzitutto, ha notato mons. Crociata, "la famiglia, ambito primario di ogni educazione. I genitori sono presenza insostituibile di ogni opera educativa, in quanto accompagnano con lo stile del modello esemplare, testimoniale, colui che deve crescere e diventare adulto. Poi gli educatori, della comunità cristiana e della scuola, ciascuno con le loro finalità tipiche. Decisiva per tutti è però la qualità personale della maturità e della testimonianza dell’educatore. Gli educandi, infatti, hanno bisogno di limiti motivati e di incoraggiamenti fondati, di prospettive verso le quali dirigersi". E a proposito del rapporto tra il giovane e i propri genitori, ha detto: "Dipendere da una comunità di persone qual è la famiglia, avere alle spalle una tradizione e una cultura, essere sottoposti all’autorità dei genitori, lungi dall’essere una limitazione della libertà e dell’autonomia, costituisce l’unica condizione della loro vera assunzione e realizzazione. Questo genere di considerazioni in realtà getta una luce che rende intellegibili le ragioni di una crisi come quella contemporanea, che vede interrotto – o comunque fortemente compromesso – il processo di trasmissione della cultura e del mondo dei valori da cui veniamo alle nuove generazioni e che ci costringe a parlare di emergenza educativa".

Traguardi e accordi dei centri Salesiani. Al suo arrivo al Salesianum, prima dell’inizio dei lavori del convegno, a mons. Crociata è stato mostrato un prototipo sperimentale di autoveicolo, realizzato dagli allievi del Centro di formazione professionale "Teresa Gerini" di Roma, vincitore del concorso nazionale Automeccanica 2008. Nel corso della mattinata, è stato anche siglato un protocollo d’intesa con Federmeccanica, per una più stretta collaborazione tra le imprese e i percorsi di formazione. Come ha spiegato il presidente dei due enti Cnos, p. Mario Tonini, "è l’ultimo degli accordi firmati in questi anni con varie realtà di punta, quali Fiat, Schneider Electric, Dmg, Hede, Siemens e altre. "Grazie a questi accordi – ha sottolineato – i Salesiani riescono ad innovare la formazione professionale".

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