L’Ue in breve

Consultazione sul futuro della Politica agricolaPerché una Politica agricola comune europea? Quali sono gli obiettivi che la società assegna all’agricoltura? Perché riformare la Pac? Quali sono gli strumenti per la Pac di domani? Attorno a questi quattro interrogativi ruota la consultazione pubblica che l’Unione europea ha lanciato il 12 aprile sul futuro del settore primario. Essenziale ambito economico, destinataria di un’ampia parte dei finanziamenti derivanti dal bilancio comunitario, la Politica agricola comune è nuovamente in fase di revisione. Dopo le recenti "grandi riforme" (2003 e 2008), la Pac viene ora messa in relazione alla strategia di sviluppo "Europa 2020" e alle prospettive finanziarie Ue per il dopo-2013: a questo proposito la Commissione dovrà presentare una relazione dettagliata a fine anno. "La politica agricola non è appannaggio esclusivo degli specialisti, ma appartiene a tutti gli europei. I cittadini vanno ascoltati e bisogna darsi il tempo di raccogliere le idee e le aspettative di tutti gli attori della società", ha dichiarato Dacian Ciolos, commissario al settore. "Aspetto le reazioni e le riflessioni non solo degli agricoltori, ma anche delle associazioni degli ambientalisti, dei consumatori e per la tutela del benessere degli animali. Occorre ampliare il dibattito il più possibile perché è la società intera a beneficiare di questa politica, attraverso l’alimentazione, la gestione dei territori e la protezione dell’ambiente". Per partecipare al dibattito è aperto uno spazio web: http://ec.europa.eu/agriculture/cap-debate. Si può intervenire fino al mese di giugno; poi "un organismo indipendente redigerà una sintesi dei contributi pervenuti e nel luglio 2010 la Commissione organizzerà una conferenza di sintesi della consultazione". Anno contro la povertà: dar voce agli esclusi"Per affrontare la piaga della povertà dobbiamo comprenderne le cause e dar voce a coloro che sono esclusi. Allo stesso tempo dobbiamo proporre soluzioni pratiche e funzionali. I giornalisti sono chiamati a svolgere un ruolo chiave in questo dibattito": László Andor, commissario Ue per occupazione, affari sociali e inclusione, ha presentato in settimana un concorso per giornalisti nell’ambito delle iniziative per il 2010, Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale. I premi in denaro saranno assegnati sia a livello nazionale che comunitario, e riguarderanno servizi d’informazione sulla stampa, on line e mediante audiovisivi. I vincitori del concorso su scala europea verranno proclamati durante una cerimonia a Bruxelles il prossimo 17 dicembre. Per informazioni e candidature è disponibile il sito dell’Anno, www.2010againstpoverty.eu. "Il concorso giornalistico – spiega la Commissione – è una delle attività chiave a livello Ue nel corso dell’Anno europeo e intende contribuire a far opera di sensibilizzazione sulle tematiche della povertà". Tra gli "altri grandi eventi da realizzare" entro il 2010 "vi sono un concorso artistico, importanti conferenze su tematiche specifiche come la povertà dei bambini e i senza casa, nonché una serie di eventi che si terranno a ottobre in occasione della Giornata internazionale di lotta contro la povertà".Biodiversità: campagna per sensibilizzare i cittadiniLe Nazioni Unite hanno proclamato il 2010 "Anno della biodiversità", ma "solo il 38% degli europei sa cosa significa" questo termine mentre "il 28% dichiara di averlo già sentito ma di non conoscerne il significato". Eurobarometro ha realizzato una ricerca sulla conoscenza del problema. L’istituto demoscopico Ue afferma: "La maggior parte dei cittadini ritiene di non essere adeguatamente informata sulla biodiversità" e "solo il 17% degli intervistati ammette di avvertire già questo problema". Alla domanda su quale siano le minacce più serie, "il 27% delle persone indica l’inquinamento, mentre 26% menziona le catastrofi provocate dall’uomo". La Commissione Ue segnala che la biodiversità mondiale "è gravemente minacciata in quanto le specie scompaiono a una velocità da cento a mille volte superiore alla velocità normale". Più di un terzo delle specie esaminate "sono a rischio estinzione". Le attività dell’uomo "sono all’origine di questa perdita, con la modifica della destinazione dei suoli, il sovrasfruttamento, le pratiche non sostenibili, l’inquinamento e l’introduzione di specie invasive che determinano il degrado di specie e habitat". Il commissario per l’ambiente, Janez Potocnik, dopo aver fatto realizzare l’indagine da Eurobarometro, ha lanciato una campagna di sensibilizzazione. "La biodiversità è il motore naturale del nostro futuro e dobbiamo imparare a occuparcene"; occorre sensibilizzare "l’opinione pubblica circa l’esigenza di avere maggior cura della natura da cui dipendiamo". Fra gli strumenti della campagna figurano un sito web, un video, manifestazioni di artisti di strada, articoli sulla stampa. Per informazioni: www.weareallinthistogether.eu.

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