Dal dubbio alla verità

L'incredulo san Tommaso. Preghiera per la tragedia di Smolensk

La missione della Chiesa è di portare a tutti il lieto annuncio, la gioiosa realtà dell’Amore misericordioso di Dio. È quanto ha detto, domenica 11 aprile, Benedetto XVI a Castel Gandolfo durante la recita del Regina Cæli. Il Santo Padre ha anche assicurato la preghiera di suffragio per le vittime dell’incidente aereo avvenuto sabato 10 aprile in Polonia e costato la vita, oltre al presidente Lech Kaczynski, anche a diverse autorità dello Stato polacco.

Misericordia e bontà. "L’odierna domenica conclude l’Ottava di Pasqua, come un unico giorno ‘fatto dal Signore’, contrassegnato con il distintivo della Risurrezione e della gioia dei discepoli nel vedere Gesù", ha affermato Benedetto XVI, prima di recitare il Regina Cæli. Fin dall’antichità questa domenica è detta "in albis", ma dieci anni fa "Giovanni Paolo II ha intitolato questa stessa domenica alla Divina Misericordia, in occasione della canonizzazione di suor Maria Faustina Kowalska, il 30 aprile del 2000". In effetti, "di misericordia e di bontà divina è ricca la pagina del Vangelo di san Giovanni di questa Domenica. Vi si narra che Gesù, dopo la Risurrezione, visitò i suoi discepoli, varcando le porte chiuse del Cenacolo". Sant’Agostino, ha ricordato il Papa, spiega che "le porte chiuse non hanno impedito l’entrata di quel corpo in cui abitava la divinità" e san Gregorio Magno aggiunge che "il nostro Redentore si è presentato, dopo la sua Risurrezione, con un corpo di natura incorruttibile e palpabile, ma in uno stato di gloria". "Gesù – ha proseguito il Pontefice – mostra i segni della passione, fino a concedere all’incredulo Tommaso di toccarli". Come è possibile, però, che un discepolo possa dubitare? In realtà, "la condiscendenza divina ci permette di trarre profitto anche dall’incredulità di Tommaso oltre che dai discepoli credenti".

Il lieto annuncio. Infatti, ha chiarito Benedetto XVI, "toccando le ferite del Signore, il discepolo esitante guarisce non solo la propria, ma anche la nostra diffidenza". D’altra parte, "la visita del Risorto non si limita allo spazio del Cenacolo, ma va oltre, affinché tutti possano ricevere il dono della pace e della vita con il ‘Soffio creatore’". Per due volte, ha proseguito il Papa, "Gesù disse ai discepoli: ‘Pace a voi!’, e aggiunse: ‘Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi’". "È questa – ha evidenziato il Santo Padre – la missione della Chiesa perennemente assistita dal Paraclito: portare a tutti il lieto annuncio, la gioiosa realtà dell’Amore misericordioso di Dio". Alla luce di questa parola, il Pontefice ha incoraggiato "in particolare tutti i Pastori a seguire l’esempio del santo Curato d’Ars, che, ‘nel suo tempo, ha saputo trasformare il cuore e la vita di tante persone, perché è riuscito a far loro percepire l’amore misericordioso del Signore. Urge anche nel nostro tempo un simile annuncio e una simile testimonianza della verità dell’Amore’", come ha scritto lo stesso Papa nella lettera d’indizione dell’Anno sacerdotale. "In questo modo – ha evidenziato – renderemo sempre più familiare e vicino Colui che i nostri occhi non hanno visto, ma della cui infinita Misericordia abbiamo assoluta certezza".

Profondo cordoglio per l’incidente a Smolensk. "Nell’esprimere il mio profondo cordoglio, assicuro di cuore la preghiera di suffragio per le vittime e di sostegno per l’amata Nazione polacca". Dopo la recita del Regina Cæli, Benedetto XVI ha fatto riferimento al "tragico incidente aereo a Smolensk in cui sono periti il presidente della Polonia, Lech Kaczynski, la moglie, diverse alte autorità dello Stato polacco e tutto il seguito, compreso l’arcivescovo ordinario militare". In polacco, rivolgendosi ai pellegrini giunti a Castel Gandolfo, il Papa ha ricordato il "profondo dolore" con il quale ha appreso la notizia dell’incidente: "Sono periti nel viaggio a Katyn, il luogo del supplizio di migliaia di ufficiali militari polacchi assassinati settant’anni fa – ha ricordato il Santo Padre –. Affido tutti al misericordioso Signore della vita. Lo faccio unendomi con i pellegrini radunati nel Santuario di Lagiewniki e con tutti i devoti della Misericordia di Dio nel mondo intero". Dopo le parole del Pontefice, i pellegrini polacchi hanno intonato un canto.

L’ostensione della Sindone. Dopo la recita del Regina Cæli Benedetto XVI ha ricordato anche che sabato 10 aprile "ha avuto inizio a Torino la solenne ostensione della sacra Sindone": "Anch’io – ha aggiunto –, a Dio piacendo, mi recherò a venerarla il prossimo 2 maggio. Mi rallegro per questo evento, che ancora una volta sta suscitando un vasto movimento di pellegrini, ma anche studi, riflessioni e soprattutto uno straordinario richiamo verso il mistero della sofferenza di Cristo". Da qui l’auspicio che "questo atto di venerazione aiuti tutti a cercare il Volto di Dio, che fu l’intima aspirazione degli Apostoli, come anche la nostra". Il Papa ha poi rivolto "uno speciale saluto ai pellegrini convenuti a Roma in occasione dell’odierna Domenica della Divina Misericordia".

Altri articoli in Archivio

Archivio

Informativa sulla Privacy