Occorre chiedersi perché

Intervista concessa dal card. Bagnasco alla Cnn

Pubblichiamo il testo dell’intervista concessa ieri dal card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, a Diana Magnay, della Cnn.

Pensa che ci sia una campagna di attacchi contro il Papa orchestrata dai nemici della Chiesa?
"Certamente guardo i fatti e sembra che ogni parola, ogni atto del Santo Padre non vada bene a certe persone, o in certi ambienti. Sembra che li irritino. Uno si deve chiedere perché".

Monsignor Charles Scicluna, il procuratore capo del Vaticano, ha parlato di una diffusa cultura della segretezza qui in Italia. È questo il caso?
"La Chiesa ha sempre perseguito e dato delle indicazioni di massima trasparenza e fermezza nell’affrontare questo crimine, così come altri tipi di crimini che possono essere commessi. Dunque non c’è stata una ‘cultura del silenzio’ imposta o predicata dalla Chiesa, a nessun livello".

Ci sono però due problemi. C’è il problema dei preti pedofili che la Chiesa dice che sta affrontando e c’è il problema di chiamare i vescovi a rendere conto. Che cosa state facendo per risolvere la seconda questione?
"È sotto gli occhi di tutti il fatto che diversi vescovi di varie nazioni – una volta trovati responsabili di non essere prontamente intervenuti contro alcuni preti, e avere nascosto i fatti – si sono dimessi".

Ma quelle dimissioni sembrano essere arrivate come decisione personale da parte dei sacerdoti più che come decisione del Vaticano?
"Il Santo Padre ha immediatamente accettato le dimissioni di quei vescovi. E io penso che in alcuni casi quelle dimissioni siano anche state chieste".

Lei ha la sensazione che il Vaticano intenda stilare norme universali che ogni Chiesa debba poi seguire?
"Le indicazioni fondamentali ad oggi sono quelle del Santo Padre nella Lettera alla Chiesa d’Irlanda. Quelle regole si applicano a quella Chiesa e a tutte le altre Chiese nel mondo. Mi sembra che quelle indicazioni richiamino fortemente a una più decisiva attuazione della santità del sacerdozio – degna di questa straordinaria vocazione – e che richiamino a vivere questa vita nella gioia del celibato ecclesiastico".

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