Italia, Inghilterra e Galles,

Italia: i valori non negoziabili”Piena ed affettuosa solidarietà” al Papa. Ad esprimerla è la Cei, nel comunicato finale del Consiglio permanente (22-25 marzo), diffuso il 30 marzo e nel quale l’episcopato italiano “si stringe intorno a Pietro, grato per la cristallina testimonianza di fede e l’appassionato magistero”. “Lo sgomento, il senso di tradimento e il rimorso per ciò che è stato compiuto da alcuni ministri della Chiesa – si legge nel comunicato a proposito dei recenti episodi di pedofilia – spiegano l’atteggiamento fermo e illuminato di Benedetto XVI che, senza lasciare margini di incertezza né indulgere a minimizzazioni, invita la comunità ecclesiale ad accertare la verità dei fatti, assumendo nel caso i provvedimenti necessari”. In proposito, i vescovi riaffermano “la vicinanza alle vittime di abusi e alle loro famiglie” e “concordano sul fatto che il rigore e la trasparenza nell’applicazione delle norme processuali e penali canoniche sono la strada maestra nella ricerca della verità e non si oppongono, ma anzi convergono, con una leale collaborazione con le autorità dello Stato, a cui compete accertare la consistenza dei fatti denunciati”. Di qui l’esigenza, confermata dall’episcopato italiano, “di un’accurata selezione dei candidati al sacerdozio, vagliandone la maturità umana e affettiva oltre che spirituale e pastorale”. I “valori non negoziabili” rappresentano “la ragione e la missione dell’impegno dei cattolici nell’azione politica e sociale”, ribadiscono i vescovi, che citando la prolusione del card. Bagnasco riaffermano tali valori: “la dignità della persona umana, incomprimibile rispetto a qualsiasi condizionamento; l’indisponibilità della vita, dal concepimento fino alla morte naturale; la libertà religiosa e la libertà educativa e scolastica; la famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna”. “È solo su questo fondamento – continua la prolusione del cardinale presidente – che si impiantano e vengono garantiti altri indispensabili valori come il diritto al lavoro e alla casa; la libertà di impresa finalizzata al bene comune; l’accoglienza verso gli immigrati, rispettosa delle leggi e volta a favorire l’integrazione; il rispetto del creato; la libertà dalla malavita, in particolare quella organizzata. Il numero dei sacerdoti stranieri presenti in Italia “è cresciuto in maniera significativa”, e oggi raggiunge il 5% del clero operante nel nostro Paese, si legge nel comunicato finale.Inghilterra e Galles: messaggio per le elezioniVita, famiglia, migrazioni, responsabilità verso i Paesi poveri, ruolo delle religioni nella società. Scesa in campo dei vescovi inglesi per le prossime elezioni politiche della Gran Bretagna. Lo fanno lanciando un messaggio alla nazione per invitare i cittadini e in particolare i cattolici a non eludere alla “importante responsabilità” di andare al voto. La Conferenza episcopale ha anche elaborato un documento dove viene sintetizzato l’insegnamento della dottrina sociale della Chiesa. Infine è stata lanciata una sorta di “promemoria” da sottoporre ai futuri candidati dove vengono elencate 5 questioni “non esaustive” ma indicative dell’impegno per “il bene comune”. “La domanda fondamentale che ognuno di noi si dovrebbe chiedere per decidere per chi votare, non è chi mi servirà meglio, ma chi servirà meglio il bene comune di tutti noi”. Da questa considerazione, nascono le 5 questioni elaborate dai vescovi e da sottoporre ai candidati. “Sono – spiegano i vescovi inglesi – questioni aperte, con nessuna singola ‘risposta giusta’. Ma dalle risposte, ci si può fare un’idea migliore di quanto ogni candidato saprà affrontare le esigenze del bene comune”. Al primo punto i vescovi pongono la valutazione dei candidati rispetto alla vita. Non usano mezzi termini e affermano che “ciò significa opporsi all’aborto, all’abbandono degli anziani”. Poi le domande da fare ai candidati: “Che cosa significa per te il rispetto della vita? Tutte le vite hanno lo stesso valore? Dagli anziani agli infermi, dai disabili gravi ai bambini non ancora nati?”. Si passa poi alla questione numero 2 che è la famiglia. “Sono – scrivono i vescovi – la struttura base di ogni società stabile. Il matrimonio è il migliore contesto in cui allevare i figli e deve avere il chiaro sostegno e l’incoraggiamento del Governo”. al candidato si chiede: “Cosa intende fare per il matrimonio e per la famiglia? Quali misure concrete intenderà prendere per incoraggiare e sostenere una vita familiare stabile e l’istituzione del matrimonio”. Al punto 3 ci sono le migrazioni che – precisano i vescovi – non sono una questione “di numeri” ma di “esseri umani. Ogni volta che il governo fissa la limitazione su chi può o non può vivere qui, deve applicare le sue regole con equità, decenza e rispetto per l’individuo”. Per cui al candidato si chiede: “Quali convinzioni e valori ci sono alla base del suo approccio alla migrazione? E come pensate di metterle in pratica?”. C’è poi anche la questione della responsabilità per il sostegno allo sviluppo delle popolazioni più povere del mondo e per la salvaguardia dell’ambiente e anche a questo proposito si chiede al candidato quali misure concrete pensa di adottare. Al punto 5, i vescovi pongono l’attenzione alla “fede” che “è al centro della nostra vita”. La domanda è: “quale pensa sia il posto della religione nella società?”.

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